SANTUARI MARIANI / VENETO

PADOVA:
SANTUARIO DI SANT'ANTONIO DA PADOVA

Frati Minori Conventuali / Indirizzo: Piazza del Santo, 11
Tel. 049.87.89.722 / Diocesi: Padova

Calendario: Il 15 febbraio si commemora la traslazione delle reliquie di Sant’Antonio e il ritrovamento della sua lingua incorrotta (1263). Il 13 giugno si festeggia la solennità di Sant’Antonio da Padova, preceduta dalla cosiddetta «tredicina» e conclusa con una grande processione. La devozione popolare ha dedicato due giorni settimanali al santo: il venerdì (giorno della sua morte) e il martedì (giorno della traslazione della salma).

Note: Nella Basilica vengono celebrate Sante Messe ogni ora. Periodicamente si tengono conferenze e dibattiti di carattere religioso e di interesse sociale in collaborazione con il «Messaggero di Sant’Antonio» e lo «Studio teologico per laici». Inoltre, in Basilica si tengono tre o quattro concerti vocali o strumentali ogni anno; concerti talvolta tenuti anche dalla corale dello stesso Santuario. Adiacente alla Basilica si trova un’ampia Casa del Pellegrino (Via Cesarotti 21, tel. 049.87.53.824), la quale fornisce servizi di bar, tavola calda, ristorante e albergo.

Sant’Antonio è nato a Lisbona nel 1195, ha trascorso a Padova gli ultimi anni della sua vita, ed è morto ad Arcella, in provincia di Padova il 13 giugno 1231. Divenuto religioso, prima agostiniano, poi francescano, fu un grandissimo predicatore, amico e difensore dei più deboli e dei poveri.
Trasferitosi in Italia nel 1228, si stabilì a Padova in un piccolo convento vicino alla chiesetta di Santa Maria Mater Domini. Padre Antonio fu dichiarato santo, a furor di popolo, nel 1232 a soli undici mesi dalla sua morte.

Subito si pensò di ergere in suo onore una chiesa in luogo di Santa Maria Mater Domini, molto cara al santo.
L’attuale Basilica di Padova è il risultato di tre costruzioni che si sono sovrapposte lungo i decenni: dall’anno 1238 al 1310.

Il primo edificio consisteva in un’unica navata, corrispondente all’attuale navata centrale, a croce latina e con una piccola abside. Fra il 1256 ed il 1263 furono aggiunte le due navate laterali e venne ampliata l’abside.

Nel 1263 il corpo di Sant’Antonio venne esumato e trasportato da Santa Maria Mater Domini al centro della nuova chiesa. Fra il 1265 ed il 1310 furono innalzate tre cupole con i campanili e costruite le cappelle a raggiera intorno all’abside. Alcuni secoli più tardi, dal 1694 in poi, fu costruita la cappella delle reliquie o del tesoro, in continuazione con l’abside. La sistemazione attuale del presbiterio e dell’altare maggiore è opera di Camillo Boito (1895). I chiostri che affiancano la Basilica sono stati costruiti (o modificati) nel 1400.

Gli architetti della Basilica di Sant’Antonio sono ignoti. Lo stile architettonico dell’edificio sacro è gotico: più severo nelle navate, più movimentato e ingentilito nell’abside; le cupole sono un’aggiunta richiamante lo stile orientale-bizantino in concorrenza con quelle di San Marco a Venezia. La cappella delle reliquie, invece, è barocca.
Le opere d’arte che arricchiscono il Santuario sono molte. Innanzitutto l’altare maggiore, realizzatonel 1895 da Camillo Boito, il quale raccolse, sopra lo stesso altare, trenta capolavori di Donatello eseguiti appositamente per la Basilica fra il 1444 e il 1450. Nella cappella di San Giacomo (1370) si ammira una straordinaria crocifissione.

La cappella delle benedizioni è opera di Annigoni (1981-1983) che vi ha affrescato un drammatico crocifisso, incarnazione della sofferenza umana, fra due episodi posti sulle pareti: la predicazione ai pesci di Sant’Antonio e l’incontro del santo con Ezzelino da Romano (1194-1259), uomo di ventura, pieno d’ambizioni, spietato con i nemici, fedele con gli amici, abilissimo negli intrighi.

La cappella delle reliquie o detta anche del Tesoro espone importanti reliquie del santo: il mento, la lingua incorrotta, le corde vocali, unite a doni votivi e preziose suppellettili liturgiche. Dal 1981 sono qui collocate anche la cassa di legno della sepoltura del santo e quanto è rimasto della sua tonaca.

La cappella della Madonna Mora è praticamente ciò che rimane dell’antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini, inglobata nella Basilica. A nord di quest’ultima è stata aperta nel 1300 la cappella detta del beato Luca Belludi, compagno di Sant’Antonio, qui sepolto.
I magnifici affreschi sono opera del fiorentino Giusto de’ Menabuoi (XIV secolo).
La cappella di Sant’Antonio conserva sotto l’altare la tomba del santo, qui posta nel 1350. L’Arca, come viene anche denominata, fu progettata in stile gotico, poi trasformata in rinascimentale e impreziosita da nove altorilievi di marmo, opera di celebri artisti quali Antonio e Giovanni Minello, Giovanni Rubino, Silvio Cosini, Danese Cattaneo, Girolamo Campagna, Jacopo Sansovino, Tullio Lombardo, Giovanni Maria Mosca, Paolo Stella, Antonio Lombardo.

A fianco della Basilica è possibile visitare quattro chiostri costruiti in stile gotico nel 1400, ognuno di essi porta un nome: del noviziato, della magnolia, del generale, del beato Luca. Sul sagrato si affacciano due oratori, quello di San Giorgio, interamente affrescato da Altichieri da Zevio e ultimato nel 1384 e quello di Sant’Antonio (o «Scoletta») che possiede affreschi e tele di notevole valore, fra cui tre firmate dal giovane Tiziano.

Di fronte alla Basilica, sulla piazza, sorge la statua equestre di Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, celebre capolavoro del Donatello (1447-1453).

                                                                              Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1  
Foto di Andreas Lothar / Il Santuario di Sant’Antonio a Padova, meta di milioni di pellegrini da tutto il mondo.
2  
Antonio di Padova nel quadro del Maestro Martin Feuerstein. 
3  La Madonna Mora venerata all’interno del Santuario di Padova.
4  
Suggestiva visione dell’altare di Sant’Antonio.

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2006 - 6
VISITA Nr.