SANTUARI
DI SARDEGNA / 1
ALGHERO
(SS)
Santuario Nostra Signora
di Valverde / Diocesi: Alghero-Bosa. / Indirizzo: Via S. Erasmo
2.
Calendario: la festa del santuario si celebra la domenica in
Albis (la seconda domenica di Pasqua) e il 26 maggio, festa dellincoronazione
della Madonna di Valverde.
La fondazione
del santuario risale al XVI secolo. Secondo la tradizione un
anacoreta, avvertito in sogno dalla Madonna, ritrova, sotto un
Pilar davanti ad unantica chiesetta, un piccolo
simulacro di terracotta bruna (cm 33) della Madonna di Valverde,
nascosto sotto quella colonna molti anni prima per sottrarlo
alla profanazione delle orde saracene.
Nel 1935 il
simulacro verrà incoronato dal Capitolo Vaticano e nel
1949 Pio XII proclama Nostra Signora di Valverde compatrona della
città e della diocesi.
Il santuario ha forme tardorinascimentali, ristrutturate in varie
riprese, le quali inglobarono lantico e originario tempio,
più antico di alcuni secoli, il cui nome è rimasto
legato alla località in cui si trova la valle del rio
Valverde.
Laltare maggiore, realizzato da scalpellini genovesi in
marmi policromi, appartiene alla prima metà del Settecento.
La statua della
Vergine ha nella mano destra Gesù Bambino ed è
interamente rivestita di una veste ricamata in oro, adorna di
molti oggetti doro e di gemme preziose ed è collocata
su di un piccolo piedistallo in argento.
Il 26 maggio
1935 è stata incoronata. Nelle cappelle si trovano alcuni
quadri di buon livello artistico, due dei quali, il martirio
di santAndrea e lestasi di san Carlo Borromeo, sono
attribuiti a Pantaleo Valvi e rispettivamente datati 1635 e 1631.
BONARCADO
(OR)
Santuario
Nostra Signora di Bonacato / Diocesi: Oristano. / Indirizzo:
corso Italia 79.
Calendario: la festa del santuario si celebra il 19 settembre,
preceduta e seguita da novena.
Note: lassociazione locale Acab, di carattere culturale,
promuove ogni anno un mese di conferenze sulla lingua sarda,
sugli scavi archeologici del complesso basilicale e sulla storia
del priorato.
Il santuario
della Madonna di Bonacatu è il più antico della
Sardegna: risale al VI secolo. La fondazione è bizantina.
Il tempio è stato costruito su un precedente edificio
romano paleocristiano; si trattava di una minuscola chiesetta
a croce greca con una rudimentale cupola allincrocio dei
quattro bracci.
Fra il 1246
e il 1263 la chiesa è stata ampliata fino a raggiungere
le dimensioni attuali. Il santuario è attiguo alla basilica
romanica di Santa Maria (1200) di singolare valore artistico
ed estetico, ed è anche adiacente ai ruderi del monastero
dei Camaldolesi che giunsero a Bonarcado nel 1211.
Il santuario
è una piccola costruzione con cupola di 12u12 metri. Linterno
è a croce libera, con una bassa cupola al centro, poggiante
su falso tamburo quadrato, dove si intersecano i quattro bracci
asimmetrici, coperti da volte a botte, di ispirazione bizantina.
La facciata è in pietra chiara, ravvivata da nove archetti
e da ciotole iridescenti.
Il santuario
custodisce unelegante e dolcissima Madonna con Bambino:
è in terracotta policroma di scultore fiorentino della
scuola di Donatello e sostituì la piccola statua o immagine
che la tradizione diceva fosse stata trovata casualmente da un
cacciatore, da qui lorigine del nome bonacatu = buon incontro.
BORUTTA
(CA)
Santuario
San Pietro di Sorres / Monaci Benedettini Sublacensi / Diocesi:
Cagliari.
Indirizzo: Abbazia Benedettina San Pietro di Sorres.
Calendario: il 29 giugno si celebra la festa di san Pietro, l8
settembre la natività di Maria, l11 luglio la festa
di san Benedetto.
Note: fra il
1120 e il 1503 la basilica di San Pietro di Sorres è stata
lantica cattedrale ed Episcopio dellallora diocesi
di Sorres.
Nel 1503 questa
diocesi si unì a quella di Sassari. La basilica fu costruita
su un colle nellXI secolo e completata fra il 1170 e il
1190. Abbandonata come basilica cattedrale, i monaci benedettini
lhanno riportata in vita nel 1950 con una serie di lavori
di restauro, terminati nel 1955. Lantica basilica è
in stile romanico, gotico, pisano.
La facciata,
artistica, è a tre ordini ed è ricca di arabeschi.
Linterno è a tre navate e presenta fasce bicolori,
con monofore e volte a crociera dalle caratteristiche gotiche.
Nella chiesa troviamo il sarcofago del vescovo cistercense Goffredo.Nella
sala capitolare del nuovo monastero è da rilevare la Via
Crucis di Aligi Sassu.
CAGLIARI
Santuario
Nostra Signora di Bonaria / Frati Mercedari / Diocesi: Cagliari.
Indirizzo: viale Bonaria 4.
Calendario: la festa è il 25 marzo per ricordare larrivo
del simulacro della Madonna di Bonaria; 24 aprile festa della
Madonna di Bonaria; la prima domenica di luglio festa della gente
di mare, con suggestiva processione sul mare.
Il santuario
si trova in cima al colle di Bonaria, a sud-est di Cagliari.
Qui, nel 1323, re Alfonso di Aragona pose il suo accampamento
per conquistare la città di Cagliari e fece costruire
un castello fortificato ed una chiesa. Tale chiesa, nel 1335,
fu donata dal re ai frati dellOrdine di Nostra Signora
della
Mercede, per costruire
un convento, tuttora presente. Sennonché, il 25 marzo
1370, un veliero partito dalla Spagna venne sorpreso da una tempesta.
Tutto il carico cadde in mare, tra cui una pesante cassa, ma
appena questultima toccò le acque tornò la
bonaccia.
La cassa raggiunse il porto di Bonaria, dove fu aperta dai religiosi:
conteneva una meravigliosa statua della Madonna che sorregge
il Bambino Gesù nella mano sinistra e nella destra sostiene
una candela accesa. Da allora si diffuse un forte culto per la
Madonna ritrovata, una devozione che trovò consensi non
solo in Sardegna, ma oltre i confini dellisola e dellItalia,
specie fra i marinai che la invocavano loro protettrice.
San Pio X il 13 settembre 1907, proclamò la Madonna di
Bonaria patrona massima della Sardegna. Il santuario di Bonaria
è il primo esempio di stile gotico-catalano costruito
in Sardegna ed eretto dagli aragonesi fra il 1324 e il 1326.
Labside è incuneata nella torre aragonese, oggi
campanile, unica vestigia della fortificazione di re Alfonso
di Aragona. Al centro dellabside è collocato il
trono della Madonna: la statua, in legno di carrubo, è
lavorata tutta in un unico pezzo (alta 1,56 metri) e poggia su
un piedistallo di marmo, stagliandosi nitida sul fondale realizzato
da un mosaico in oro. Sono molti i devoti e i pellegrini che
ogni anno si recano al santuario per baciare il simulacro della
Madonna. La cassa che lo conteneva è tuttora conservata
e si trova accanto alla sacrestia.
Cristina Siccardi
IMMAGINI:
1 Alghero : Nostra
Signora di Valverde
2 Borutta : Santuario
di San Pietro di Sorres
3 Cagliari : Santuario
di Nostra Signora di Bonaria
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-10
VISITA Nr.