8 Maggio
1160: Beata Vergine di San Luca / Bologna
PER VOLERE DI COLUI
CHE TUTTO DISPONE
Nella cerchia
dei colli che circondano Bologna, il più alto (289 metri
sul livello del mare) è detto della Guardia, sia perché
primeggia per altezza su tutti, sia perché su di esso,
anticamente, erano stanziate le milizie a guardia e a difesa
della Città. Certo di lassù lo sguardo domina sulla
Città e su
tutta
la pianura circostante.
Secondo una
pia leggenda, nellanno 1143 due nobili giovani, Azzolina
e Beatrice, figlie di Rambertino, lasciata la città rumorosa
e sconvolta, si ritirano in una loro proprietà sul monte
della Guardia, per condurvi una vita eremitica di penitenza e
di preghiera. Vi costruiscono un piccolo romitorio con accanto
una cappelletta dedicata allEvangelista San Luca. Sono
ben lontane dal pensare che quel povero edificio dove pregano
sarà un giorno un celebre e grande santuario.
Nellanno
1160, un eremita greco di nome Teocle Kmnia, dopo aver vissuto
a lungo nella solitudine del deserto pregando Dio, si reca a
Costantinopoli per visitare il Santuario di Santa Sofia, e là
vede una tavola sulla quale era dipinta limmagine della gloriosa Madre
di Dio.
Dopo averla devotamente onorata, esaminandola con curiosità,
si accorge che dietro la tavola vi sono scritte queste parole:
Questa
è opera fatta da Santa Luca Cancelliere di Cristo, che
deve essere portata alla Chiesa di San Luca sopra il Monte della
Guardia, ed ivi sopra lAltare collocata.
Il buon eremita
pensando di essere stato scelto da Dio per unopera così
importante, chiede ai religiosi custodi della Chiesa, dove sia
questo monte, ma non ha risposta perché nessuno è
mai riuscito, per quante ricerche abbia fatto, a rintracciarlo.
Non si scoraggia però e scongiura quei religiosi affinché
gli concedano la sacra Immagine: girerà tutto il mondo
per ritrovare quel monte.
Quei religiosi accondiscendono al suo desiderio e gli consegnano
la tavola che egli, pieno di gioia spirituale, avvolge con grande
cura nei suoi poveri panni, ed intraprende il lungo viaggio.
Valica montagne, attraversa fiumi, foreste, valli e dirupi chiedendo
a quanti incontra notizie sul monte della Guardia. Non potendo
avere la desiderata risposta, si porta a Roma dopo avere percorso
la Grecia, il Peloponneso, lAlbania, raggiunto il golfo
di Venezia, e costeggiato lAdriatico.
Arrivato nella Città eterna si reca nella chiesa fatta
costruire da Costantino il Grande, per adorare le reliquie dei
Santi Apostoli Pietro e Paolo, e compiute le sue devozioni, si
avvia,
per volere
di quel Signore che tutte le cose fortiter suaviterque disponit,
verso la contrada
dove è il palazzo dellAmbasciatore di Bologna, che
in quel tempo è certo Passipovero di antichissima e nobilissima
famiglia bolognese. Stando alla finestra e vedendo passare leremita
che porta al collo la sacra tavola, lAmbasciatore lo fa
chiamare per chiedergli che cosa contenga quellinvolucro.
Saputolo e saputa anche la ragione del suo lungo viaggio, lAmbasciatore
vuole vedere il sacro dipinto.
A cotal
vista facendo i suoi effetti quel Sacratissimo Volto, si prostrarono
i circostanti, e rapiti non so sio mi dica dalla divozione,
o da forza celeste diedero in un dirotto, ma divotissimo pianto.
Così è scritto in un libretto su largomento
stampato lanno 1806.1
Quindi lambasciatore
rivolgendosi alleremita, lo informa del luogo dove si trova
il monte della Guardia, così chiamato proprio perché
è servito di guardia alla città durante le guerre
tra i bolognesi ed i popoli vicini; e lo invita a restare in
casa sua fino allindomani ed avrebbe provveduto ad
inviarlo
laggiù in tutta sicurezza.
