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        14 maggio 1386: Beata Vergine del Pilastrello - DOVERA (CR)
      "LA' DOVE I PECCATORI STANNO FRESCHI"

Lasciata la città di Lodi, in direzione di Bergamo, si oltrepassa il ponte dell’Adda e si prosegue sulla strada che scorre come una biscia in mezzo ad un’amena prateria, chiamata fin dall’antichità «Geradadda» per la natura del terreno sassoso, dovuto alle alluvioni del lago Grondo alimentato dall’Adda, prima che la mano dell’uomo la costringesse in argini sicuri. Tra queste fertili campagne, dissodate, nel Medioevo, dal lavoro e dalla preghiera di numerosi Monaci Benedettini, a soli 6 chilometri da Lodi, si incontra l’abitato di Dovera, già immortalato da Dante nella sua Divina Commedia (Inf. XXXII, 115). Nella storia, il Paese che ora conta circa quattromila abitanti, ha fatto parte del Ducato di Milano, poi della Contea di Treviglio, della Repubblica Veneta, del Contado di Lodi e Crema, ed infine della Provincia di Cremona e Diocesi di Lodi.1

All’ingresso del paese si incontra la «Fontana della Madonna», così chiamata perché la pietà degli abitanti che vengono ad attingervi l’acqua, ha fatto dipingere su di un piccolo pilastro (Pilastrello) l’Immagine di una Madonna che tiene in grembo il Bambino Gesù. L’acqua che sgorga limpida dalla fonte, vi scava attorno un minuscolo ruscello che si dilegua a sinistra, formando un piccolo guado. A questa fonte è solita recarsi per attingere acqua e per badare alle poche oche di casa che guazzano nel guado, una buona e povera fanciulla audiolesa, con la mano destra paralizzata, di nome Caterina.

L’Apparizione

Il 14 maggio del 1386, un pomeriggio di sole e di primavera, Caterina viene alla fonte per i suoi impegni di ogni giorno, e si ferma a pregare davanti alla Immagine della Madonna dipinta sul vicino Pilastrello. Un improvviso bagliore la scuote: all’altra parte del ruscello, una nobile Signora, raggiante di luce, le chiede la mano per attraversare l’acqua. Caterina porge il braccio monco, la Signora vi si appoggia, le ridona miracolosamente la mano e subito scompare. La fanciulla, colma di meraviglia, corre ad annunciare con gioia la sua guarigione alla madre. In un istante ha riavuto la mano destra e l’uso della parola e dell’udito.
La notizia del fatto si divulga in un baleno; la sera stessa una grande folla giunge da Lodi per vedere il miracolo della Madonna. Si provvede subito ad erigere una cappella a protezione del Pilastrello con l’Immagine della Madonna, ed in un secondo tempo viene eretta una Chiesa, che ancora esiste ed è chiamata «Chiesa dei Santoni» per le due gigantesche figure di San Cristoforo e di Sant’Antonio Abate, dipinte sulla facciata, ai lati della porta di ingresso. Una seconda Chiesa minore viene costruita poco distante, e ricostruita, perché pericolante, nel 1642, chiamata semplicemente «Santuarietto». Le due Chiese così vicine stanno a dimostrare il valore della Apparizione della Madonna.

I due affreschi

Un’altra prova dell’autenticità dell’Apparizione ci viene da due affreschi quattrocenteschi, scoperti nel 1967 dal Cav. Cesarino Minestra nel corso di un restauro della «Chiesa dei Santoni». Sulla parete interna della facciata, a destra e a sinistra è raffigurata la fanciulla nell’atto di presentare la mano malata alla Madonna dalla quale riceve la guarigione. Sono dipinti dei primi anni del 1400, e quindi molto vicini all’avvenimento dell’Apparizione stessa, e pertanto molto importanti come prova di autenticità.
Il «Santuarietto» è stato costruito sull’area di una precedente cappella demolita nel 1639 perché pericolante. L’interno è del 1600, mentre la facciata è in stile rinascimentale, rifatta quando nel 1922 fu costruita la cupola bramantesca, eretta in seguito al voto fatto durante la prima guerra mondiale del 1914-’18. La cupola è alta 25 metri, sorretta da otto colonne di graniglia, sopra il gruppo ligneo della Madonna e di Caterina, opera della Ditta Cappuccini di Milano su disegno di Don Giuseppe Marturini.
Nell’Anno Mariano 1954, il 14 maggio, dopo una solenne processione, la statua della Madonna viene incoronata con la corona d’oro donata dai fedeli di Dovera, per le mani del vescovo di Lodi, Mons. Tarcisio Vincenzo Benedetti.
                                                                             
Don Mario Morra


1 Sante Tosi, B. V. del Pilastrello apparsa in Dovera il 14 maggio 1386 - Cenni storici (Dovera 1968); Il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello di Dovera - Cenni storici ed artistici dell’Apparizione della Madonna, 1386 - 14 maggio 1986 (Lodi, Senzalari, 1986).

                                                
    
 IMMAGINI:
1-3
Santuario Beata Vergine del Pilastrello /  Nelle foto: gli splendidi interni della chiesa del Pilastrello a Dovera. Gli affreschi molto antichi sono di ispirazione giottesca.



       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 5
      
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