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     8 aprile 1356: Beata Vergine della Basella
      LA MADONNA DELLA BRINA

A circa tre chilometri dalla cittadina di Urgnano (BG), adagiato sulla destra del fiume Serio, si incontra il borgo di Basella con il Santuario che ricorda l’apparizione della Madonna nel lontano 1356. A dire il vero però, la Madonna doveva già essere di casa in quel luogo, stando alle scoperte archeologiche, effettuate proprio nel gettare le fondamenta del Santuario. Dagli scavi infatti tornano alla luce i resti di fondamenta di una chiesa, e di un altare che testimoniano la presenza in quel luogo di un’antica comunità cristiana devota della Vergine. Doveva essere sicuramente un piccolo borgo di contadini scomparso in seguito ad una qualche alluvione del fiume che li costrinse ad emigrare altrove.

L’Apparizione

In questo luogo, già caro a Maria, avviene il fatto straordinario che sta all’origine del Santuario. Nella notte tra il 7 e l’8 aprile del 1356, una terribile brinata colpisce gran parte del bergamasco e getta la popolazione in una desolante prospettiva di carestia. Al sorgere del sole di quella triste mattina, una ragazza di 15 anni, Marina Casone, si reca, con il triste presentimento nel cuore, a constatare i danni causati dalla brina nel campicello, unica risorsa per la famiglia. Le coltivazioni già in pieno germoglio sono inesorabilmente bruciate. A quello spettacolo desolato, la ragazza scoppia in pianto ed istintivamente invoca «Vergine santa!». Le appare una Signora che tiene per mano un Bambino e le chiede con dolcezza: «Marina, perché piangi?». «Ma non vedete, Signora, il danno della brinata? I poveri moriranno di fame!», risponde con prontezza la ragazza. La Signora la conforta: «Oh, no! Il raccolto non sarà danneggiato, anzi sarà più abbondante degli altri anni». Marina incredula insiste «Ma chi siete voi?» e la Signora conclude: «Vieni in questo luogo tra nove giorni ed allora ti svelerò ogni cosa».
Nove giorni dopo, il 17 aprile, puntuale Marina, di buon mattino, giunge all’appuntamento. La Signora stessa apre il dialogo: «Hai fatto bene, Marina, a mantenere la parola. Io sono la Madre di Dio, e sono apparsa qui per consolazione tua e dei tuoi conterranei. In questo luogo in cui io ti parlo, sorgeva già una chiesa a me consacrata. Di’ ai tuoi compaesani che vengano qui a scavare, e ne troveranno i ruderi».
La ragazza timidamente obietta: «Madonna mia, se riferisco alla mia gente quanto mi dite, nessuno mi crederà».
La Vergine Santa raccoglie allora tre pietre, le colloca in un dato punto e dice: «Sotto queste pietre troveranno l’altare a me dedicato. Tu dirai che, appena consacrata la Chiesa, un novello sacerdote vi celebri la Messa, e che ogni quindici giorni si rinnovi qui il santo sacrificio per le anime dei defunti qui sepolti». E la visione scompare.

Scoperta dei ruderi di un’antichissima Chiesa

La notizia vola ben presto di bocca in bocca. La gente semplice e senza complessi presta fede alle parole di Marina; ma alcuni consoli e consiglieri del Comune accolgono con un ghigno di scherno il racconto dell’apparizione fatto dalla stessa Marina, accompagnata dal padre Pietro Casone. Alcuni popolani però, visto che i responsabili del Comune non si decidono a controllare le prove addotte dalla fanciulla, si portano nella località indicata e incominciano a scavare sotto le tre pietre che la bellissima Signora ha collocato come punto di riferimento.
Davanti ai loro occhi, sbarrati per la meraviglia, vengono alla luce l’altare e i ruderi di un’antichissima Chiesa che si trovava sepolta da secoli.

Il Santuario

Esaminati attentamente i fatti, il Vescovo di Bergamo, Lanfranco de’ Silvestri, il 1º maggio dello stesso anno 1356 pone la prima pietra del nuovo Santuario dedicato alla Vergine, davanti ad una folla immensa accorsa dai paesi vicini. L’entusiasmo è tanto che nel giro di soli cinque mesi la costruzione è ultimata. Il Santuario diventa meta di continui pellegrinaggi. Nelle circostanze solenni i fedeli giungono a decine di migliaia da ogni parte, chi a piedi scalzi, chi in silenzio lungo tutto il tragitto, in segno di penitenza. E la Madonna per tutti si rivela Madre di consolazione.
Nel luogo dove posarono i piedi della Vergine, un gruppo di marmo dello scultore Carrara raffigura la Madonna che tiene il Bambino Gesù per mano, davanti a Marina inginocchiata. Una scritta a grandi lettere ricorda le parole dell’apparizione: «Io sono la Madre di Dio qui apparsa per tua consolazione».

                                                 
Don Mario Morra sdb                                                                                                                                  


 IMMAGINI:
Nel 1356, in seguito alle apparizioni della Vergine, sotto la spinta dell’entusiasmo popolare, il Santuario venne ultimato in soli cinque mesi.
Composizione lignea della Madonna della brina venerata nel Santuario della Basella.
Un antico affresco medioevale custodito nel Santuario della Basella.


       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 4
      
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