Lasciata Roma,
leremita si reca a Bologna, si presenta al Vescovo Geraldo
Gisla ed agli Anziani del Comune; l8 maggio 1160 il Vescovo,
un notaio, due testimoni e diversi altri personaggi si recano
sul monte e consegnano ad Azzolina e a Beatrice la tavola con
lImmagine della Madonna perché sia custodita nella
chiesetta di San Luca.
In queste vicende
si confondono spesso elementi storici con elementi leggendari,
ma alla radice della stessa leggenda vi è sempre un fatto
storico. Nel nostro caso, di certo ed indiscutibile vi è
lesistenza di unantica e prodigiosa Immagine della
Madonna attorno alla quale è sorta e si è sviluppata
una devozione profonda che caratterizza la popolazione di Bologna
e che ha dato origine ad uno dei più celebri Santuari.
La pittura
della sacra Immagine è in stile bizantino, ma è
stata poi ridipinta nel XII secolo, come è possibile vedere
da alcune zone, nei contorni della pittura primitiva, rimaste
scoperte.
La tavola misura 65 cm di altezza, per 57 cm di larghezza, con
uno spessore di 2 cm. In antico è stata tagliata ed accorciata
sopra e sotto; lo si nota dalla fascia che gira solamente sui
due fianchi. In seguito vi si è prodotta una spaccatura
per tutta laltezza a un terzo della larghezza, con due
fenditure minori, parallele, dallalto fino quasi a metà.
Questo è avvenuto, molto probabilmente, a causa di una
caduta nel 1787 nella chiesa di San Gregorio, come riferiscono
gli annali del Muzzi.2
Queste spaccature
furono notate nella ricognizione voluta dal Card. Svampa il 15
marzo 1898, e si provvide allora al restauro della tavola. Detto
restauro fu completato solo nel 1955 per desiderio del Card.
Lercaro. Furono tolte alcune leggere abrasioni, si ebbe la massima
cura che il dipinto non venisse minimamente alterato con aggiunte
di colore o di vernice e, in pari tempo, le spaccature, che nel
1898 erano state solo fermate, vennero completamente chiuse.
Una ricognizione era già stata fatta nel 1625, sotto il
Cardinale Arcivescovo Lodovico Lodovisi, e il quadro allora fu
posto in una scatola di rame.
Sul quadro
si nota pure il segno di due ustioni, a destra e a sinistra del
volto della Vergine, dovute forse al ripiegamento delle candele
che ardevano davanti allImmagine.
Il dipinto è a tempera e oro, sopra una sottile tela di
lino, applicata alla tavola con gesso. Il gesso si stendeva sotto
tutta la tela, elevandosi lungo il margine del quadro con una
fascia di oltre cinque centimetri di larghezza. In questa fascia
era impresso a rilievo un elegante fregio, che, in origine, era
dorato. Tale fregio esiste ora solo ai lati. Anche il fondo del
quadro presenta un ornato a rilievo, semplice, con piccoli triangoli
di un centimetro di lato, disposti in linee verticali, alternati
a punti, o piccole borchie, pure in rilievo.
In rilievo
sono anche le grandi aureole ornate, che circondano il capo della
Vergine e del Bambino.
Il capo della Madonna si piega leggermente, in dolce atto di
amore, verso la testina del Figlio. Il volto ovale, le carni
di una tinta olivastra, il naso sottile e gli occhi grandi, tagliati
a mandorla, lo sguardo dolce, presentano una espressione forte
e un po mesta. Sul braccio sinistro regge il Bambino benedicente,
e con la mano destra lo indica ai fedeli, nel classico atteggiamento
delle Icone orientali dette Odigitria.
La devozione
alla Madonna di San Luca è profondamente radicata nel
cuore dei Bolognesi che sempre, nei momenti lieti come nei momenti
tristi, sono stati concordi nel pregare e nel ringraziare la
Vergine.
Don Mario Morra SDB
1 Il Comune
di Bologna, Ottobre 1929.
2 Muzzi S., Annali della Città di Bologna, Bologna
1846.
IMMAGINI:
1 Il Santuario della Madonna
di San Luca a Bologna. Limmagine della Vergine sarebbe
giunta presso la città l8 maggio del 1160.
2 Attuale immagine della
Beata Vergine, venerata presso il Santuario di San Luca a Bologna.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2006 - 5
VISITA Nr. 