SANTUARI DI SICILIA-1:


Introduzione

A chi, cattolico, non è capitato, almeno una volta, di trovarsi in una città o in un paese non troppo familiare e voler vestire i panni del pellegrino per conoscere santuari sconosciuti? E se, fortunatamente, ci indicano il luogo, restiamo delusi per la mancanza di nozioni sull’origine e sulla storia di quel tempio.
Con questa nuova rubrica vorremmo dunque fornire ai nostri lettori la possibilità di raccogliere un pratico vademecum dei tanti e tanti santuari, innalzati in onore della Madonna e dei santi, disseminati lungo il territorio italiano, offrendo così un servizio a quanti sono in viaggio, per un qualsiasi motivo, ma anche a chi, pur restando a casa propria, desidera comunque venire a conoscenza del panorama nazionale del proprio patrimonio cultuale, dove ogni giorno la gente varca la soglia delle cattedrali dello spirito e della devozione per pregare, ringraziare, gioire, piangere e trovare fortificante conforto.
I Santuari che verranno di volta in volta presentati, formeranno, al termine, una mappa geografica e topocronologica di agevole e veloce lettura.
Vorremmo far presente che le intitolazioni dei templi sono ufficialmente sancite dall’autorità ecclesiastica ed esse rispettano la devozione e la tradizione popolare del luogo. Quasi sempre l’origine di un santuario è legata ad un fatto miracoloso e prodigioso compiuto ad opera dell’intercessione di Maria o di un santo. “L’apparizione... preferibilmente dove esisteva un’edicola votiva o un affresco murale (tanto che si può forse definire un santuario come un’edicola che ha fatto fortuna) è un elemento comune a molti racconti delle origini” sostengono gli studiosi Piercarlo Jorio e Laura Borello. Le migliaia e migliaia di ex voto che si possono osservare nei diversi santuari è la testimonianza più genuina e più bella dell’amore che il popolo di Dio ha avuto e continua a manifestare.
È interessante che i santuari di età medioevale erano situati lungo le grandi vie dei pellegrinaggi, ma non solo, si trattava anche di basilari crocevia del commercio e dell’economia. Molti di essi offrivano ai pellegrini l’“ospizio” o addirittura l’ospedale. Le foresterie e l’accoglienza anche notturna, nella maggior parte dei casi, sono state mantenute e lungo i secoli si sono ampliate.
Segnaleremo, regione per regione, alcuni santuari, non essendo possibile parlare di tutti perché sono più di 1500! Saremo grati a quanti ci invieranno cartoline o foto del loro Santuario, per arricchire la raccolta del nostro Centro di documentazione. Speriamo di stimolare il vostro interesse religioso innanzitutto, ma anche artistico e storico. La conoscenza stimola la curiosità.

ACICATENA (CT)


Santuario di Santa Maria della Catena Parrocchia
Diocesi: Acireale. Indirizzo: piazza Matrice.
Calendario: 11 gennaio, ringraziamento alla Madonna della Catena. 15 agosto festa titolare dell’Assunta. Prima domenica di settembre: festa di san Candido.


Note: collocato nelle vicinanze delle antiche terme romane e dell’eremo di Sant’Anna.
Il culto della Madonna della Catena risale alla fine del XIV secolo e venne introdotto da re Martino, il quale diede il nome di Acicatena all’antico borgo di Aci Scarpi, dove sorse un primo altarino raffigurante la Madonna della Catena simile a quella di Palermo. Qui sorse, nel 1576, una cappella per poi trasformarsi in chiesa nel 1588, ottenendo il titolo di parrocchia Madonna del Carmine nel 1597.

L’11 gennaio 1693 il tempio mariano venne distrutto dal terremoto e rimase in piedi soltanto la cappella della Madonna. L’anno seguente la chiesa fu riscostruita e le venne dato il titolo di collegiata nel 1710, diventando santuario mariano il giorno dell’Assunta (15 agosto) del 1954.

Il santuario è il tempio principale di Acicatena. Le spese di ricostruzione furono pagate dai Principi Reggio, i quali, nel 1709, fecero dono alla chiesa delle reliquie di san Candido martire, portate dalle catacombe romane di San Callisto, perciò il santo divenne compatrono della città.

Nel 1695, l’anno della consacrazione, s’innalzò l’artistica cupola.
L’interno del tempio è a tre navate a croce latina. Nell’abside è collocato un coro ligneo sulle cui pareti sono dipinti due affreschi raffiguranti il miracolo della liberazione dei tre condannati di Palermo, da qui il nome Santa Maria della Catena.
Sulla volta dell’abside si staglia l’affresco di Maria Santissima Assunta in cielo. L’altare maggiore, di marmo, è arricchito dal gruppo statuario della Coena Domini e dall’elegante pala, ricamata in seta e oro, che racchiude l’urna delle spoglie di san Candido.

L’antica icona della Madonna della Catena risale al XVI secolo, ma il suo simulacro è stato realizzato nel secolo successivo. Si tratta di una statua imponente, adorna di preziosi monili e di un manto dorato.

La Madonna sorregge il Bambino Gesù, il quale tiene in mano l’aurea catena. Fra i dipinti di maggior pregio ricordiamo Rebecca, la tela più antica della città, opera di Paolo Vasta; la Madonna dei Lumi di Costanzo; San Vincenzo Ferreri e l’agonia di San Giuseppe di Paolo Vasta junior.

AGRIGENTO


Santuario della Beata Vergine Immacolata
Frati minori francescani Diocesi: Agrigento Indirizzo: piazza San Francesco
Calendario: 8 dicembre festa dell’Immacolata (processione fino alla Cattedrale con la statua della Madonna dove vi rimane per otto giorni)
Note: Le suore di Santo Spirito, della chiesa monumentale adiacente al santuario, preparano dolci speciali.

Il tempio ha due torri campanarie e sul prospetto una statua in marmo bianco del santo di Assisi. Il santuario è stato fondato dai frati francescani nel 1295 e con gli aiuti economici della ricca famiglia dei Chiaramonti nel 1307 venne costruita un’altra chiesa. Il santuario fu restaurato e ristrutturato nel 1789 da monsignor Giovan Battista Peruzzo, sepolto, per suo volere, nella stessa chiesa.
Sull’altare centrale è collocata una tribuna di marmo con colonne (voluta da monsignor Michele Sclafani), contenente la Madonna della Catena, opera di Antonello Gagini (XV secolo). La statua dell’Immacolata risale al XVII secolo. Da segnalare anche un crocefisso ligneo del Settecento e i tondi di Domenico Provenzani e in particolare le cappelle risalenti al Duecento.
                                                                      Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1 ACICATENA : Santuario Santa Maria della Catena
2 Statua di Santa Maria della Catena

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-4
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