SANTUARI DELLA CAMPANIA-3


Maiori (SA)

Santuario Santa Maria a Mare / Diocesi: Amalfi-Cava dei Tirreni. / Indirizzo: Via Largo Campo.
Calendario: Il 5 agosto spettacolare “Alzata del Panno” raffigurante l’Assunta; la terza domenica di novembre festa del Patrocinio di Santa Maria a Mare.
Note: Nella cripta della chiesa sono
conservate le reliquie di San Clemente martire.

Il santuario si trova su di una piccola altura da cui si domina il mare. La struttura architettonica è imponente. La tradizione racconta che, durante una tempesta, un bastimento proveniente da Costantinopoli abbia gettato in mare tutta la merce che trasportava, comprese alcune balle di cotone: in una di esse era custodita una statua lignea raffigurante la Madonna.
La chiesa fu elevata a Insigne Collegiata da Papa Giulio II il 5 giugno del 1508 ed elevata a Santuario mariano il 13 agosto del 1973.
La statua lignea è di pregevole fattura: una scultura policroma in cedro del Libano del XVI secolo, probabilmente una copia dell’originale rinvenuta in mare che, forse, venne trafugata nel saccheggio dei Pisani avvenuto nel 1269. La statua è stata incoronata il 15 agosto 1769 da Clemente XIV.
Della rocca, dove era situata l’antica chiesa, rimane solo il torrione maggiore quadrangolare, trasformato in campanile con l’aggiunta sui merli di un ottagono.
La facciata del santuario è settecentesca. In alcuni pilastri interni, negli ultimi lavori post terremoto del 1980, sono stati evidenziati scorci di colonne di marmo con relativi capitelli. La navata centrale è coperta da un soffitto a cassettoni cinquecentesco con linee in oro zecchino, eseguito nel 1529 dall’artista napoletano Alessandro De Fulco, al centro del quale spicca una copia della statua lignea del XV secolo di Santa Maria a Mare.
La pianta è a croce latina. La cripta conserva un pregevole pavimento in maiolica figurata, mentre verso la metà della navata sinistra vi è l’entrata nella monumentale sacrestia, che si sviluppa su pianta a croce greca, coperta con cupola rivestita in mattonelle maiolicate e adibita anche a museo.


       Materdomini (AV)

Santuario di San Gerardo Maiella / Padri Redentoristi / Diocesi: Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.
Indirizzo: Via Santuario.
Calendario: Il 25 aprile si celebra la giornata dei malati; la terza domenica di maggio quella dei giovani; la quarta domenica di maggio quella delle mamme e dei bambini. Il 6 novembre è festa parrocchiale.
Note: Il 6 aprile di ogni anno si tiene un concerto a ricordo della nascita di San Gerardo Maiella. Inoltre il santuario ospita una Quadriennale di Arte sacra.

Nel 1749 l’arcivescovo di Conza offrì a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori una chiesetta con l’intento di costruirvi un convento per i suoi religiosi, i Redentoristi, che avrebbero custodito il piccolo santuario. Nel 1754 venne a Materdomini Gerardo Maiella (nato a Muro Lucano, in provincia di Potenza, il 6 aprile 1726), religioso non sacerdote con fama di santità: grazie ai miracoli e alle sue opere di carità rese nota la piccola borgata. Gerardo Maiella morì a Materdomini il 16 ottobre 1755 e fu procalmato santo l’11 dicembre 1904.
Il piccolo santuario mariano fu ingrandito fra il 1913 e il 1929 ed assunse il titolo di Basilica Minore dedicata a Maria Santissima e a San Gerardo Maiella. I pellegrini aumentarono di anno in anno, fino a diventare un milione, e ciò obbligò i religiosi ad edificare una nuova chiesa, più spaziosa. Essa fu inaugurata il 16 ottobre 1974. Il sisma del 23 novembre fece crollare la basilica vecchia e il convento dei religiosi, oggi in fase di ricostruzione. Nel convento si trova la cappella del transito, la cella dove morì San Gerardo.


       Materdomini di Nocera (SA)

Santuario di Materdomini / Frati Minori Francescani / Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno.
Calendario: La festa principale si celebra il 15 agosto, solennità dell’Assunzione.

Il santuario è uno dei più antichi della Campania. Si racconta che nel 1041 una contadina ebbe una visione della Madonna che la invitava a scavare sotto una quercia dove avrebbe trovato un’icona. Infatti si rinvenne un dipinto in stile bizantino, opera del IV-VI secolo e venne chiamato Materdomini (Madre del Signore). Il santuario fu costruito su una precedente chiesetta tra il 1168 e il 1172 da Pietro Ferrara.

Il tempio rimase ai Benedettini fino al 1631, sostituiti dai monaci Basiliani, che si fermarono fino al 1809. Subentrarono i frati Minori Francescani, tuttora custodi del santuario.

Nel 1923 Pio IX diede all’edificio sacro il titolo di Basilica minore. Adiacente si trova il convento dei Francescani, che fu distrutto dai bombardamenti del 24 settembre 1943 (ricostruito nel 1947).

La basilica è in stile neoclassico, a tre navate. L’altare maggiore è ricco di marmi policromi. Sul lato destro della navata è custodita l’Icona, che raffigura la Vergine con il Bambino: è collocata in un tempietto di marmi policromi e porfido, opera di un artista napoletano e risalente al 1641.

Al centro del soffitto si trova un dipinto che riproduce la scena del ritrovamento dell’immagine.
                                                                                                 
Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1  Santa Maria del Santuario di Maiori /
2  La Madonna venerata nel santuario di Materdomini (Avellino) /
3  Madonna venerata nel santuario di Materdomini di Nocera
RIVISTA MARIA AUSLIATRICE 2001-9
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