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         SANTUARI MARIANI:
     
TRIVENETO / 15   

    VENEZIA

Santuario Madonna delle Grazie / Chiesa di San Giovanni Crisostomo
Indirizzo: Cannaregio / Tel. 041.52.27.155 / Diocesi: Venezia

La chiesa di San Giovanni Crisostomo, fondata nel 1080 da una ricca famiglia mercantile, fu distrutta da un incendio nel 1475 e ricostruita da Mauro Condussi nel 1497-1504. Nel 1810 fu soppressa la parrocchia. All’interno della chiesa si trova una Madonnina che, ai tempi della prima guerra mondiale era sistemata in una nicchia sopra il portale laterale. La notte fra il 26 e il 27 febbraio 1918 caddeuna bomba che arrecò danni alla facciata della chiesa, infranse le vetrate, rovinò gli altari e fece cadere l’immagine della Vergine che andò ad infilarsi sul fondo di uno scanno senza peraltro subire danni. In quell’immagine la popolazione, provata dalla tragedia bellica, vide il simbolo delle sofferenze umane. Nacque così la devozione alla Madonna delle Grazie.

Il campanile è della metà del 1500. La chiesa, invece, è a croce greca, con la cupola impostata su quattro robusti pilastri e la volta a botte: è uno dei gioielli del Rinascimento veneziano, non soltanto per la struttura architettonica, ma anche per le opere d’arte che contiene. Appena entrati ecco la piccola immagine della Madonna delle Grazie: il busto in marmo bianco è opera di uno scultore anonimo del secolo scorso, la nicchia, a tessere d’oro, è di recente esecuzione. Nella prima cappella è presente la tavola dei Santi Cristoforo, Girolamo e Agostino di Giovanni Bellini (1513). Nella cappella dedicata alla Beata Vergine del Rosario ci sono le tre sculture della Vergine, di San Domenico e di Santa Teresa, di massicce forme barocco-settecentesche. Il presbiterio è completamente rivestito di dipinti: al centro dell’abside sull’altare maggiore, la pala dei Santi, San Giovanni Crisostomo con i Santi Agostino, Giovanni Battista, Liberale, Caterina, Agnese e Maddalena, opera di Sebastiano Lucani, detto del Piombo (1508-1509). Il catino dell’abside ha un affresco di Moretti Larese, che ha come soggetto le Virtù.



VENEZIA

Santuario Santa Maria della Salute / Indirizzo: Dorsoduro / Tel. 041.52.37.951 / 52.25.558
Calendario: Si celebra la solenne festa annuale il 21 novembre con processione da San Marco al Santuario della Madonna della Salute. / Note: nel mese di settembre si tengono concerti d’organo.

Nel 1630 una terribile peste colpì tutta l’Italia del Nord e Venezia non venne risparmiata. Il Doge e il Patriarca fecero voto solenne di erigere un tempio alla Vergine se li avesse liberati da tale flagello. Ottenuto il miracolo, il Senato affidò all’architetto Baldassarre Longhena la costruzione di un tempio che fosse degno della Regina del Cielo. Ebbero subito inizio i lavori e durarono ben 50 anni, anche se già nel 1656 la chiesa era parzialmente officiata dai Padri Somaschi. Fu chiamato Santuario della Madonna della Salute. Nel 1652 fu eretto un altare a Sant’Antonio di Padova per chiederne la protezione durante la guerra di Candia. In quell’occasione Venezia ottenne la reliquia dell’ulna dell’avambraccio sinistro di Sant’Antonio, che è ancora qui custodita.

Il 26 febbraio 1670 il capitano della Repubblica, Francesco Morosini portò da Candia un’icona della Madonna per salvarla dalla profanazione dei turchi. Il 21 novembre di quell’anno la Madonna orientale fu posta nella chiesa della Madonna della Salute.
Il Santuario sorge meraviglioso sulle acque della laguna e del Canal Grande, in fiorito stile barocco. La chiesa, consacrata dal Patriarca Luigi Sagredo, il 9 novembre 1687, a pianta ottagonale, termina con un’enorme cupola bianca emisferica, su tamburo, da cui si irraggiano grandi volute. Sopra il presbiterio si trova un’altra cupola più piccola con due campanili a fianco.

