8 marzo: GIORNATA DELLA
DONNA
UNA DONNA DI NOME MARIA:
LA PIU' GRANDE DI TUTTE
Puntuale arriva ogni anno la Festa della Donna.
È una bella ricorrenza molto sentita dalla gente anche
se, sembra, meno che nel passato. Ci accorgiamo che è
un giorno speciale al mattino presto agli incroci delle nostre
città. Molti ospiti extracomunitari con flessibilità
operativa lodevole, non offrono più i loro soliti servizi,
ma vendono mazzetti di mimose, il simbolo appunto di questa festa.
È un giorno in cui vediamo cortei di ragazze e di donne
che gioiosamente fanno festa, sfilando e gridando a tutti che
cè ancora un problema donna, che le
promesse fatte allaltra metà del cielo
sono spesso rimaste disattese. La parità e il rispetto
sul posto di lavoro per esempio sono spesso non attuati o addirittura
dimenticati. Lo sfruttamento in campo sessuale rimane forte.
Le pari opportunità in molti campi ancora un sogno.
L8 marzo è una
festa civile, ma nello stesso mese, e precisamente il 25 se ne
celebra unaltra, di natura religiosa, molto bella e molto
importante. Che può essere un ottimo complemento alla
prima. Parliamo della Festa dellAnnunciazione a Maria di
Nazaret. In essa si celebra una donna come protagonista. Una
figura centrale nel cuore stesso del Cristianesimo cioè
nellIncarnazione di Cristo. Per la fede cristiana Maria
è la più importante donna della storia e la più
grande di tutte. Giovanni Paolo II nellEnciclica Mulieris
Dignitatem ha scritto che Maria è larchetipo
della personale dignità della donna (n. 5). Maria
cioè è il modello primo, lo stampo originale, il
tipo primo su cui modellare o stampare
la dignità della donna.
Maria
presente nel punto chiave della storia
Perché la più
grande? Alcuni anni fa il settimanale americano, Time, dedicò
la cover story a Maria di Nazaret, come fosse una
star della politica o del mondo dei mass media, o addirittura
una top model. Il giornalista si chiedeva: La
donna più celebrata della storia era semplicemente la
serva di Dio o la prima femminista?. Possiamo rispondere
di sì affermando che Maria è stata ed è
la donna più celebrata di tutti i tempi, la figura femminile
storica più straordinaria, più studiata,
contemplata, pregata e imitata. Anche se non è stata una
femminista comè inteso questo termine
nella cultura di oggi. È stata ed è la più
celebrata solamente perché è stata la serva
di Dio.
Proprio da questa sua autodefinizione (Lc 1,38) è scaturita
la sua grandezza, la sua venerazione ed il ricordo lungo i secoli.
Milioni di donne ne portano il nome (Maria, Mariah, Miriam, Marija,
Marie, Mary ecc.), la ricordano e pregano ogni giorno. È
stata cantata da sommi scrittori e poeti, raffigurata da grandi
artisti di tutti i tempi. Anche oggi attira a sé milioni
di pellegrini, che liberamente si recano nei santuari a lei dedicati.
Sono centinaia in Italia e nel mondo le chiese a lei intitolate
dove i fedeli chiedono la sua intercessione ed assistenza materna,
la pregano come mediatrice di grazie da ottenere da Dio. Tutto
questo per il ruolo eccezionale, anzi unico, avuto da questa
donna nella redenzione attuata da suo Figlio Gesù. San
Paolo afferma molto sinteticamente: Quando venne la pienezza
del tempo Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Questa donna si chiamava Maria di Nazaret. Le strade della Palestina,
le città di Betlemme, di Nazaret, di Gerusalemme hanno
visto questa donna attenta e fedele, totalmente consacrata alla
causa del Figlio. Una donna ed una madre eccezionale.
È la donna più
celebrata e famosa non solo per le sue regge (i santuari
a lei dedicati, spesso imponenti e di grande valore artistico),
ma anche per i suoi numerosissimi titoli nobiliari,
da autentica super regina. La Chiesa Cattolica li chiama Litanie
della Madonna. Alcune di queste sono altamente teologiche,
come Madre di Dio, Madre di Cristo, Tempio dello Spirito Santo;
altre poetiche come Stella del Mattino, Stella del Mare, Porta
del Cielo, Regina dei Cieli. Altre ancora sono molto sociali.
Esse stanno ad indicare la sua presenza attiva e continua, a
beneficio dei suoi figli e figlie di sempre: Maria è la
Madre del Buon Consiglio, Madre della Misericordia, Madre e Rifugio
dei peccatori, Consolatrice e Ausiliatrice. Perché tanto
successo? Lei stessa laveva previsto, dicendo: Tutte
le generazioni mi chiameranno beata (Lc 1,48).
La stessa rivista citata affermava che Maria è estremamente
moderna. Giovanni Paolo II rimarca questa modernità
mettendo laccento sulleccezionale legame tra Maria
e lumanità (MD n. 2). E anche perché Maria
di Nazaret è presente nel punto chiave della storia
(MD n. 3), cioè proprio nellAnnunciazione che preludeva
allIncarnazione del Figlio di Dio in mezzo a noi.
Ecco
sono la Serva del Signore
Alcuni anni fa il card. Ballestrero,
in una conferenza al Centro Italiano Femminile di Torino diceva:
Voi mi direte: lasci perdere la fede e ci parli della donna.
