DIO
AFFIDA A MARIA
LA MISSIONE DI MADRE
Un anno con Maria. Abbiamo parlato
tanto sui Vangeli, sugli Atti degli Apostoli e per tre anni sulla
Vita Cristiana (2000-2002), un argomento che poi si è
condensato nel libro: È bello essere cristiani.
Ora vogliamo dedicare le nostre meditazioni ai racconti evangelici
che parlano di Maria. Ne sento tutta la difficoltà, ma
anche il fascino perché avrò in continuità
lesperienza di passare da Maria a Gesù, di sentire
che Maria mi prende per mano e mi porta da Gesù, unico
punto di riferimento per un cristiano.
Il nostro scopo è di
mettere il lettore a contatto diretto col testo che sarà
tutto in corsivo e a toccare con mano come
si
sviluppa il pensiero dellautore. Il primo testo che si
cita allinizio di un anno liturgico è quello che
di solito viene indicato con le parole: Lannuncio
dellAngelo a Maria. Non sembri quindi strano il nostro
titolo: La vocazione di Maria alla maternità.
Studiando ci accorgeremo che questo è il tema del racconto,
anche se contiene un annuncio che però di per sé
non struttura il racconto di Luca 1,26-38.
In una città
della Galilea (1,26-27)
Nel sesto mese. Lespressione
rimanda a qualcosa che precede e precisamente a Elisabetta che
nella sua vecchiaia concepì Giovanni, poi chiamato Battista.
Appena capì di essere incinta: si tenne nascosta per cinque
mesi. Maria venne a saperlo dallAngelo nel sesto mese (v.
36). È in questo mese infatti che LAngelo
Gabriele, cioè lAngelo degli annunci della
salvezza messianica fu mandato da Dio. Il suo nome
ricorre solo quattro volte nella Bibbia (Dn 8,16; 9,21; Lc 1,19.26).
Ora questo nome dice a noi che stiamo ascoltando un messaggio
di salvezza e presto comprenderemo che ora si tratta della definitiva
salvezza che ha inizio in Maria. Fu mandato da Dio.
In azione è Dio stesso
il vero protagonista che ora invia il suo messaggio di salvezza,
non nel Tempio durante una solenne liturgia (1,8-20), ma in
una città della Galilea chiamata Nazaret vale a
dire in un posto totalmente insignificante della Storia Santa.
Da Nazaret può forse venire qualcosa di buono?
(Gv 1,46). Dio manda il suo Angelo non a una persona importante,
ma a una ragazza di 13-14 anni, a una vergine, però promessa
sposa e Giuseppe un discendente di Davide, di cui è impossibile
pensare che in quella situazione possa occupare il trono di Davide.
Dio si rivolge agli umili, a gente
senza
importanza sociale, ma è il Dio che innalza gli umili.
A questo punto si pronuncia il nome della vergine: Maria.
Rallegrati,
continuamente amata
LAngelo, entrando da
lei (un bellissimo segno di intimità e di vicinanza divina),
le disse: Rallegrati piena di grazia, il Signore è
con te. Finalmente dalle versioni è scomparso linsignificante
Ave e si cerca di dare il ricco senso delloriginale
greco chaire. Lo si potrebbe tradurre con Shalom: la pace sia
con te, ma è meglio restare con la Bibbia dei LXX dove
il chaire (rallegrati) è sempre in un contesto in cui
Sion è invitata alla gioia messianica. Qui viene rivolto
a una figlia di Sion. Subito dopo si inizia a motivare questa
gioia.
A Maria si
dice: Piena di grazia. Nella traduzione cè
un aggettivo piena e subito si dice di che cosa:
di grazia. Nel testo originale queste due parole
traducono un verbo e, precisamente un participio perfetto greco:
kecharitomene che significa: colmata di grazia.
È un perfetto che in quella lingua indica unazione
passata che continua nel presente: Maria è stata
colmata di grazia e continua ad essere colma di grazia.
Il piena di grazia indica solo il presente. Sarebbe
meglio considerare il tutto e dire: Dio lha colmata di
grazia e continua a colmarla. È solo un agire divino?
Ma non si potrebbe forse dire che Dio continua a colmarla di
grazia, perché Maria ha sempre corrisposto positivamente
alla grazia di Dio? Se è così, sentiamo il bisogno
di un approfondimento.
Il verbo greco usato ricorre
solo due volte nel Nuovo Testamento: qui e nella lettera agli
Efesini (1,6): A lode e gloria della sua grazia con la
quale ci ha colmato nel Diletto. Solo che qui non si usa
il perfetto ma laoristo un modo verbale greco che indica
unazione avvenuta nel passato in un momento preciso, e
rimasta chiusa in quel passato in cui è avvenuta. Dio
ha colmato di grazia il suo Figlio diletto, a nostro favore,
ora Lui vorrebbe continuare a colmarci della stessa grazia, ma
attende la nostra corrispondenza. Nel passo di Luca, invece,
a riguardo di Maria, questa
corrispondenza
da parte di lei cè stata e continua ad esserci.
