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maggio 1124: Santuario Madonna di Montevergine / Avellino
MARIA CI CONDUCE A
GESU'
Il Santuario
di Montevergine, a 60 km da Napoli, 40 da Salerno e 35 da Benevento,
presso Avellino, è situato sul massiccio oggi denominato
Partenio (1270 m), ma un tempo variamente chiamato:
monte di Cibele, monte Virgiliano o di Virgilio,
monte Vergine. La sua origine è dovuta allopera
di San
Guglielmo da Vercelli, vissuto negli anni 1085-1142.
Tempi quanto
mai calamitosi quelli, sia per la Chiesa che per la società
civile; fervono le lotte per le investiture, le guerre
contro i Normanni per il dominio dellItalia Meridionale,
e le spedizioni per la riconquista della Terra Santa,
con
le prime Crociate.
Tra i grandi
protagonisti di queste vicende storiche, tutti eroicamente instancabili,
possiamo ricordare San Pier Damiani, San Gregorio VII, SantAnselmo
di Aosta, San Bernardo di Chiaravalle, Pietro lEremita,
e tanti altri.
Su questo sfondo politico e
religioso, in questo ambiente di lotta per la causa santa della
liberazione del Santo Sepolcro dalla dominazione musulmana, a
Vercelli, verso lanno 1085, nasce Guglielmo da nobile e
pia famiglia. Presto orfano di entrambi i genitori, a 15 anni
veste labito monastico, ma sentendosi fortemente incline
a peregrinare ai più celebri santuari della cristianità,
intraprende il pellegrinaggio verso San Giacomo di Compostela,
visitando nel contempo diversi santuari minori che incontra in
terra straniera.
Dopo alcuni anni rientra in
Italia e, figlio genuino del suo tempo, sente ardente il desiderio
di andare pellegrino a Gerusalemme. Allo scopo però di
prepararsi bene, intellettualmente e spiritualmente, si ferma
in solitudine, per qualche tempo presso Melfi, e poi più
a lungo, sul monte Serico presso Atella, dove addirittura opera
un miracolo, ridonando la vista ad un povero cieco.
La fama di
santità che si conquista con la sua vita penitente, gli
reca lodi ed ammirazione, che procurano grande fastidio alla
sua umiltà, per cui decide di riprendere il bastone del
pellegrino e di rimettersi in viaggio verso Gerusalemme.
Lungo il cammino per Brindisi,
da dove sarebbe salpato alla volta della Palestina, si ferma
a Ginosa per una breve visita a San Giovanni da Matera, ed al
monastero da lui fondato. Il santo Abate, ispirato da Dio, fa
presente a Guglielmo che il Signore non lo vuole in Oriente,
ma in Occidente dove può fare un bene maggiore.
Nonostante
la stima e lamicizia, Guglielmo non accetta il consiglio
del santo, e riprende il cammino.
Qualche giorno dopo però,
nei pressi di Oria incappa in alcuni ladroni che lo malmenano
crudelmente. Sotto quelle battiture, Guglielmo capisce chiaramente
che i disegni di Dio sulla sua persona e sulla sua opera sono
diversi da quelli che egli va sognando, camminando verso Gerusalemme,
e ritorna a Ginosa. I consigli di San Giovanni da Matera ed un
intimo colloquio con Dio, lo aiutano a vedere delineata la nuova
via che il Signore ha tracciato per lui. Attraversa la Lucania,
giunge nellIrpinia in vista del monte Vergine e sente che
il Signore lo vuole su quel monte per accendervi un faro luminoso
di vita e di fede.
«Su quellalta
montagna, a 1270 metri sul mare, in una piccola conca creata
dallincontro di due opposti declivi di monti, si fa costruire
una piccola cella, ed ivi per un anno rimane solo nella più
assoluta solitudine, tutto dedito alla più alta contemplazione,
a contatto con orsi e con lupi, che però non osano recargli
alcun male».1
Ben presto la fama di santità
di Guglielmo si diffonde, e giunge il primo discepolo che sarà
anche il primo testimone e la prima fonte di informazione sulla
vita del santo.
E dopo il primo, altri discepoli
chiedono di poter vivere nella solitudine sullesempio di
Guglielmo. A tutti il Santo dà come norma di vita Preghiera e
Lavoro, compendio
della regola di San Benedetto. Sorge quindi, con il crescere
della comunità, la necessità di costruire su quel
monte una chiesa in cui poter
celebrare
meno indegnamente le lodi di Dio e le sacre funzioni.
«Unantica
tradizione vuole che la consacrazione di questa prima chiesa
a Montevergine si sia verificata nella Pentecoste del 1124, che
in quellanno cadeva il 25 maggio».1
San Guglielmo, desideroso sempre
di solitudine, inizia altri eremi nellItalia Meridionale
e chiude la sua vita nel monastero di San Salvatore del Goleto,
nel territorio di SantAngelo dei Lombardi (AV), nel 1142.
Chi entra oggi
nella Basilica-Cattedrale rimane estasiato dalla grande Icona
della Madonna, alta più di due volte del naturale (metri
4,30 u 2,10).
La Vergine,
in posa regale, è seduta in trono tra Angeli, ed indica
con la mano il Bambino Gesù che tiene in grembo, secondo
il modello orientale dellHodigitria, cioè della
Madonna, Via a Gesù, che conduce a Lui. Lorigine
di questa grandiosa Icona è ancora avvolta nel mistero.
La tradizione
secolare la indica, almeno per lovale del volto, come dono
dellImperatrice Eudossia, venerata in Antiochia, quindi
a Costantinopoli, ed infine giunta in Italia come bottino delle
Crociate.
Di certo, da otto secoli e
più, schiere innumerevoli di fedeli salgono ogni anno
al Santuario per venerare la Vergine, porgere a Lei le proprie
suppliche ed i ringraziamenti per le tante grazie ricevute.
Don
Mario Morra
1 Giovanni
Mongelli OSB, Storia di Montevergine e della Congregazione Verginiana,
vol. I (Avellino, Amministrazione Provinciale 1965).
IMMAGINI:
1 Visione panoramica
del Santuario di Montevergine, situato a 1270 metri sul
livello del mare.
2 San Guglielmo Abate (1085-1142) fondatore
di Montevergine.
3 Il Cristo deposto dalla croce
(opera lignea del XIII sec.) venerato nel Santuario di Montevergine.
4 Immagine della
Madonna di Montevergine. In basso la grande scala trilaterale
che guida laccesso alla chiesa dal cortile interno del
Santuario.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2005-5
VISITA Nr. 