CON MARIA GUARDIAMO A GESU'
La lettera del Papa, Rosarium Virginis Mariæ, aiuta i cristiani di tutto il mondo a riscoprire la bellezza della contemplazione di Cristo mediante lo sguardo di Maria. Contemplare significa guardare, trasformandosi in ciò che si vede. Così intesa, la contemplazione è il fine di tutta la vita cristiana e il Rosario è un’occasione per fissare, con Maria, gli occhi sul volto di Cristo.

Per giungere alla contemplazione di Dio occorre tendere ad essa. I modi sono molti, ma tutti devono condurre alla verità e all’amore. Il Rosario ne è uno, specialmente se è recitato quotidianamente. Con la sua frequenza, diviene quasi visita abituale e giornaliera che introduce alla percezione dei misteri di Dio. Per vivere autenticamente questa preghiera, quasi come un pedagogo, il Papa indica quattro tappe: siamo chiamati a imparare Cristo da Maria, a conformarci a Lui, a supplicarlo e ad annunciarlo con Maria (RVM, 14).

Questa mediazione di Maria, ha una ragione molto semplice. Come non è facile guardare il sole, poiché si resta abbagliati, così succede nella contemplazione di Cristo. Occorre abituare lo sguardo al fulgore dei suoi raggi, per poterne gustare la bellezza che illumina e rapisce. Dallo splendore del volto di Cristo furono illuminati e rapiti Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor (cf Mt 17,2), e San Paolo sulla via di Damasco (cf At 9,3-9). Ma il modello per eccellenza di come guardare il volto di Cristo, nella gioia e nella gloria, nel dolore e nella morte, è Maria. Con lo sguardo radioso e penetrante, addolorato e ardente, con lo sguardo della madre e della discepola, Lei abbraccia la vita del Figlio suo e Signore nostro. I suoi sguardi e il suo cuore fanno da specchio ai misteri della vita di Cristo, componendosi in una lode armoniosa e perenne. Sono stati questi suoi sguardi che hanno offerto a Dio un volto umano e un corpo umano in cui riconoscersi. Maria, riconoscendosi in Dio solo, ha fatto sì che Dio si riconoscesse in lei e in lei plasmasse tutta la bellezza della sua fisionomia divina.

Maria, si nutre di Dio e mediante il suo sguardo contemplativo, dà alla sua vita il colore divino della creazione. Il suo sguardo non intende solo “dare un’occhiata”, ma cerca l’intimità spirituale e la contemplazione che trasforma ed edifica. Lei continuamente medita nel suo cuore gli avvenimenti della vita del Figlio e intesse di questi ricordi tutta la sua vita. Con il Rosario, ci ricorda il Papa, Lei, mediante le nostre parole, “continua a sviluppare la trama del suo «racconto» di evangelizzatrice”, (RVM, 11). Sul suo esempio, questa preghiera ci sospinge verso la contemplazione di Cristo e il nostro cuore lentamente si avvicina a quello di Maria, inserendoci sempre più nella silente ammirazione di Cristo.

Da prima discepola di Gesù, Maria diventa la Maestra più esperta, lasciandosi modellare dallo Spirito di Cristo, il Maestro interiore. Seguire Maria significa quindi conformarsi allo Spirito di Gesù in un cammino di crescente assimilazione. La scuola del Rosario diventa così scuola di conformazione al Signore: Cristo vuole essere formato nel nostro cuore, come si è formato in quello di Maria, la prima dei credenti. Questo essere vicini a Gesù fa crescere in noi l’amicizia fiduciosa e ardente che si esprime prima nella confidente supplica e poi nell’annuncio evangelico.

Grazie ad una profonda intuizione, il Papa introduce nel Rosario i misteri della vita di Cristo. Quando San Paolo usa la parola mistero, intende il piano divino della salvezza e il suo compiersi nella vita di Gesù, il suo realizzarsi nella carne del Figlio, carne assunta da Maria.

Introducendo i cinque nuovi misteri della luce, il Papa esalta l’importanza della vita quotidiana di Cristo, il Verbo fatto carne, nel quale “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9), perché tutto nella vita umana di Gesù è segno del suo Mistero.

Ogni istante della sua vita è realizzazione di questo piano di salvezza, ossia del mistero di Dio, attuato una volta per sempre e continuamente proposto a noi nella Chiesa. Anche se il piano di Dio si è ormai svolto nel mondo e nella storia, e come tale sia perfettamente indagabile, ciò non toglie che ogni avvenimento e ogni atto della vita di Cristo continui a rivelare a noi gli abissi dell’infinito amore e, come tale, risulti insondabile, in quanto realizza nel tempo il pur incommensurabile afflato d’amore divino che supera ogni orizzonte di attesa e di speranza.

Inoltre, il Papa afferma che: “I misteri di Cristo sono anche, in certo senso, i misteri della Madre, persino quando non vi è direttamente coinvolta, per il fatto stesso che Ella vive in Lui e per Lui” (RVM, 18). Per questo, con la recita del Rosario non siamo solo noi che preghiamo, ma è anche Maria che prega per noi e con noi e ci invita a fissare il nostro sguardo sul volto del suo dolcissimo Gesù.
                                                            
      Giuseppe Pelizza SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-4
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