MARIA RISPOSTA AI GIOVANI D'OGGI - 3
Nel mondo d’oggi che si appoggia su una concezione liberale dell’essere umano, che ha fatto della persona un essere “light” con poca vita interiore e sedotto dal consumismo, che preferisce l’avere all’essere; in un mondo nel quale si usa un unico criterio: mi va, non mi va; mi piace, non mi piace; è forte, non è forte... dobbiamo aiutare i giovani a non improvvisare le decisioni importanti che si prendono nel periodo della gioventù: scelta di lavoro, laurea o futuro professionale, scelta di coppia...; dobbiamo accompagnarli nel loro processo di discernimento.

Non sempre si desidera scegliere, non vogliamo complicarci la vita. A volte, la vita ti presenta un dilemma che ti farà “perdere la pelle” nel cammino. Soltanto si sceglie bene cercando e costruendo l’amore, augurando il bene. La ragione, dovutamente informata dalla coscienza, deve integrare il cuore, e con realismo, contribuire al discernimento importante. Una buona scelta richiede prudenza e sapienza. Nella scuola dell’umiltà, della libertà, della semplicità e della prudenza è Maria, una donna del popolo che sceglie, che discerne e si dà pienamente al progetto di Dio. Maria incarna la povertà scelta coscientemente, l’austerità, il passare inosservata.

Rifiuta di caricarsi di cose per concentrarsi sull’essenziale: la lode, il servizio, l’incontro e la gioia di essere per il suo Signore.
Maria è la Beata e la Beatitudine. La sua felicità non rinasce nella conoscenza ma nell’esperienza, non ha bisogno di sapere perché la sapienza che è Cristo, annida nel suo essere.
Maria è Conforto e Consolazione. Maria non intende avere grandezze che superano la sua capacità.
I giovani, presi tante volte dalle cose materiali, hanno nella Vergine Maria e nello stile di vita evangelico un contrasto suggestivo per ordinare la loro vita in modo alternativo.

Maria, primizia d’un mondo nuovo.
Maria anticipa una giustizia definitiva

Maria ha disposto la sua vita secondo il Piano previsto da Dio. Il suo Sì a Dio la destina ad essere uno strumento prezioso per la salvezza del mondo.
Maria è eco e cassa di risonanza di problemi e sofferenze. Come quando percepisce a Cana l’angoscia degli sposi che vedono fallire il banchetto del loro matrimonio. L’attitudine di Maria davanti ad un problema minore (“non hanno più vino”) è esempio d’una attitudine del coinvolgersi nei problemi del prossimo.
Maria non rimane ferma davanti all’ingiustizia. Lei è strumento di giustizia, è esempio di giustizia e primizia ed anticipo della giustizia definitiva. Ci insegna a guardare i problemi dalla prospettiva di Dio, dalla loro origine e destino. Non basta un qui ed un adesso, c’è bisogno d’un da sempre e d’un per sempre.
La Madre di Gesù capisce che la Giustizia arriva entrando nella Volontà di Dio, manifestata nella parola del Figlio: “Fate quello che Lui vi dirà”. Quando non è ancora arrivata l’ora di Gesù, lei anticipa e prepara il nuovo cammino.
Davanti all’ingiustizia del mondo, noi credenti non possiamo passare alla larga; il nostro stile, come in Maria, deve essere l’intercessione, la solidarietà e la lotta dai nuovi criteri.

