I SACRI MONTI: MONTA' (Cuneo): IL
SANTUARIO DEI PILONI Terminiamo la carrellata topografica
e storica sui Sacri Monti dellarco alpino italiano con
i Piloni di Montà. Il Sacro Monte di Montà, in
provincia di Cuneo, è stato definito uno dei più
interessanti avvenimenti architettonici del Roero.
Originariamente, dove ora sorge la chiesa, era presente, fin
dai primi anni dellera cristiana, un sacello dedicato a
san Giacomo e a san Filippo. Sul luogo, votato al culto, avvenne
il ritrovamento di una lapide, la cui epigrafe così recitava:
Al divo Flavio, padre di modesta famiglia, a Lucio Flavio
del divo Flavio primogenito, presule dellVIII coorte di
legionari romani ad Itrullia di Giunio Flavio Moglie Clemente,
a modesta Flavia, frontone Pollione della tribù di Asinio
Pollione questo tempio fenereo eresse. Il tempio, dunque,
sorgeva dove nel Medioevo fu eretta la cappella di San Giacomo.
I boschi che circondavano il tempio erano dedicati alla dea Diana
ed è la dimostrazione che la zona era già luogo
di culto per i pagani. La stessa chiesa riporta elementi romani,
come lo dimostrano due mascheroni, uno maschile e laltro
femminile, dellex complesso romano.
Secondo alcuni studiosi la prima cappella cristiana risalirebbe
allanno Mille, ma le sue origini restano piuttosto nelloscuro.
Su di uno scritto datato 1625 leggiamo che il vescovo di Asti
denuncia il degrado della stessa cappella considerata semidistrutta
e quattro anni dopo la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo viene
interdetta a causa del suo pessimo stato. Ma la popolazione,
con gli apporti economici del Pontefice e dei Cavalieri di Malta,
riebbe dopo alcuni anni la chiesa ristrutturata. Nel maggio 1651
lopera venne non solo restaurata, ma completata, cosa che
non era ancora mai avvenuta. Nel 1668 Marco Antonio Thomatis
consacrò laltare della chiesa. Adiacente a questultima
troviamo la cappella del Santo Sepolcro, un interessantissimo
documento architettonico. Nel XIX secolo si diceva che la costruzione
fosse stata innalzata sui resti di mura romane e
di un tempio dedicato a Diana; ma finora non sono rinvenute testimonianze
che avvalorino tale tesi.
Alcune fonti storiografiche asseriscono che un monaco (in un
periodo cronologico che si colloca fra i primi viaggi dei cristiani
in Palestina e le Crociate, di ritorno dalla Terra Santa) avrebbe
scelto i boschi di Vagiana (così Montà viene ancora
chiamata in dialetto locale, che significa Diana e letimologia
del termine riconduce ancora una volta alla sacralizzazione pagana
del sito) e il santuario di San Giacomo come sede per la sua
vita eremitica. Il monaco decise poi di edificare la cappella
del Santo Sepolcro, dove i fedeli erano guidati in processione
durante le celebrazioni in onore del santo protettore.
Un primo documento, riguardante la cappella, risale al 1742.
Allinterno della costruzione è posta la statua,
in legno dulivo della Palestina, di Cristo morto. Essa
è conservata in unurna di vetro, dono di un cavaliere
reduce dalle Crociate.
Nel 1770 la cappella fu restaurata e proprio in quel tempo avvenne
un miracolo, destinato ad accrescere la devozione per il Sacro
Monte di Montà. Il carro che trasportava i mattoni necessari
per il restauro, benché si fosse staccato dal tiro, non
schiacciò gli operai.
I Piloni sono delle piccole cappelle edificate dagli abitanti
nel 1775. Furono costruiti in seguito a due miracoli. Il primo riguarda il rinvenimento
da parte di un giovane pastore (1774) di un quadro della Vergine
con Bambino, che ritornava sempre al luogo del ritrovamento da
qualunque parte fosse stato collocato. Il secondo miracolo, sempre
del 1774, parla del raccolto salvato dopo numerosi pellegrinaggi
al santuario dei contadini locali.
Le tredici cappelle, dedicate alla Passione di Cristo, dopo circa
un secolo dalla loro costruzione, vennero abbattute a causa del
pessimo stato di conservazione e nel 1887, il Consiglio di Amministrazione
del santuario si impegnò nellopera di ricostruzione,
affidando il lavoro a Placido Massello, il quale disegnò
le cappelle secondo una struttura esagonale uguale per tutte.
I primitivi piloni erano corredati da uniconografia esclusivamente
pittorica; mentre quelle del Massello vedono un percorso didascalico
formato da gruppi statuari modellati dai fratelli torinesi Musso,
da Stefano Brilla di Savona e da Antonio Toliano.
Il Sacro Monte venne completato nel 1903; nel 1933 fu aggiunta
la Grotta dellAgonia e nel 1956 La croce luminosa dedicata
ai soldati caduti in guerra. Scrive lo studioso Massimo Centini:
Anche se il complesso di Montà è una realizzazione
povera, se paragonata alla monumentalità di Varallo o
di Varese ci troviamo comunque davanti ad una precisa testimonianza
religiosa, che dai primi secoli del Cristianesimo non si è
ancora spenta.
Cristina Siccardi IMMAGINI: 1 Santuario al Sacro Monte dei Piloni a Montà
(Cuneo) 2 Santuario dei Piloni : Grotta dell'Agonia
di Gesù RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-3 VISITA Nr. 
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