La facciata è preceduta da un’ampia scala poligonale e nelle nicchie ha delle statue decorative. L’interno è formato da un enorme vano centrale, con volta a botte, circondato da sei cappelle e, in fondo, l’arcata del presbiterio. Nelle cappelle numerose opere di valore. L’altare maggiore è sotto un’arcata con colonne di marmo greco.
L’icona della Madonna della Salute, di arte greco-bizantina, è dipinta su tavola, attribuibile al XII secolo. Quale ricordo della salvezza dalla peste fu collocata, sopra l’altare una scultura, del fiammingo Le Court, che rappresenta la commemorazione del voto: al centro la Vergine con il Bambino in braccio, sopra una massa di nubi; da un lato la città di Venezia raffigurata da una nobile signora, dall’altra la peste: una brutta vecchia che fugge spinta da un angelo che regge una fiaccola. Nella sacrestia numerose opere di Tiziano, Tintoretto (Nozze di Cana), Padovanino, Liberi, Salviati.



VENEZIA

Santuario Santa Maria del Carmelo/ Indirizzo: Dorsoduro / Tel. 041.52.26.553
Calendario: Si celebra la festa patronale della Madonna del Carmelo il 16 luglio, preceduta da un settenario di preghiera.

Le prime notizie dell’esistenza di una chiesa dei Carmelitani risalgono al 1286-1288. La chiesa era dedicata all’Assunta. L’attuale titolo di Santa Maria del Carmelo risale al 1909. La chiesa dei Carmini, ora parrocchiale, fino al 1810 fu centro dell’Ordine Carmelitano dell’antica Osservanza, la cui regola fu approvata da Papa Onorio III nel 1226.
Il convento con il chiostro, unito alla chiesa, è ora sede dell’Istituto Statale d’Arte.

Il Santuario gotico trecentesco ha la facciata rinascimentale, attribuita a Sebastiano Mariani, autore anche delle statue poste sui frontoni: il Redentore, il Battista, la Vergine e i Santi Elia ed Eliseo. Sopra il portale la statua seicentesca della Madonna con Bambino. Sul fianco sinistro un portale con protiro trecentesco. L’interno conserva la struttura gotico-trecentesca, a pianta basilicale, a tre navate separate da due lunghe file di 24 colonne monolitiche.

La navata centrale, coperta da volte a crociera del Cinquecento, terminante con abside poligonale, fra il XVI e il XVII secolo, fu rivestita di ricco apparato, di sculture lignee dorate (con statue di profeti e di santi) e di numerose tele, tra cui 24 dipinti relativi all’Ordine carmelitano, del Seicento veneziano. Nel presbiterio scende, dall’arco santo, un grande crocifisso dipinto su tavola sagomata della fine del Trecento. In fondo all’abside l’Assunta, copia della parte centrale della pala di Tiziano che si trova nella chiesa dei Frati. Nella navata destra una pala di Cima da Conegliano, una delle sue migliori opere, che raffigura l’Adorazione dei pastori con le Sante Elena e Caterina, l’angelo Raffaele e Tobiolo (1509). In sacrestia l’Annunciazione di Palma il Giovane, e una Presentazione di Gesù al Tempio del Tintoretto (1541-1542).
Nella navata sinistra la cappella con il Simulacro della Beata Vergine del Carmelo, su trono ligneo dorato, che risale alla fine del Seicento.

                                                                     
Cristina Siccardi         


IMMAGINI:
1  
Madonna delle Grazie di un anonimo bizantino, venerata nel Santuario omonimo di Venezia.
La Vergine della Salute collocata all’interno della basilica veneziana e incoronata il 23 aprile 1922
La Madonna del Carmelo, opera di fine Seicento, posta nella chiesa dei Carmelitani.


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 4
  
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