Torniamo al
piena di grazia. Non si dice più: Rallegrati,
Maria, ma semplicemente Piena di grazia: le
è stato cambiato il nome. Ora quando nella Bibbia si cambia
il nome ad una persona, si vuole caratterizzare il suo compito
futuro. Dio disse ad Abramo: Non ti chiamerai più
Abram, ma Abraham perché sarai padre di molti popoli.
Quando un angelo
appare a Gedeone gli dice: Il Signore è con te,
valoroso guerriero, e poi gli dice: Va a salvare
Israele da Madian (Gdc 6,12-14). Gesù dice a Simone:
Ti chiamerai Pietro (Gv 1,42: vedi Mi 16,17-20) per
indicare la sua nuova missione. Ebbene il nome nuovo di Maria
è piena di grazia, perché indica la
missione di Maria che Dio chiama a essere Madre di colui che
è la fonte della grazia. Ed è una missione che
Maria può compiere, perché lAngelo aggiunge:
Il Signore è con te, una frase assai ripetuta
nella Bibbia. È stata rivolta ad Abramo (Gn 26,24), a
Mosè (Es 3,11-12) e a vari altri per affermare la presenza
e lassistenza divina ai suoi servi. In questo modo linsignificante
ragazza di Nazaret viene equiparata ai grandi personaggi del
passato. Dio davvero innalza gli umili.
A queste parole Maria
si turbò e si chiedeva che senso avesse questo saluto.
Che differenza dal comportamento di Zaccaria (1,12) il quale
vedendo lAngelo fu turbato e sopraffatto dalla paura. Maria
non ebbe paura, solo voleva capire il senso del saluto. Ciò
significa che ascoltò attentamente le parole dellAngelo
e che rifletteva e si sforzava di capire. Forse percepiva che
Dio la destinava a qualcosa di grande e avvertiva tutta la sua
pochezza. Allora lAngelo la tranquillizzò dicendo:
Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso
Dio. Motivando. il suo temere usa una frase
che nellAntico Testamento viene usato solo riguardo a due
persone: Noè (Gn 6,8) e Mosè (Es 3,12.17; 33,16-17),
ma che è direttamente pronunciata da Dio, solo in relazione
a Mosè (Es 33,17) e a Maria (1,30).
Con Mosè nasce il popolo
di Dio, perciò ha bisogno di una particolare assistenza
divina, Maria, come subito vedremo è chiamata a una maternità
particolare, cioè in Maria che concepisce Gesù
ha origine il nuovo definitivo popolo di Dio. Perciò anche
Maria ha bisogno di una assistenza divina che la abiliti alla
missione a cui è chiamata. Si tratta di un assistenza
che si esprime in termini di grazia perché la sua missione
supera quella di Mosè. La grazia che ha trovato presso
Dio indica una relazione particolare tra Dio e Maria, una relazione
che parte da Dio, perché è ovvio che la distanza
tra Dio e la persona umana è enorme; solo uniniziativa
di Dio la può colmare. Da quanto segue si capisce che
la chiama a collaborare con Lui e la chiama a una maternità
eccezionale.
La missione
di Maria (1,31-37)
LAngelo le dice: Ecco
concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dellAltissimo;
Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre,
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno
non avrà fine.
Lo stile di questo annuncio di nascita segue quello di tanti
annunci biblici, ma soprattutto, e pensiamo sia questo il pensiero
di Luca, quello di Isaia 7,14: Ecco una ragazza concepirà
e darà alla luce un figlio e lo chiamerà Emanuele.
Quello dellAngelo a Giuseppe (Mt 1,21): Essa darà
alla luce
un
figlio e tu lo chiamerai Gesù. Si noti che Giuseppe
e Maria debbono dare il nome, un nome che è dato dallAngelo,
cioè da Dio. È al padre che compete limposizione
del nome e questa funzione è qui assunta da Dio. Si può
quindi affermare che sarà grande e sarà chiamato
Figlio dellAltissimo, unespressione questultima
che non devessere intesa nel nostro senso teologico. Certamente
nella luce pasquale riconosciamo la nostra fede nella divinità
di Gesù, ma per Maria è nel senso di quanto Dio
ha detto a Davide parlando di Salomone: Sarò per
lui un padre ed egli sarà per me un figlio (2 Sam
7,14).
È su
questa linea che continua il testo: Il Signore gli darà
il trono di Davide suo padre.... Ora il termine Davide
rimanda nel contesto a Giuseppe, di cui si è detto che
Maria è promessa sposa (1,27). È lui che umanamente
può trasmettere al figlio di Maria i diritti messianici.
Perciò cè una tensione tra vergine e promessa
sposa. Vergine rimanda alla profezia di Isaia, promessa sposa
alla concreta situazione in cui si trova Maria. È chiaro
che non vuole sottrarsi alla missione a cui Dio la chiama, solo
vuole capire. Di qui la sua domanda: Come avverrà
questo? (io sono promessa sposa), ma non conosco ancora uomo.
