LA MADONNA DELLA "PORTA DELL'AURORA"
PATRONA DELLA LITUANIA


Don Massimo Bianco, missionario salesiano partito da Torino-Valdocco, ha iniziato il suo lavoro apostolico in Lituania.
Appena arrivato a Vilnius, capitale del piccolo stato della Lituania, ho avuto occasione di visitare quello che per la gente è un punto di riferimento costante nella devozione mariana: il santuario della Madonna detta della Porta dell’Aurora (in lituano, AuUros Vartai). Ho visto molti pellegrini, in quel freddo e piovoso 16 novembre, accalcarsi allo stretto corridoio che porta al primo piano, di fronte all’icona sacra, venerata da secoli come la Madre della Misericordia.
Così, dalla strada ho potuto, da lontano, guardare alla finestra illuminata da tante luci e dominata dalla grande immagine di Maria, rivestita in gran parte di un abito d’argento, e circondata da una grande raggiera. Mi sono incuriosito alla sua storia, che è veramente un tutt’uno con quella della testimonianza di fede di questo popolo piccolo e coraggioso, tenacemente attaccato alla Madre celeste anche negli anni più difficili della persecuzione e della prova.
Con l’aiuto di un prezioso testo in italiano che mi è stato imprestato (Lituania - Popolo e Chiesa, di Anna Vicini, Coop. Ed. “La Casa Matriona”, alla pag. 25), ho potuto conoscere in breve la vicenda di questo santuario: “Un luogo caro ai lituani è il santuario di Ausros Vartai (la Porta dell’Aurora), costruito all’interno delle mura fortificate erette intorno a Vilnius nel 1503-22, con torri di guardia e porte che regolavano l’accesso alla città. Le mura furono distrutte nel 1799-1805 dagli occupanti russi; rimase in piedi solo la Porta dell’Aurora, che nel corso dei secoli si era trasformata in santuario dedicato alla Madre di Dio.
Secondo la tradizione la Porta dell’Aurora recava l’effigie di Cristo sul muro esterno, mentre il lato che guardava la città recava l’immagine della Madre di Dio; quest’ultimo dipinto, eseguito da un artista sconosciuto di Vilnius nella prima metà del XVI secolo, fu poi più volte rimaneggiato e impreziosito con una riza d’argento che lascia scoperti solo il volto e le mani della Madonna. In un primo tempo furono i carmelitani a prendersi cura dell’immagine sacra che era passata indenne attraverso l’incendio appiccato alla città di Vilnius dai russi nel 1655; essi costruirono nella Porta dell’Aurora una cappella, dapprima in legno e in seguito in mattoni. Nel 1844, dopo che il governo russo ebbe chiuso il convento dei carmelitani, il santuario della Vergine passò al clero secolare. Nel frattempo l’immagine riceveva dai fedeli il nome di Madre della Misericordia per i numerosi miracoli compiuti e riconosciuti come tali dalla Santa Sede. Era tradizione, fin dal 1688, che la
cerimonia dell’ingresso solenne del vescovo di Vilnius dovesse avvenire con una processione ad AuUros Vartai, dove il nuovo vescovo sostava in preghiera per sé e per i fedeli. Nel 1927 il Papa Pio XI concesse che l’immagine miracolosa fosse solennemente incoronata con il titolo di Maria, Madre della Misericordia; nel 1958 nella cripta della Basilica di San Pietro a Roma fu costruita una cappella con una riproduzione della Vergine della Misericordia.
Il culto della Madre di Dio della Misericordia di Ausros Vartai è fino ad oggi una delle costanti della pietà lituana; i pellegrini affluiscono da tutto il paese, specie la domenica di Pentecoste e il 16 novembre, festa della Madre della Misericordia, e non è difficile vedere gruppi di pellegrini in ginocchio davanti al santuario”.
Da poco tempo mi trovo in Lituania, ma mi sto rendendo conto con sorpresa che Maria, come nella nostra Italia e in particolare nell’esperienza diretta della vita di Don Bosco, non ha mai abbandonato la sua gente, specialmente nei tempi difficili. A riprova di questo, aggiungo una testimonianza scritta, molto commovente: è la preghiera composta nel lager da una prigioniera di cui non conosciamo il nome, ai tempi della persecuzione sovietica:

“Maria, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Madre di Misericordia, col cuore affranto dal dolore io imploro la tua misericordia. Ci siamo perduti, siamo stanchi, tormentati dal freddo. Ma tu non ci hai abbandonati, Madre di Misericordia: nei giorni di pena e di sventura nuovamente sei discesa dal cielo nello splendore di una grande luce sulla nostra terra bagnata di sangue. Madre, a chi, a chi dunque ci rivolgeremo, a chi ci appelleremo in quest’ora di grande sventura? Rivolgi uno sguardo, o Madre, ai nostri cuori affranti dall’angoscia e dalla nostalgia, guarda le nostre labbra livide dal freddo e dalla fame. Facci tornare alla terra che il Cielo stesso ci ha dato, alla terra delle croci e delle chiese, terra che hai prediletto da secoli. Fa’ che possiamo rivedere nuovamente le immagini famose per le grazie, i tuoi santuari.
Concedici di poter nuovamente cantare insieme gli inni di gratitudine e di amore a Gesù Misericordioso e a Te, Madre della Misericordia, che hai promesso di ottenere il perdono dei nostri errori. Amen”
(o.c., pag. 63-64).
Credo che questo spieghi sufficientemente come la preghiera, e in particolare la preghiera a Maria, sia il segreto della forza di un popolo per rimanere fedele alla propria religiosità, nonostante l’accanimento di una dittatura che tenta di distruggerla. E spiega anche come Giovanni Paolo II, che nel 1993 ha potuto finalmente visitare la Chiesa di una Lituania libera, abbia voluto sostare in preghiera alla Madonna della Porta dell’Aurora.
Oggi la Lituania non vive più la persecuzione violenta alla propria fede, ma si deve confrontare con un’altra più sottile ostilità: quella di una società atea non esplicitamente, ma di fatto: quella di un mondo non apertamente contrario, ma indifferente, nella vita quotidiana, ai valori cristiani. Per questo Maria, come Madre premurosa di misericordia, qui come ovunque, rimane sempre un punto fisso, un baluardo incrollabile per la vita cristiana dei suoi figli e delle sue figlie.

                                                                         
  Massimo Bianco SDB


IMMAGINE:
1 L'icona della Madonna di Vilnius, patrona della Lituania (artista sconosciuto del sec. XVI)
2 Santuario Porta dell'aurora a Vilnius

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-3
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