GUARDANDO A MARIA
Le immagini più antiche della Vergine Maria mi toccano il cuore come una vera benedizione, come una buona novella.
La Vergine Maria è vicina a noi, piccoli umani. La Chiesa primitiva, anch’essa modesta, era sempre in preda ad un pericolo permanente. Ne aveva una nozione per così dire incarnata, sapeva di che parlava, soffrendo ogni giorno un destino incerto. In ogni momento, per il capriccio di qualche potente, il cristiano poteva perdere la vita. Ciò nonostante, dei veri testimoni seppero amare fino alla morte. Questo fece senz’altro anche la Vergine Maria che non possiamo mai rappresentarci come una tranquilla pensionata, circondata di rispetto e coccolata, come capita oggi a molti nostri anziani.

Cullando come una mamma

Maria è madre del coraggio, oltre ad essere la maestra del silenzio.
Nel Vangelo, ripetutamente si dice che teneva nel cuore ciò che succedeva attorno al suo Figlio e non capiva. Il testo dice che Maria “teneva in cuore”: la parola greca: “symballaousa en te cardia antes” è tradotto semplicemente con “serbava o teneva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, in realtà il termine indica più precisamente i movimenti di una persona che bilancia la culla di un bambino. Per cui possiamo tradurre con: Maria “cullava nel suo cuore”.
La Madonna silenziosa e meditativa, non poteva fare a meno di tenere continuamente nel suo cuore, e di conseguenza nella sua vita quotidiana, tutte le cose poco ordinarie successe intorno alla nascita di suo Figlio! Non dimentichiamo che lei è donna e che l’avvenimento più importante della sua vita è stato quello della sua maternità, una maternità avvenuta in modo mirabile ed unico. Ma sono convinta che, nello stesso tempo, abbia saputo restare una semplice donna di Nazareth, conosciuta da tutti come la moglie di Giuseppe.

Una devozione sbagliata

Se c’è una cosa che mi stupisce in tante persone oggi è la deformazione, per così dire, del culto alla Madonna.
Persone che sembravano essere normali, cioè avevano normali rapporti sociali ed erano cordiali, diventano improvvisamente come estranee. Le vedi solo col Rosario in mano; anche quando si celebra la Messa continuano ostinatamente a recitare il Rosario, occhi bassi e concentrati sul loro sforzo per non ascoltare nulla, e se sono interrogati su cosa stiano facendo, rispondono che la Madonna vuole che si reciti il Rosario in continuazione.
Persone che diventano quasi aggressive se non ti vedono fare come loro, convinte che stiano salvando il mondo, obbedendo alla Madonna che ha detto questo o quello.
Insomma, ne sanno più del Vangelo, e hanno quasi dimenticato ciò che ha veramente detto la Madonna.
Ha detto: “Come è possibile? non conosco uomo” (Lc 1,34). Ha detto: “Eccomi sono la serva del Signore avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,37). Ha detto: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva e d’ora in poi tutte le generazioni mi diranno beata” (Lc 1,48). E ha detto ancora: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco tuo padre ed io angosciati, ti cercavamo” (Lc 2,48) poi ancora a Cana: “non hanno più vino” e per terminare, le sue ultime parole definitive ed eterne: “fate tutto ciò che Lui vi dirà” (Gv 2,5).
Ripetutamente leggiamo nei Vangeli che la Madonna non capiva le parole di Gesù, ancora meno il suo comportamento. Insomma, non era né una veggente, né una fattucchiera e mai e poi mai ha tenuto comportamenti strani attirando l’attenzione su se stessa, ma ha solo e sempre condotto al Figlio suo Gesù.

Un duplice amore per l’uomo

Poi è finito tutto e dobbiamo aspettare secoli per sentire di nuovo la voce della Madonna. Sia nel Vangelo che nelle diverse apparizioni riconosciute dalla Chiesa, la Madonna non ha mai distolto i fedeli dal suo Figlio Gesù e dalla Chiesa! Ha sempre chiesto la stessa cosa: Pregare per i peccatori e offrire sacrifici.
Chiedeva di recitare il Rosario, ma non di trascurare la Santa Messa (recitando il Rosario durante la celebrazione!) o di disinteressarsi degli altri.
Mai si è comportata come se fosse diventata una semi-dea!
Rileggendo e rivedendo tutti questi avvenimenti mi sembra che la Madonna viene sempre per ricordare che dovremmo accettare di lasciarci associare al Figlio di Dio, Gesù, per salvare i fratelli, sia materialmente, con l’elemosina e le opere di carità, sia in un modo più segreto, accettando di fare l’offerta di noi stessi a Dio, accogliendo i sacrifici e la Croce per la salvezza di tutti.
Orbene, se siamo pronti quasi tutti a condividere le nostre sostanze con chi ha bisogno, a fare visita agli ammalati e ai carcerati, farci presenti a chi è nel bisogno, non siamo altrettanto pronti ad offrire a Dio la nostra vita in obbedienza a Lui e a portare in noi le piaghe del Signore, in riscatto per i peccati di tutti. È vero, ci vuole una grazia e un coraggio particolare che può venire solo dall’Amore per Dio e dalla corrispondenza ad una grazia singolare.

Si tratta di obbedire al comandamento di Gesù: “Fate questo in memoria di me”. Non soltanto per essere dei “consumatori di Eucaristia”, ma gente che offre la propria vita in sacrificio per tutti e versa il sangue per tutti in unione con Cristo.

Ecco ciò che richiama la Madonna ad ogni apparizione: diventare dei veri cristiani. La preghiera a Lei, dunque, deve far nascere in noi Gesù. E con Maria, i nostri occhi devono essere sempre fissi sul volto del Figlio suo benedetto, il Signore della gloria e della gioia.
                                                                                      
   Maddalena di Spello


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-5
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