I SACRI MONTI / DOMODOSSOLA:
IL MONTE CALVARIO

Il Sacro Monte di Domodossola è quello situato più a nord di tutti i sacri monti. La costruzione del santuario del Santissimo Crocefisso sul monte Mattarella, in seguito chiamato Monte Calvario, rientra in quell’espressione viva dell’attività pedagogico-celebrativa controriformista, che assegnava alla Chiesa il doppio ruolo di luogo centrale di culto e di tappa conclusiva della Via Crucis. Via Crucis e Monte Sacro sono la stessa realtà, manifestata attraverso uno stile che offre il massimo della teatralizzazione scenica delle singole stazioni.
L’idea di realizzare un Sacro Monte dedicato interamente alla Passione e Morte di Gesù Cristo venne da due frati cappuccini, padre Gioacchino da Cassano e padre Andrea da Rho. Nel 1656, con il contributo di molti concittadini, l’idea iniziò a concretizzarsi. Il luogo prescelto aveva già una sua storia religiosa e cultuale: sede del castello della corte ossolana dal 1014 al 1381, passò in seguito alla chiesa novarese. Dal 1414, dopo le incursioni degli svizzeri confinanti, non fu più sede rilevante. Pertanto l’iniziativa dei due monaci cappuccini ebbe il doppio obiettivo di offrire alla popolazione un luogo devozionale di un certo rilievo e riportare in luce un territorio tradizionalmente sotto l’egida della Chiesa sia dal punto di vista spirituale che giuridico.
Il 6 agosto 1656 una solenne processione tracciò il percorso della Via Crucis, segnando con 14 grandi croci i punti in cui avrebbero dovuto sorgere le 14 cappelle, la cui struttura architettonica avrebbe dovuto ricalcare quella di una normale chiesa, ma in scala ridotta.
Le popolazioni delle splendide e verdeggianti valli ossolane furono assai generose, così il progetto della Via Crucis non solo fu portato a termine, ma garantì l’edificazione del santuario, e già ai primi di luglio di quell’anno fu posta la prima pietra.
Il vescovo di Novara, Giulio Maria Odescalchi, mutò il nome del Monte in “Monte Calvario”, affidando la realizzazione del progetto a Giovanni Matteo Capis. Dopo due anni di intenso lavoro fu possibile celebrare la prima messa nella cappella del presbiterio e il 27 settembre 1690 la chiesa venne ufficialmente consacrata dal vescovo di Novara
divenuto Giovanni Battista Visconti.
Nel santuario, caratterizzato da un impianto barocco, sono collocate tre cappelle che costituiscono un unico blocco con la struttura architettonica dello stesso santuario: nel presbiterio è raffigurata l’Agonia di Cristo; sul lato sinistro la Deposizione e su quello destro la Visione della Croce. Tutte e tre le cappelle vogliono offrire, come dichiarano i documenti: “l’idea di un’aula in cui si riuniscono tutti i profeti dell’Antico e Nuovo Testamento ad assistere e testimoniare della sublime tragedia della Passione e Morte di Cristo”.
Le altre cappelle sono ramificate lungo il percorso del Monte che si diparte da Domodossola. Il gruppo più cospicuo dei piccoli templi venne realizzato fra il 1661 e il 1681. “Pur nella grande differenziazione architettonica, caratterizzata con linee che vanno dal barocco al neoclassicismo, non vi è a Domodossola quella osmosi paesaggistica tipica di altri Sacri Monti”, scrive lo studioso Massimo Centini, “C’è invece una precisa dipendenza con il centro abitato, un legame diretto con l’universo laico dal quale pare sorgere spontanea l’urgenza di un’ascesi purificante”. La forza catartica viene dall’alto e ciò era bene, in tempo di Controriforma, manifestarlo visivamente.
Il plasticatore Dionisio (o Dionigi) Bussola fu l’artista che firmò la maggioranza delle opere; ma nelle cappelle del Sacro Monte di Domodossola agì anche l’arte di Giovanni Battista Volpino, già collaboratore di aiuto del Bussola. Gli scempi provocati dalla Rivoluzione francese e dalla dominazione napoleonica, costrinsero il cantiere del Sacro Monte del Calvario ad una brusca interruzione nei lavori. Ma giunse Antonio Rosmini a risolvere i problemi. Sull’invito dello stesso vescovo di Novara, il cardinal Morozzo, Rosmini fondò sul colle di Domodossola il suo Istituto della Carità. Perciò, da quel giorno (18 febbraio 1828), i rosminiani si impegnarono a completare la realizzazione delle cappelle rimaste incompiute e i pellegrini, richiamati dal sito soprattutto nella Settimana Santa, non solo ritornarono sul sacro luogo, ma crebbero sempre più di numero.

                                                                         
Cristina Siccardi
IMMAGINI:
1 Domodossola : Il Sacro Monte Calvario
2 Sacro Monte Calvario _ Cappella XIII :Deposizione dalla Croce, opera di Dionisio Bussola /1664)

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-1
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