Maria, forza dei deboli,forza di Dio nella debolezza

L’esperienza di Maria attecchisce nell’essersi manifestata la verità di Dio nella piccolezza della sua serva. Lei è la debolezza, incarnata in una povera donna di popolo, che si trova con un problema che la trabocca. Maria è testimonianza preziosa in un mondo pieno d’angosce, paura, stress, ansietà, debolezze.
Anche i giovani sono in preda allo stress ed ad un ritmo di vita che si traduce in anoressia, bulimia, suicidio, depressione, tossicodipendenza... La radice di queste paure ed angosce, come nella vita adulta, è la mancanza di senso, le forti carenze d’accettazione, autostima ed amore vero e generoso.
La perdita del senso trascendente della vita aggiunge drammatismo al momento dello slegamento finale. È meglio non parlare di qualcosa che suppone il finale “dell’unico” che c’è. Anche la malattia, davanti ad una mentalità che idolatra la salute, la bellezza e la gioventù, diventa un grosso scoglio da salvare.
Nello stesso modo in cui la luce si apprezza soltanto nel buio, la debolezza è imprescindibile per essere testimone della grandezza di Dio.
Maria vive nel proprio corpo la Passione di Cristo, desidera e ha fiducia nella sua risurrezione ai piedi della croce. Lei incarna l’esperienza pasquale della sofferenza, vera prospettiva cristiana del mondo del dolore.
Nella devozione tradizionale, Maria è bandiera e difesa degli ammalati, peccatori, poveri e bisognosi. Lei è conforto, ausilio ecc. Incarna la figura della donna, che nella sua piccolezza si fa grande, e nella sua debolezza si fa forte. Maria vive “conservando nel suo cuore” il ritmo sereno di Dio. Lei soffre il timore, si preoccupa quando non capisce, ma si mantiene ai piedi della croce quando tutti abbandonano.
Maria, ai piedi della croce, viene nominata madre del discepolo ed il discepolo la riceve a casa sua. È una scena lacerante, di grande dolore, di sofferenza. Prima, a Maria viene profetizzato, durante la Presentazione di Gesù nel Tempio, che una spada le trafiggerà il cuore. La Vergine vive l’esperienza del dolore, come madre, come credente e come discepola. Lei orienta verso la Pasqua e riempie di senso credente uno dei momenti limite dell’essere umano.
Davanti al male, la povertà, le sofferenze, Maria insegna ai giovani che ci sono molte possibilità. Una di queste è amare, aiutare, studiare, essere solidali... oppure semplicemente essere vicini a colui che soffre. L’unica cosa che non è accettabile è passare alla larga e guardare verso un’altra parte. L’impegno cristiano ci porta a provare l’empatia con chi è maltrattato, umiliato e ci porta ad affrontare il problema.

Maria, la libertà come orizzonte

Maria, finalmente, si distingue per la virtù della Temperanza.
Davanti ad un mondo concentrato su sensualità e superficialità, Maria stimola a guardare dentro noi. Lei riceve una speciale presenza dello Spirito Santo, lei è abitata nel suo interiore dalla Forza dell’Altissimo. Davanti alla preoccupazione prodotta dall’annuncio dell’angelo riflette una libertà piena per darsi alla proposta del Signore. Non si fa affliggere. Conserva nel suo cuore tutto quello che ascolta di suo Figlio e persevera in preghiera insieme alla comunità pentecostale.
Davanti ad una esaltazione delle passioni che ci porta alla vertigine, la Madre di Gesù incarna il dominio completo di se stessa. Legata alla volontà per servire ad una causa.
Maria tempera la sua vita nella libertà di chi ama soprattutto. In lei la temperanza è libertà per “consacrarsi pienamente” a Dio.
Contemplare Maria aiuterà i giovani a crescere nella Temperanza. Vale la pena chiamare le cose per il loro nome e smascherare le sigarette, l’alcol, la droga, il sesso senza amore. Maria insegna a loro che la volontà è l’utensile che li porta alla moderazione, alla sobrietà, al dominio di loro stessi, in una parola, alla libertà.
Insomma, Maria insegna loro che è possibile un mondo migliore da una libertà più profonda.

Conclusioni

1. Maria di Nazaret, Madre del Redentore, ha decisamente contribuito con la sua risposta incondizionata a Dio e con la sua adesione al Figlio, alla liberazione degli uomini e continua esercitando la sua funzione materna nella Chiesa pellegrina lungo i secoli aiutando gli uomini a realizzarsi integramente come Figli di Dio.
2. Contemplare la figura carina della Vergine Madre, credente fedele e donna “cristificata”, invita i giovani a camminare nell’autenticità della Fede, a essere fedeli alla proposta di Dio e ad impegnarsi per gli uomini nell’annuncio credibile di Cristo.
3. Il paradigma di “Maria perfetta discepola e inseguitrice di Gesù” sarà la chiave per capire tutte le verità ecclesiali su Maria. “La conoscenza della vera dottrina cattolica sulla Santissima Vergine, sarà sempre per i giovani la chiave dell’esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa”.
4. Tocca a noi aiutare la gioventù a capire meglio, sotto la luce della Scrittura e della Tradizione ecclesiale, chi è questa donna, Maria, Madre di Gesù, e come il popolo di Dio crede e celebra la sua persona ed il suo ministero.
Soltanto saremo credibili davanti ai giovani attraverso una conoscenza più profonda di nostra Madre, un amore filiale più puro ed una devozione mariana pastoralmente azzeccata ed evangelicamente “contagiosa”.

                                                              Maria José Bravo ed Emilio Pascual                


IMMAGINE:
PROCESSIONE DI MARIA AUSILIATRICE - Foto di TEOFILO MOLARO SDB
Il presente articolo è tratto dalla relazione tenuta dai coniugi Maria José Bravo ed Emilio Pascual, Cooperatori Salesiani, al III Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che si è tenuto a Siviglia dal 27 al 29 dicembre 1999.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-7
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