SANTUARI DI SICILIA - 4
LENI (ME)

Santuario Santa Maria del Terzito Diocesi: Messina-Lipari-Santa Lucia.
Indirizzo: Isola di Salina (Isole Eolie) Via del Terzino 8.
Calendario: 23 luglio festa del santuario, preceduta da un novenario.
Note: in questi luoghi si trovano malvasia e capperi.

Il santuario è stato eretto sull’isola di Salina, una delle sette dell’arcipelago delle Eolie, nella solitaria Val di Chiesa. Qui, nella prima era cristiana, un eremita costruì un piccolo oratorio collocando un’immagine della Madonna.

Secoli dopo, il 23 luglio 1622, la Madonna apparve ad un boscaiolo, Alfonso Mercorella, il quale trovò fra le rovine di un vecchio fabbricato un quadro di legno antico che raffigurava la Madonna con le stesse sembianze della visione avuta da poco. Venne costruita una chiesa ed esposta una riproduzione del quadro, perché l’originale venne distribuito in piccole parti ai devoti.

Nella metà dell’Ottocento il santuario fu ampliato nella sua forma a croce latina. Venne consacrato il 21 luglio 1901. Nel tempio è custodita una statua lignea che rappresenta la Madonna riprodotta nel quadro di origine; l’autore, palermitano, è ignoto.
Il quadro che oggi si ammira sull’altare centrale risale a dopo il 1622 e rappresenta la Madonna con un campanello in mano e così facendo sovrasta l’arcipelago oliano. Il Santuario ha preso il nome di Terzito, cioè di “terzo sito”, terza riedificazione o terza chiesa dell’arcipelago. Negli ultimi decenni sono stati aggiunti i due campanili che completano la facciata, sormonatata da una grande statua marmorea della Madonna, opera di Antonio Bonfiglio.

MESSINA


Santuario Santa Maria di Montalto Padri Redentoristi. Diocesi: Messina.
Indirizzo: via Dina e Clarenza 16.
Calendario: la festa del santuario si celebra il 12 giugno che corrisponde alla festa cittadina detta della “Colomba”, ricordando la colomba miracolosa.
Note: Nel santuario si conservano alcune reliquie di sant’Alfonso Maria de Liguori e di santi redentoristi, inoltre una lettera di sant’Ignazio di Lojola datata 1550. In questo luogo si tiene il Premio nazionale di Poesia religiosa Madonna di Montalto.

Il Santuario si erige su un’altura che domina la città e il porto di Messina. L’origine del tempio cristiano è legata alla guerra dei “Vespri siciliani”, scoppiati a Palermo il 31 marzo 1282, lunedì di Pasqua.

A Messina la rivolta scoppiò il 28 aprile e la popolazione, in preda alla disperazione, ricorse all’intercessione di Maria Vergine. Nella notte fra l’8 e il 9 agosto fu notata una signora vestita di bianco che copriva con veli i punti più vulnerabili delle mura... e la città fu salva. Ai primi di giugno del 1294 la Vergine indicò il luogo in cui voleva venisse edificato il santuario a lei dedicato: fu vista una colomba volare sul luogo e segnare i confini della chiesa stessa.

I lavori del santuario terminarono nel 1295 e fu affidato alle monache cistercensi.
Più volte, lungo i secoli, la Madonna fece sentire la sua particolare presenza e protezione sopra la città: in occasione di lotte, epidemie e terremoti, quello terribile e devastante del 1908 che vide la regina Elena di Savoia intrepida soccorritrice dei terremotati, provocò la distruzione del tempio, che venne celermente ricostruito fra il 1910 e il 1911. Sarà ampliato fra il 1928 e il 1930. Dal 1946 il santuario appartiene ai Padri Redentoristi, fondati da sant’Alfonso Maria de Liguori.
Il 1° gennaio 1950 l’icona viene solennemente incoronata e la diocesi è affidata al Cuore Immacolato di Maria. Il Santuario, in cemento armato e mattoni pieni, ricorda quello del 1295, in stile romanico-gotico, con facciata fiancheggiata da due campanili gemelli degli architetti Valenti e Barbaro.

Nell’interno troviamo un’icona bizantina che riproduce, su tavola, una Madonna seduta che offre ai fedeli il Bambino Gesù, in piedi sulle ginocchia, quale unico Salvatore. Nel secolo XVII l’icona venne rivestita da una mantea argentea finemente cesellata dalla scuola di Pietro Juvara. Giovanni Paolo II, nella sua visita al santuario di Messina, nel 1988, donò per questa Madonna una corona d’argento filigranata. Il tetto del tempio, in legno, è decorato da Gregoretti di Palermo; mentre il pavimento, in marmo policromo, è del Diletti di Messina del 1984.

MESSINA


Santuario di Sant’Antonio Padri Rogazionisti. Diocesi: Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
Indirizzo: via Santa Cecilia 121.
Calendario: 1° giugno festa del beato Annibale. 13 giugno festa di sant’Antonio.
Note: Nel santuario è custodita l’urna con le spoglie del beato Annibale Maria di Francia.

Il santuario ebbe origine dalla volontà del beato Annibale Maria di Francia, fondatore dei Rogazionisti e delle figlie del Divin Zelo. Il beato dedicò la sua vita all’infanzia povera e abbandonata negli orfanotrofi.

Nel 1909 papa Pio X offre a padre Annibale una chiesa in legno, che viene distrutta da un incendio scoppiato nel 1919. Nel 1921 il padre costruisce un tempio dedicato al sacro Cuore di Gesù per la preghiera a favore delle vocazioni, detto anche santuario di Sant’Antonio, prima chiesa in muratura dopo il terremoto nel 1908. La consacrazione del santuario avvenne il 22 agosto 1937: padre Annibale era morto dieci anni prima, a lui, nel 1969 venne dedicato un monumento con bronzi di Mario Lucerna. Il tempio è a tre navate e si ispira alle forme rinascimentali.

L’esterno è rivestito di pietra, con un altorilievo centrale raffigurante sant’Antonio e due statue laterali di san Matteo e san Luca. L’altar maggiore è di marmo intarsiato da bronzi dorati, sul paliotto è raffigurata l’ultima Cena in bronzo, modellata dal Gangeri.
                                                                                  
Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1 Santan Maria del Terzito
2 Santuario Santa Maria di Montalto
3 Santuario di Sant'Antonio

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-7
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