NOVEMBRE 1470
- MARIA SS. DELL'AVVOCATA
SOPRA MAIORI (SA) IO SARO' SEMPRE LA TUA AVVOCATA In un panorama dincomparabile
bellezza, ad oriente della Costiera Amalfitana, su un ripiano
del monte Mirteto, ai piedi del Falerzio (1024 m), sorge il Santuario
dellAvvocata, presso Badia di Cava, sopra Maiori.
Lo spettacolo che la natura offre è stupendo! Di fronte,
un mare di cobalto solcato da infiniti riflessi iridescenti,
limitato ad oriente dallestrema punta di Licosa e, ad occidente,
dai Faraglioni di Capri. In primo piano, tra il folto verde dei
boschi e di splendidi giardini, si stende tutta una corona di
ville e di villaggi, tra i quali Ravello, coi suoi monumenti
arabo-siculi e la villa Rufolo dai
giardini multicolori a strapiombo sul mare. Sulla costiera ripidissima,
la storica e gloriosa Amalfi, con Atrani, Minori, e Maiori. Ad
oriente lo splendore fantastico della vallata di Cava, piccola
Svizzera del Mezzogiorno dItalia, Salerno dominata dalle
rovine del castello romano-longobardo, Paestum dai ciclopici
templi pagani e, in fondo, il maestoso Alburno.
Tra tanto incanto e splendore di natura, Maria innalza il suo
canto del Magnificat al Signore e sceglie la sua casa.
A chi sale al Monte Avvocata da Maiori, il Santuario appare come
una rocca inespugnabile, posta alla sommità di una lunga
parete rocciosa. Non molti metri al disotto di esso, si apre
un lungo antro, dallingresso piuttosto stretto, nel quale
ha avuto origine il culto alla Vergine sotto il titolo di Avvocata.
In un pomeriggio del novembre 1470, Gabriele Cinnamo, un pastore
di Ponteprimario presso Tramonti, mentre è intento a pascolare
il gregge insieme al giovane Dattilo Parito, vede aggirarsi intorno
ad unalta rupe circondata di edera, una graziosa colomba,
che ripetutamente esce e rientra in un cespuglio cresciuto a
discreta altezza. Spinto dalla curiosità cerca invano
di arrampicarsi per la roccia scoscesa, ma non vi riesce. Il
giorno seguente ritorna con una lunga scala ed una buona scure
per far pulizia dei rovi e dei cespugli, ed introduce nel foro
il compagno Dattilo che con una lanterna può osservare
una bella e spaziosa grotta, e niente altro.
La notte seguente
però, mentre dorme, Gabriele vede in sogno la Madonna,
che gli dice: «Gabriele, lascia ad altri la cura delle
capre; edificami in quella grotta una cappella, ed io sarò
sempre la tua Avvocata».
Il mattino seguente Gabriele è perplesso sul da farsi,
trattandosi di un semplice sogno; tuttavia decide di ispezionare
personalmente la grotta. La trova conveniente, anche se umida,
per costruirvi una cappella.
Non passano molti giorni che, mentre il suo gregge pascola ed
egli è intento ad intrecciare vimini, vede nella grotta
una luce misteriosa e contemporaneamente sente le medesime parole
che la Madonna gli aveva detto in sogno. Sbalordito da questo
evidente e categorico comando, decide di abbandonare il gregge,
indossa un rozzo saio, e inizia una nuova vita, facendosi chiamare
Fra Gabriele. Ottenuta poi lautorizzazione dellAbate
benedettino di Santa Maria de Olearia in Maiori, sotto la cui
giurisdizione spirituale è il territorio, edifica nella
grotta del miracolo un altare dedicandolo alla Vergine Santissima
sotto il titolo di «Avvocata».
La notizia del prodigioso avvenimento
si sparge in un baleno e subito, con il concorso del popolo,
viene eretta alla sommità della rupe una chiesa con annesso
campanile ed alcune stanze per comodità dei pellegrini.
Queste stanze nel 1508 sono ampliate ed accresciute dallo stesso
Fra Gabriele, per soddisfare il desiderio di sette suoi
compaesani che vogliono darsi come lui a vita eremitica. È
questo il primo nucleo di molti eremiti che onorano la Vergine
fino al 1687, fino cioè alla venuta dei Camaldolesi di
Monte Corona che vi costruiscono un regolare eremitaggio. I Camaldolesi
abbelliscono la chiesa di marmi e di preziosissima suppellettile;
l8 settembre 1720 la chiesa viene consacrata e dedicata
a Maria SS. dellAvvocata dal Vescovo di Ravello
e Scala, Mons. Guerriero.
A ricordo dei lavori di ampliamento e di abbellimento fatti dai
Padri Camaldolesi, viene posta sulla porta centrale una lapide
che oggi ancora si può leggere in latino. Essa ricorda
la scoperta della grotta per mezzo di una colomba, e la costruzione
della primitiva chiesa in onore della B. Vergine Avvocata, da
parte di Gabriele Cinnamo nel 1475, ampliata ed abbellita dai
figli di San Romualdo nel 1719.
Molti miracoli
operati dalla Madonna accrescono sempre più la devozione
ed il concorso dei fedeli e così, nel 1743 il Padre Generale
dellOrdine Camaldolese, P. D. Clemente Orioli, delegato
dal Capitolo Vaticano incorona la statua della Vergine, ed il
Divino Bambino che essa regge sul braccio destro, con due splendide
e ricchissime corone doro.
I Padri Camaldolesi amministrano il Santuario ininterrottamente
per 120 anni, e cioè fino al febbraio del 1807, quando,
per decreto di Giuseppe Bonaparte, devono abbandonarlo, cedendo
tutti i loro beni al Demanio.
Purtroppo, anche dopo la caduta di Napoleone, i Padri Camaldolesi
non ritornano più nel loro antico eremo, nonostante le
ripetute ed insistenti richieste del popolo. Dal 1807 al 1893
il vetusto Santuario è un po trascurato, anche se
in verità, mai si è affievolita nel cuore del popolo
che circonda il sacro monte la semplice, ma sentita devozione
per la Madonna dellAvvocata.
Nel 1893 per iniziativa degli
oblati della Badia di Cava, alla quale il Santuario è
sempre stato legato fin dalle origini, viene restaurata la chiesa
e costruito un piccolo monastero nel quale oggi si ritrovano,
per un periodo di vacanza, gli alunni ed i novizi della Badia.
È così tenuta viva la devozione alla Madonna dellAvvocata.
Don Mario Morra SDB IMMAGINI: 1 Veduta del Golfo di Salerno 2 Il
Santuario dellAvvocata si trova quasi sulla cima del monte
omonimo a mille metri daltezza, da cui si gode il panorama
incantevole della Costa Amalfitana e del Golfo di Salerno. 3 interno della Basilica inferiore del Duomo di Salerno RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2004-10 VISITA Nr. 
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