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MARIA, MADRE SOLLECITA
NEL SERVIZIO ALLA COMUNIONE
Lamore muove al servizio. Maria è madre sollecita
nel promuovere la crescita della vita di Gesù in noi;
è ausiliatrice che risveglia le risorse facendole convergere
verso il servizio della comunione e della gioia, come testimonia
lepisodio del banchetto di nozze a Cana di Galilea (cf
Gv 2,1-12). Licona di Cana figura nei misteri della luce,
che arricchiscono la corona del Rosario.
A Cana avviene la manifestazione di Gesù, favorita dalla
madre. Ma avviene anche la manifestazione di Maria: Fate
quello che egli vi dirà. Questa è lunica
parola di Maria indirizzata a noi che i vangeli ci riferiscono.
È dunque quasi un testamento spirituale. La forza di questa
parola nasce in Maria dallesperienza personale. In lei
il credere e lobbedire sono atteggiamenti costanti di vita.
È diventata madre perché ha creduto alla parola
dellangelo. Esperta nel fidarsi della Parola, può
ora aiutare gli altri a fare altrettanto.
Lepisodio delle nozze celebrate a Cana mi offre lopportunità
di sottolineare alcune dimensioni che ritengo fondamentali nella
vita di ogni cristiano.
Il
discernimento.
Con lintelligenza del
cuore Maria scorge il bisogno degli sposi prima che essi lo esprimano
come disagio.
La
visione di Maria è quella del colpo docchio che
sa focalizzare immediatamente quello che cè e quello
che manca sulla mensa degli sposi: Non hanno più
vino, dice a Gesù. Lo spirito contemplativo, che
caratterizza tutta la vita di Maria, le permette di penetrare,
di discernere, ossia di creare sintesi facendo memoria, ponendo
a confronto elementi, avvenimenti, intuizioni, esperienze.
Il discernimento evidenzia
la dimensione mistica della vita di ognuno di noi. Esso richiede
la disponibilità a lasciarci convertire dallo Spirito
per essere da lui abilitati alla lettura credente della realtà,
a scelte evangeliche coerenti.
Dinanzi alla complessità
odierna, quale testimonianza credente possiamo offrire e quali
spazi si aprono per la missione di evangelizzare educando? Abbiamo
bisogno, come Maria, di rivolgerci a Gesù con volto implorante
e fiducioso per indicare la mancanza di vino.ù
Il
coordinamento per la comunione.
Maria non provvede direttamente
alla mancanza di vino; semplicemente la pone in rilievo con una
intercessione discreta ed essenziale. Non domanda nulla: si consegna
totalmente a Gesù con la fiducia e la speranza che sgorgano
dal suo silenzio orante. Dinanzi alla risposta enigmatica del
Figlio, non cerca di comprendere a tutti i costi, ma ha la certezza
che Egli in qualche modo interverrà. Alla scuola di Gesù,
Maria ha imparato ad affidarsi alla volontà di Dio. Gesù
è la via; Maria la indica. Conosce la strada per esperienza
personale, per questo può aiutare gli altri a percorrerla
suscitando il loro coinvolgimento. Lei coordina. Alla festa della
vita tutti devono contribuire integrando i servizi: riempire
le giare, portarle
al
maestro. Alla trasformazione dellacqua in vino penserà
Gesù.
Tutti nella comunità ecclesiale abbiamo qualcosa da offrire
e da integrare con lapporto diversificato delle diverse
vocazioni. Dovè Maria, là è la comunione,
la valorizzazione delle risorse e laiuto a coordinarle
per generare speranza.
Il
servizio alla vita e alla gioia.
Le anfore vuote poste in disparte
vengono richiamate alla loro funzione di essere portatrici di
acqua, ad una vocazione di servizio. Ogni vocazione è
sempre, misteriosamente, vocazione a prender parte in modo personale,
anche costoso e sofferto, al ministero della salvezza. La vocazione
è sempre, infatti, una chiamata a servire e culmina nella
scoperta del nome nuovo, pensato da Dio per ciascuno, nel quale
è racchiusa la sua vera identità. Ma occorre superare
le tentazioni dellindividualismo, scoprire il servizio
come manifestazione di libertà e orizzonte per relazioni
interpersonali ispirate alla reciprocità, alimentare la
speranza di un mondo nuovo nel quale abbia posto unautentica
cultura della vita come vocazione.
Alla scuola di Maria ricomprendiamo
il vero umanesimo e limportanza di genuine relazioni per
lo sviluppo armonico delle persone, anche in situazioni a rischio.
La comunità ecclesiale
è chiamata a prolungare la missione materna di Maria,
ad essere ausiliatrice tra le giovani generazioni in un tempo
di forte emergenza educativa, come ha dichiarato più volte
Benedetto XVI. Potremo farlo se rinnoviamo la passione per Dio
e per lumanità; se osiamo proporre ai giovani lideale
della comunione che aiuta a superare i pregiudizi, la diffidenza
e lestraneità; libera e potenzia le risorse rendendole
disponibili per un servizio alla vita e alla gioia.
A Cana cera la madre
di Gesù. E avvenne il miracolo. Chiediamo che anche oggi
lei sieda con noi a mensa, sia presente nelle nostre comunità,
nei luoghi della missione. Si rinnoverà allora il miracolo
dellacqua cambiata in vino: il miracolo della comunione
e della solidarietà, vie che costruiscono nuovi rapporti
per un mondo di speranza e di pace.
Suor Antonia Colombo
Madre
Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
IMMAGINI:
1 A Cana, la manifestazione della gloria di Gesù
è favorita da Maria. | Le nozze di Cana,
Pietro Ivaldi (1810-1885) Parrocchiale di Molare (AL)
2 Tutti i cristiani sono
chiamati a prolungare la missione di Maria, per essere di aiuto
alle giovani generazioni, specie in un tempo di emergenza educativa
quale il nostro. ©
Le nozze di Cana,
Nino Musio Elledici
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2008 - 5
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