È la prima parola che pronuncia Maria che si ripresenta
come una donna riflessiva che si sforza di capire.
È forse una domanda
suggerita dal fatto che sente tutta la sua incapacità
di fronte a una così grande missione. A Gedeone che esprimeva
la sua incapacità di fronte al compito che gli veniva
affidato (Gdc 12,15), Dio risponde: Io sarò con
te. A Maria è già stato detto (1,28). Ora
però gli si risponde che tutto sarà opera di Dio
e quello che lAngelo le dice mette in evidenza a quale
grandezza è chiamata Maria: Lo Spirito Santo scenderà
su di te e la potenza dellAltissimo ti coprirà con
la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà
santo e sarà chiamato Figlio di Dio. È chiaro
che Maria concepirà senza interventi umani. Sotto lazione
di Dio Maria diventerà il vero tabernacolo di Dio, la
vera Arca dellAlleanza, il Santo dei Santi, colei in cui
si realizza in modo pieno la presenza, labitazione di Dio
tra gli uomini.
Maria ora sa a che cosa Dio
la chiama. Perciò non chiede altro. È lo Spirito
Santo che le offre un segno: Elisabetta, tua parente, nella
sua vecchiaia ha concepito e questo è il sesto mese per
colei che era chiamata sterile. Nulla è impossibile a
Dio. Lultima frase è stata anticamente pronunciata
quando si trattava di rendere fecondo un grembo (Gn 17,11). Ma
Dio qui fa qualcosa di più; sta per fare in modo che una
donna diventi madre pur rimanendo vergine. Maria capisce che
è venuto il momento di dire sì o no, accettare
il concepimento o rifiutarlo, perché Dio vuole persone
libere davanti a sé; non obbliga nessuno. È il
momento più cruciale della storia. San Bernardo pensando
a questo momento lo sente troppo lungo e dice a Maria: LAngelo
aspetta la tua risposta... Stiamo aspettando anche noi, rispondi.
E Maria si
aprì gioiosamente al volere di Dio. Ecco, io sono
la serva del Signore, si compia in me secondo la tua parola.
Gioiosamente: è necessario evidenziare che
Maria ha risposto con gioia. Lo esige il si compia,
perché le traduzioni non riescono a rendere questa sfumatura
del testo. Con il suo sì Colui che è la Parola
assume in Maria il suo essere umano. Ha inizio il nuovo e definitivo
popolo di Dio. Questo sì è uno spartiacque
della storia della salvezza.
Un servizio
superiore
Abbiamo letto un racconto di
vocazione. In esso Maria non appare solo come uno strumento di
Dio. Scorrendo il racconto, Maria emerge con tutta la sua personalità
e singolarità. È sempre una persona che ascolta,
riflette e cerca di capire; vuole vederci chiaro. Solo quando
comprende che Dio la chiama a essere Madre del Messia, discendente
di Davide e per questo figlio di Dio, Maria accetta in
piena libertà ed entra nella storia della salvezza non
solo come un personaggio paragonabile ai grandi personaggi del
passato ai quali pure fu affidata una missione particolare. Essa
è superiore a Mosè, il profeta per eccellenza,
la guida dellantico popolo di Dio, facendosi suo Salvatore.
Il servizio di Maria in un certo senso continua il servizio salvatore
degli antichi chiamati, ma li supera tutti. Essa è chiamata
a essere la Madre del Signore (Lc 1,43).
Preghiamo:
Maria, prendimi
per mano e portami da Gesù. Aiutami ad ascoltare e ad
accogliere con fede la Parola di Dio e fa sì che
io sappia riflettere come te sulla Parola affinché con
convinzione possa dire: Ecco sono il servo del Signore
si compia in me la parola che ho ascoltato. Maria, ti sento
come Mamma e come potente aiuto nei momenti difficili. Ma fa
che sappia anche cantare con gioia le bellezze della nostra fede
e gioire delle cose meravigliose della vita cristiana. Che la
mia vita cristiana sia sempre colma di fede, di speranza e di
carità. Amen!
Mario
Galizzi SDB
IMMAGINI:
1 Probabilmente la casa
di Maria poteva essere simile ad una di queste grotte che si
trovano allinterno della chiesa dellAnnunciazione
di Nazareth.
2 © Elledici / G. Schnoor - G. B.
Conti / Offrendo se stessa a Dio, Maria apre alluomo la
via della salvezza ed offre a Dio la possibilità di calarsi
nella travagliata storia delluomo.
3 La cosiddetta fontana
di Maria in una foto degli inizi del secolo scorso. Oggi il luogo
è immerso fra le case di Nazareth, ma un tempo si trovava
fuori dal centro abitato.
4 Scorcio della Basilica dellAnnunciazione
di Nazareth la cui cupola è costruita come un giglio capovolto.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-11
VISITA Nr. 