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     Marzo 1484: Santa Maria delle Grazie - Piove di Sacco (Padova)
      FERMATEVI!

Fuori del centro storico della cittadina di Piove di Sacco, alla fine del viale alberato che fiancheggia il Fiumicello, sorge il Santuario della Madonna delle Grazie, dalle origini molto antiche. L’iscrizione di una lapide, ormai distrutta, ma riportata nel libro “Inscriptiones Agri Patavini”,1 ci informa che una piccola chiesa, con annesso Convento di Francescani, è costruita, con le elemosine dei fedeli, tra gli anni 1484 e 1489, su di una precedente e più antica Cappelletta.

In quegli anni era capitato un fatto prodigioso, non documentato, ma riferito da diversi illustri scrittori del 1500, tra i quali il Padre Francesco Gonzaga e lo storico Alessandro Morosini.
Due fratelli di nome Sanguinazzi, alla morte dei propri genitori, decidono di dividersi la consistente eredità ricevuta. Procedono di comune accordo fino al momento di definire a chi assegnare un quadro della Madonna con il Bambino, di particolare bellezza, al quale sono entrambi affezionati. Dalle parole passano presto alle offese e giungono al punto di sfidarsi a duello per decidere a chi tocchi.

Stanno per iniziare il duello, quando un bambino di un anno, in braccio alla mamma, tra la meraviglia di tutti, grida: «Fermatevi, ve lo comanda Maria Vergine! Deponete le armi e portate questa Immagine alla Cappella poco lontana dove sono i frati di San Francesco, perché venga esposta alla venerazione dei fedeli». Colpiti da tanto prodigio, i due fratelli pongono fine alla lite e trasportano l’Immagine della Madonna nel luogo indicato. La devozione dei fedeli per la Madonna prodigiosa cresce, giungono offerte, per cui viene deciso di costruire una chiesa sul terreno donato dagli stessi fratelli rappacificati.

Il Santuario

Sorge così il Santuario di Santa Maria delle Grazie che, tra le tante opere d’arte, conserva gelosamente il bel quadro della Madonna con il Bambino, attribuito alla mano del pittore veneziano Giovanni Bellini e datato intorno al 1478. È un dipinto su tavola di cm 82u62, definitivamente restaurato nel 1943 dall’Istituto Centrale di Roma. La Madonna, avvolta in un manto verde-azzurro, stringe con delicato movimento delle mani il Bambino in piedi, in posizione frontale ed in atteggiamento benedicente.

Sullo sfondo inondato di luce mattutina, un paesaggio tipico della campagna veneta, con campi coltivati, un limpido ruscello e colline degradanti. Il quadro è racchiuso in una grande pala marmorea; due angeli reggono la preziosa corona d’oro donata il 1° giugno del 1947 come riconoscenza a Maria per aver preservato la Città dalla distruzione della seconda guerra mondiale.

Sulla parete destra della navata centrale sono stati riuniti diversi dipinti, ricuperati negli ultimi restauri, che hanno un grande valore storico. Tra di essi vi è la Scena del duello, che si ritiene sia stata eseguita in età contemporanea o di poco posteriore all’avvenimento. Esso rappresenta i due fratelli Sanguinazzi fra un gruppo di persone, in atto di iniziare il duello decisivo per il possesso del quadro della Madonna. A lato, un gruppo di donne assiste con evidente timore e tra di esse, la mamma con il braccio il bambino che ordina ai contendenti di deporre le armi.

La festa del Voto

Un altro evento prodigioso, attribuito alla Madonna delle Grazie, è narrato in due di questi dipinti ed è la liberazione della Città dalla terribile peste del 1631 che imperversa, portando morte ovunque, tra le popolazioni dell’Europa, ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi.

La prima tela rappresenta l’Istituzione della Festa del Voto: il Consiglio della Comunità, per impetrare dalla Madonna la liberazione dalla peste, delibera il 27 aprile 1631, di recarsi al completo, Podestà Sindaco in testa, ogni anno il 6 maggio, in processione al Santuario della Madonna delle Grazie. I notabili della Comunità sono raffigurati con caratteri nettamente distinti nei tratti del volto; di grande effetto sono il drappo, a disegni geometrici, che copre il tavolo, ed i fiori posti sotto l’immagine della Madonna, eseguiti con squisita delicatezza.

La seconda tela documenta la Prima Processione del Voto: il popolo, il clero, le autorità civili sono raffigurate in devoto corteo verso il Santuario, riprodotto nella sua originaria struttura; sul lato opposto si intravede l’antica costruzione di Padova. Il dipinto è di grande interesse per il suo carattere storico, circa il Voto fatto dalla Città di Piove, ma anche per la panoramica che presenta riguardante gli usi e i costumi della popolazione nella prima metà del secolo XVII, e gli elementi architettonici del tempo.

Il 6 maggio 1985, a conclusione del quinto centenario di fondazione del Santuario, una solenne processione, presieduta dal Patriarca di Venezia, Cardinale Marco Cè, ha riportato la pregevole tavola della Madonna del Bellini, restaurata dopo gli sfregi subiti nel tentativo di furto avvenuto anni prima, e ricollocata nel maestoso artistico altare.
                                                                        
Don Mario Morra sdb

1 Paolo Tieto, Santuario Madonna delle Grazie di Piove di Sacco (PD), Grafiche Erredici, Padova, 1971.
Pietro M. Candeo, I Santuari Mariani della Diocesi di Padova, Lito-Tip. Bertato, Villa del Conte (PD), 1986.
                                                                                                                                                     


 IMMAGINI:
All’epoca del prodigioso intervento della Madonna per fermare il duello dei fratelli Sanguinazzi, il Santuario era una semplice cappella officiata dai frati di San Francesco.
Chiostro del Santuario di Piove di Sacco.
La preziosa tela attribuita a Giovanni Bellini (1430-1516) riproducente le dolci fattezze della Vergine con Bambino.


     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 3
    
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