12 ottobre 1482: Madonna della
Pace in Albisola superiore (Savona)
PACE, PACE, PACE!
Se
domani la bomba atomica cadrà sul mondo, è perché
oggi tu hai avuto a che dire con il tuo vicino.
Questo pensiero, espresso dal
P. Dominique Pire, premio Nobel per la pace nel 1958, ci ricorda
che noi, cittadini del mondo, siamo corresponsabili di ciò
che avviene sia in mezzo a noi, sia nelle terre lontane, in quanto
vittorie e sconfitte,
odio
ed amore, sono prodotti del vivere umano. Se nel mondo ci sono
guerre e violenze, è perché noi, cioè la
nostra piccola comunità (famiglia, fabbrica, ufficio...),
non siamo disponibili allincontro con laltro. È
certo più facile dire di voler la pace con i lontani,
che non vivere in pace con i vicini.
Di questo si accorgono, un
tempo, gli abitanti litigiosi di due borghi limitrofi, Albisola
e Stella, nella provincia di Savona. Tra i due Comuni vi sono
boschi e terreni dai confini incerti, contesi caparbiamente da
entrambi: ognuno crede di avere ragione e di essere nel diritto,
e quindi lottano fino al sangue.
Come sempre accade quando ognuno
è convinto di essere nel giusto, gli abitanti di Albisola
e di Stella non si incontrano per trovare una via pacifica alla
soluzione della controversia.
Intervengono
i Podestà di Savona e di Varazze, ma inutilmente; vengono
respinti i provvedimenti del Senato di Genova; persino il Vescovo
di Savona, scelto come pacificatore, è rifiutato, anzi
è sospettato di partigianeria, perché oriundo di
Albisola.
La contesa
si protrae per anni in modo violento, tra ferimenti ed uccisioni;
il 4 ottobre 1482 in uno scontro tra quelli di Albisola e di
Stella si contano sette morti e tre feriti.
Le due Comunità
vengono ad una soluzione decisiva: le armi porranno fine alla
vertenza, dando ragione al più forte. Si fissano il tempo
ed il luogo per la competizione: il 18 ottobre, nella piana dove
ora sorge il Santuario.
La storia ci tramanda il fatto,
descritto con forti pennellate di colore e di entusiasmo, da
Giovanni Bernardo Poggi nel manoscritto delle Memorie.
Un vastissimo castagneto, diviso nel mezzo dal Riobasco, è
il luogo prescelto per il
conflitto.
Gli armati, giunti sul posto, si schierano alla destra quelli
di Albisola, ed alla sinistra quelli di Stella, con entrambi
alla testa i rispettivi sindaci. Due ore prima di mezzogiorno,
avanzano due colonne di Albisola, che però devono ritirarsi,
con poche perdite da una parte e dallaltra. Subito inizia
un vero attacco sanguinoso, con alterne vicende. Il cielo è
totalmente sgombro di nubi, quando unora dopo il mezzogiorno,
da oriente appare una nuvoletta bianchissima, tanto luminosa
da sembrare che tutti i raggi del sole siano raccolti in essa.
Si ferma alta nel mezzo del conflitto.
Abbagliati dal chiarore, i
combattenti sospendono la zuffa ed odono una voce chiara, dolcissima
e celeste, che ripete per ben tre volte la parola pace!,
poi si dilegua e scompare. Tutti rimangono attoniti, con lo sguardo
rivolto al cielo! Poi con segni di pentimento, infrangono le
armi, si tendono le mani e si abbracciano.
I Sindaci per primi si incontrano
e proclamano Sia pace tra noi! Ognuno dia segno di riconciliazione!.
Il campo di battaglia si trasforma così in campo di pace
e di amicizia.
Tutti ritengono
che la Madonna abbia finalmente accolto le tante preghiere a
Lei rivolte per la pacificazione delle due comunità. Le
cronache riportano che i sacerdoti e le persone non atte
alle armi erano ricorsi alla preghiera pubblica e privata e,
in Albisola, Mons. Borzero aveva esposto il Santissimo, avevano
celebrato, esso e i suoi sacerdoti, la Messa in cui, alle altre
orazioni avevano unito quella pro pace; indi avevano recitato
il santo Rosario di Maria e cantate le di lei litanie per la
tranquillità di quel loro popolo e la concordia con laltro
della Stella. La Madonna ha finalmente accolto tante preghiere
ed ha portato il dono della pace.
Una conferma della mediazione
pacificatrice della Madonna si ha nel 1573. Fino a quella data
i rapporti tra le due
comunità
si mantengono in buona armonia, ma quellanno ripullulano
le vecchie contese.
I pastori
danime scrive lo storico Spotorno ricorsero
di nuovo al mezzo della preghiera. Il dì 25 marzo i fedeli
di Albisola e di Stella andarono con devota processione a supplicare
la Madre di Pace ed Ella ottenne che, deposti gli odi, tornassero
allunione e tranquillità primitiva. Da allora la pace fu
davvero duratura.
Anche altre circostanze, attraverso
i secoli, tengono desta la devozione alla Madonna della Pace
degli abitanti di Albisola e di Stella, che ricorrono fiduciosi
a Lei nei momenti difficili. Unepidemia colpisce nel 1485
i paesi circonvicini, ma risparmia la popolazione di Albisola
e di Stella; la protezione della Madonna della Pace si manifesta
pure durante le pestilenze del 1504, del 1523, e del 1656.
Il messaggio
che ci viene dal Santuario della Madonna della Pace, altro non
è se non il messaggio di Betlemme, cantato dagli Angeli
sulla capanna nella notte del Natale:
Gloria
a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama, o quello recato da Gesù risorto agli
Apostoli Pace a voi.
La storia del Santuario Madonna
della Pace ci ricorda che la pace, dono del cielo, è
anche frutto della buona volontà di tutti ed è
continuamente da rifare là dove è stata compromessa.
Non è un bene trasmesso per successione testamentaria,
ma affidato a tutti, singoli e comunità, perché
sia mantenuto, accresciuto e consolidato.
Questo vale soprattutto oggi
che i confini della pace non sono più paesani, ma mondiali:
la pace va sempre ricercata e mantenuta. Essa è legata
alla buona volontà dei singoli e di tutti. Nulla comprometta
il bene della pace! Le contese non siano risolte con la violenza,
ma con il dialogo, coscienti che tutti siamo figli dello stesso
Padre dei cieli.1
Don Mario Morra
1 www.dehoniani.it/case/albisola/albs.html
IMMAGINI:
1-2 Panorama del Santuario
della Madonna della Pace, incastonato nella suggestiva cornice
dei monti liguri, e limmagine della Vergine in esso venerata.
3 Interno del Santuario
della Madonna della Pace ad Albisola.
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2005-9
VISITA Nr.