È questa la mentalità di oggi, in cui è
prevalente la problematica di tanto femminismo nostrano e non,
che prescinde dalla fede e cerca di incamminarsi per altri sentieri,
che hanno ispirazioni psicologiche, antropologiche, sociologiche,
politiche. È unintuizione importante: nel
parlare della donna e di tutta la problematica a lei connessa
nel mondo contemporaneo, bisogna aggiungere lottica della
fede. Dunque, la Madonna è una donna. Unaffermazione
banale? Non lo è, perché essa ci ricorda tutta
la visione biblica delluomo, creato da Dio uomo e donna
(lantropologia biblica). Ed è proprio alla giovane
donna Maria di Nazaret che lAltissimo si rivolge, nellAnnunciazione,
per avere la sua collaborazione per lIncarnazione
del Figlio su questa terra. Un atto senza dubbio di rispetto
e di stima altissima.
Dio questo lo fa scavalcando le strutture della cultura giudaica
del tempo e tutti i giudizi e pregiudizi degli uomini sulla donna,
allora e anche nei secoli seguenti. Lo stile e la
metodologia usata da Dio nellAnnunciazione sono molto significativi.
Il dialogo di Nazaret ci appare come il momento più
pregnante e il punto più alto del femminismo nella storia
della salvezza (Documento dei Servi di Maria).
Maria quindi un semplice strumento
nelle mani di Dio? Se per strumento intendiamo solo una cosa,
una funzione, un ruolo, un mezzo per decisioni, progetti e volontà
altrui, dobbiamo dire di no. Maria di Nazaret, come si evince
dal racconto dellAnnunciazione, non è stata una
cosa, una funzione, uno strumento
nei progetti di Dio, ma si è posta come soggetto libero
e responsabile davanti a Dio e con Dio nellopera dellIncarnazione.
Ha scritto ancora il card. Ballestrero: ...Il Signore ha
circondato di rispetto e di un amore perfettissimo la femminilità
di Maria: non ne ha in alcun modo minacciato lidentità.
Il racconto dellAnnunciazione è pieno di trepidazione
di fronte a questa creatura. Il Signore è rispettosissimo, è pieno di tenerezza e di
amore e in tutta la storia di Maria risalta questo rispetto di
Dio per la natura della sua creatura; ma il Signore, pur rispettandola
in maniera inarrivabile, ha anche chiesto a Maria inesauribili
capacità di dedizione, di oblazione, di disponibilità,
di fedeltà: fedeltà di mente, del cuore, della
carne, dei giorni. Questa è lautentica metodologia
che Dio ha usato con la donna Maria di Nazaret e che sarebbe
bene che fosse imparata un po da tutti e a tutti i livelli.
Dio non ha strumentalizzato
Maria nellopera della Redenzione chiedendole tutto di se
stessa solo perché Lui era Dio, ma lha sommamente
rispettata, ascoltata e valorizzata. Maria ha poi detto il suo
fiat libero, cosciente e indiviso. Lei credeva fermamente
che quel Dio che le chiedeva tutto non opprimeva la sua libertà
né minacciava la sua identità di donna libera;
che Dio con il suo progetto su di lei non paralizzava la maturazione
della propria femminilità e della sua personalità
ma laiutava a essere se stessa in pienezza. Era convinta
che se Dio le chiedeva il sacrificio di qualcosa lo faceva per
aprirle orizzonti più grandi.
Maria, nuova Eva come amavano chiamarla i Padri della
Chiesa, non è caduta nella trappola del sospetto in cui
sono caduti la prima Eva (e Adamo) e di cui è vittima
anche luomo moderno: vedere Dio come un concorrente e come
rischio per la propria autonomia e maturazione. A Dio che le
chiedeva tutto, Maria nella fede ha donato tutto, e proprio lei
stessa canterà nel Magnificat Tutte le generazioni
mi diranno beata cioè nella gioia piena, felice,
perché realizzata pienamente come donna e come credente.
Maria,
prototipo della genuina femminilità
Ha scritto una delle grandi
donne di questo nostro secolo, Edith Stein (morta martire per
la fede ad Auschwitz, nel 1944, e dichiarata santa l11
ottobre del 1998): Maria è il prototipo della genuina
femminilità. È questa unaffermazione
importante, fatta non da una donna culturalmente sprovveduta,
ma da una filosofa, assistente universitaria di E. Husserl, poi
convertita. Lei stessa impegnata, con varie conferenze, sul versante
del movimento femminista del tempo. La Stein è arrivata
a questa affermazione analizzando lintero vissuto di Maria
di Nazaret. Nel suo essere vergine, madre, sposa, nel suo impegno
a sostenere, pur tra sofferenze, la causa del suo Figlio fino
allOra della croce, nel suo modo di credere a Dio e di
accettare liberamente il suo progetto sulla sua vita, Maria ha
posto le basi della sua grandezza e della sua fama che ha sfidato
e superato lusura di venti secoli di storia.
LAnnunciazione è una grande festa di Maria di Nazaret
(ed in lei della donna stessa in genere), che vince su tutti
gli stereotipi culturali del tempo, per diventare in prima fila
un soggetto di salvezza per luomo e per tutta lumanità.
Dall8 marzo Festa della Donna al 25 marzo Festa di Maria,
la Donna che la chiesa prega ogni giorno come benedetta
tra le donne. Penso che i cristiani, ma non solo questi,
dovrebbero ricordare queste due Feste con serietà riflessiva,
cogliendone la reciproca ricchezza di comprensione. Maria è
stata definita il sorriso di Dio allumanità.
Dio continua a sorridere allumanità attraverso il
ricordo e la preghiera alla Madre del Figlio suo, e anche attraverso
la presenza di tante donne che, come Maria di Nazaret, nelle
più svariate professioni lo rendono presente con santo
coraggio, con enorme dedizione e con un sorriso di speranza.
MARIO SCUDU
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 1999-3
VISITA Nr. 