SANTUARI DEL TRIVENETO/ 4
CHIOGGIA - CRESPANO DEL GRAPPA
CHIOGGIA (VE)

Santuario del Cristo di San Domenico
Tel. 041.40.35.26 / Diocesi: Chioggia.

La chiesa fondata nel 1200 si trova su un’isola detta di San Domenico, la quale era collegata alla città attraverso un ponte di legno sul canale attualmente chiamato di San Domenico. Apparteneva ai monaci benedettini, fu poi ceduta ai Domenicani nel 1287.

Nel 1745 venne demolito l’edificio divenuto pericolante e su di esso fu costruito un tempio più ampio. La riapertura al culto avvenne diciassette anni dopo e il vescovo di Chioggia destinò il luogo sacro a seminario. Nel 1804 assunse la destinazione definitiva: Santuario vero e proprio.

La chiesa di San Domenico è, dopo la cattedrale, il tempio più importante della città, in stile barocco ad unica navata. Della primitiva chiesa romanica rimane soltanto il campanile trecentesco. Esternamente si presenta con la semplicità del nudo cotto e con una facciata incompleta priva di decorazioni marmoree e pilastri che caratterizzano il barocco.

Durante i primi anni dell’Ottocento venne acquistato un altare di marmo che fu collocato nel presbiterio ed ebbe luogo lo spostamento del Cristo dall’attuale cappella di San Domenico al centro dell’abside con una preziosa cornice marmorea.
Sono presenti tele di notevole valore artistico: Crocifisso e Santi del Tintoretto; Deposizione di Leonardo Bassano; San Paolo, ultima opera conosciuta del Carpaccio (1520); mentre l’opera più imponente che dà il titolo alla chiesa è l’enorme figura del Cristo
.

Il Crocifisso quattrocentesco dal 1812 dominava dall’alto di una grande nicchia ricavata nell’altare maggiore: alto 4,87 metri, largo 3,50 metri e pesante circa 180 chilogrammi. Il Cristo è fissato ad una croce a forma di albero con i bracci sottili ricurvi e nodosi. In cima è posto un pellicano con una scritta in latino. È in legno di salice e presenta elementi tipici del crocifisso renano (il capo) e strasburghese (il corpo).

Per pochissimi e solenni momenti fu portato in processione.
La monumentale cornice che lo sostiene è formata da un ampio arco sostenuto da doppie colonne, da fregi, da pannelli marmorei raffiguranti gli strumenti della passione e da statue allegoriche.
In sacrestia sono invece custoditi quindici preziosi altorilievi, lavori in legno intagliato del Brustolon, rappresentanti i Misteri del Rosario.



CRESPANO DEL GRAPPA (TV)

Santuario Madonna del Covolo
Indirizzo: Via Madonna del Covolo 148 / Tel. 0423/53.206 / Diocesi: Padova

Calendario: Vengono celebrati con solennità il 25 marzo, l’Annunciazione; il Lunedì di Pasqua; l’ultimo giorno di maggio, festa delle rose; il 15 agosto, l’Assunzione; l’8 settembre, la natività di Maria Vergine, nonché festa patronale; il 21 novembre, Madonna della Salute e l’8 dicembre, l’Immacolata.

Note: Accanto al Santuario c’è la Casa di Spiritualità Santa Maria del Covolo, gestita dalle Serve di Maria Addolorata di Chioggia (tel. 0423.53.044).

Il Santuario si trova a 600 metri, sulle pendici del Monte Grappa. Verso la metà del XII secolo, la Madonna è apparsa ad una pastorella sordomuta di Crespano che, sola al pascolo con le pecore, durante un temporale si era rifugiata in una grotta (da qui il nome Covolo), dove stava pregando. La Vergine le parlò e le disse di andare a Crespano per dire a tutti che in quel posto desiderava una cappella. La ragazza, che aveva sentito per la prima volta nella sua vita, acquistò la voce e l’udito per fare quanto le era stato ordinato. La prima cappella risale al 1300 e venne ampliata nel 1541 e nel 1605.
L’attuale costruzione è opera dell’architetto Antonio Canova di Possano che realizzò il nuovo Santuario del Covolo dal 1804 al 1809, conservando l’antica chiesetta incastonata a nord nella roccia e costruendo a mezzogiorno un’elegante rotonda con atrio sostenuto da otto colonne di stile ionico.

Nel 1844 venne costruita l’attuale strada grazie al contributo di numerosi gruppi di volontari provenienti da decine di paesi fra il Brenta e il Piave. Il Venerdì Santo dell’anno successivo un masso si staccò dal Monte cadendo sul Santuario, distruggendo sacrestia e presbiterio.

La statua della Madonna venne recuperata in fondo alla valle intatta.
Nella Valle detta della Madonna, poco a sud del Santuario, si trova la sorgente dei Tre Busi: quest’acqua, da sempre oggetto di grande devozione, scaturì per facilitare i lavori di costruzione della prima cappella.
Lungo i tre chilometri che da Crespano salgono verso il Covolo sono stati costruiti nel 1943 i quindici capitelli dei Misteri del Rosario.

Sul frontone triangolare della facciata è collocato un affresco raffigurante l’apparizione della Vergine alla pastorella. L’ingresso ha un portale di noce, opera del crespanese Fermo Scudo. All’interno, nella cupola della rotonda, troviamo il dipinto della Gloria di Angeli del sacerdote Delmetrio Alpago.

Troviamo decorazioni di angeli che rappresentano i Misteri del Rosario. Nel coro, dopo le quattro colonne, è possibile ammirare, in alto, l’affresco dell’Alpago che rappresenta il tempio completo visto dalla valle, con la Vergine che benedice Crespano e la Natività della Vergine, considerato il suo capolavoro. Inoltre sono illustrati dei simboli che rappresentano i quattro ordini religiosi mariani: i Domenicani, i Serviti, i Carmelitani, i Trinitari.

Le decorazioni sono quasi tutte del primo decennio del XX secolo. Sull’altare maggiore è collocata la statua della Vergine rimasta prodigiosamente intatta dopo il crollo delle mura del 1845. L’8 settembre 1923 venne solennemente incoronata.

                                                                                           Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1-2  
Due vedute della città di Chioggia
 Il Santuario della Madonna di Crespano, immerso nel verde, con le sue linee palladiane.
4  Statua della Madonna del Covolo, opera di un autore ignoto del XVII secolo.

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-11
VISITA Nr.