IL PILONE DI AVIGLIANA
a MARIA AUSILIATRICE

Avigliana è una cittadina nella cintura torinese, all’imbocco della Val di
Susa, nota per i suoi due laghi ed il bel borgo medioevale sovrastato da un imponente castello di cui, purtroppo, ne rimangono solo i resti.

Il territorio ancora oggi testimonia questo passato con piloni e cappelle che si ergono nella campagna ed in collina, come in molti altri nostri paesi, segno della devozione popolare che li costruiva per grazie ricevute, per auspicare abbondanti raccolti; alcuni sono di pregevole fattura sia per i dipinti rimasti (pochi) sia per la tipologia del manufatto. L’Associazione Amici di Avigliana, col contributo del Comune, ha provveduto al restauro di una quindicina di questi con l’apporto artistico determinante di molti pittori affermati locali che hanno donato gratuitamente le loro opere, poi sistemate nelle nicchie dei piloni.

Di seguito è raccontata la storia di uno di questi, molto legata alla famiglia salesiana ed al suo fondatore Don Bosco; questo perché due aviglianesi sono stati molto vicini a Don Bosco all’inizio della sua attività: Don Vittorio Alasonatti (1812-1865), il primo prete di Don Bosco, e Don Francesco Giacomelli.

Don Vittorio Alasonatti incontra Don Bosco nell’estate del 1850 al Santuario Madonna dei Laghi in Avigliana.
Don Francesco Giacomelli è stato di Don Bosco compagno di seminario, tra i primi aiutanti, confessore e direttore spirituale di Don Bosco.

In occasione della demolizione della Cappella Pinardi in Valdocco, Don Giacomelli porta ad Avigliana la prima Madonnina della Consolata che vi aveva posto Don Bosco nella Pasqua del 1846. Essendosi dovuto demolire la vecchia casa per elevarvi sopra il secondo braccio che si lega alla chiesa di San Francesco di Sales, la cappellina doveva scomparire.

Allora Don Giacomelli pensa, in nome dell’amicizia con Don Bosco, di “trafugargli” la statuetta che era là da nove anni.
Dopo una prima sistemazione clandestina al Rifugio, la statuetta viene posta nella casa paterna di Avigliana dove è tanto venerata dalla famiglia Giacomelli.

La Madonnina risponde da pari suo alla devozione serbando illesa da una grave caduta la sorella di casa, mentre portava un grosso carico di legna.
Allora Don Giacomelli decide di far costruire presso la casa, sulle pendici, un pilone per la Madonnina di Don Bosco la quale si direbbe comincia a soffrire di nostalgia quando vide che l’antica Cappella Pinardi veniva costruita sul posto di prima.

Varie grazie la Madonnina aveva comunque elargito a chi Le si rivolgeva come documentato ancora da alcuni ex voto tuttora presenti.

Nel febbraio 1929, la famiglia Giacomelli era ormai estinta (ricerche per dare un volto al sacerdote in vari archivi sono state finora infruttuose e rivolgo preghiera per chi eventualmente possedesse fotografie e corrispondenza di farmelo presente) e Mons. Gianombello, nativo di Avigliana e parroco di San Giovanni, acconsente che la Madonnina, dal pilone ora di proprietà della famiglia Chiesa, ritorni a Valdocco trionfalmente accolta e sostituita da un’altra raffigurante Maria Ausiliatrice, donata dai Salesiani del Santuario.

                                                                                                         Silvio Amprino


IMMAGINI:
1  
Scorcio di Avigliana (presso Torino) e del suo celebre lago.
 Il pilone di Avigliana dedicato a Maria Ausiliatrice.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-8
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