Spett. Forum,
Tempo
fa ho letto un articolo su Santa Teresa di Gesù Bambino.
Sono stata molto impressionata dalla sua figura fatta di molta
semplicità nella vita quotidiana, ma sostanziata di tanta
fede. Però accennava solo di passaggio alla sua devozione
alla Madonna. E' possibile sapere qualcosa di più su questo
argomento, così che io posso farmi un quadro più
completo di questa santa che mi è tanto cara? Grazie.
R.
Diliberto, Cagliari
PERCHE' TI AMO, O MARIA
19 ottobre 1997. Giovanni Paolo
II dichiara Santa Teresa di Gesù Bambino Dottore della
Chiesa. La neo laureata è la terza donna, dopo santa Teresa
dAvila e santa Caterina da Siena, ad essere insignita di
tale titolo. Questo significa che non solo la sua vita è
degna di essere imitata dai fedeli (infatti è santa) ma
anche i suoi insegnamenti e scritti sono riconosciuti dalla Chiesa
come sicuro e valido nutrimento spirituale per tutti nel proprio
itinerario a Dio.
Ogni santo e santa della Chiesa
(e quindi anche santa Teresa di Gesù Bambino) ha vissuto
lunico Vangelo in modo originale, sotto la guida ispiratrice
del medesimo Spirito. Lo stesso possiamo dire del loro rapporto
spirituale con Maria. Non cè santità autentica
senza una devozione a Maria, la madre di Gesù, il Salvatore
di tutti i credenti.
Paolo VI ha affermato il 24
aprile 1970 nel santuario della Madonna di Bonaria, a Cagliari:
«Se vogliamo essere
cristiani dobbiamo essere mariani». La neo dottore della Chiesa, Teresa, non fa
eccezione. Anchella ha vissuto e anche descritto il suo
rapporto filiale e devoto con la Madonna.
Il sorriso
di Maria su Teresa
Maggio 1897. La parabola terrena
di Teresa volge ormai al termine. Ancora pochi mesi (morirà
il 30 settembre) e volerà incontro al suo Sposo tanto
amato, Gesù. Forse presagendo la prossima fine, affida
ad una
composizione poetica dal titolo «Perché ti amo,
o Maria», il proprio testamento mariano. In questa lunga poesia di 200 versi
troviamo una vera sintesi della spiritualità mariana di
Teresa. Maria è per lei non tanto la regina, potente ma
inaccessibile, gloriosa ma lontana da risultare quasi estranea,
ma è soprattutto una Madre, la Madre di Gesù. La
maternità divina è il titolo più grande
e importante della Madonna. La Maria di Teresa è quella
che viene fuori dai vangeli «mortale e sofferente»
come noi, vicina ai suoi figli anche «deboli e peccatori»,
capace di «tacere
e di nascondersi»
umile donna tra le donne di Nazaret. Una Maria capace di «gioire
e di piangere», tutta occhi e sollecitudine materna come
a Cana, che si mescola alla povera gente che va ad ascoltare
suo Figlio, senza reclamare il privilegio della prima fila. Una
madre coraggiosa e fedele nel proprio amore e dedizione alla
causa del Figlio, fino a seguirlo ai piedi della croce. Nel proprio
dolore condivideva il suo dolore. Una madre molto terrena quindi,
vicina a noi nella vita di ogni giorno. Una madre premurosa non
una regina solenne, una sorella più che una sovrana. Una
come noi, ma nello stesso tempo ben più di noi: da amare
più che da ammirare. Da imitare e seguire nella nostra
vita, non solo da esaltare nelle celebrazioni e processioni.
Questa è la Maria di Nazaret che Teresa trova nei Vangeli.
Ella lha sentita vicina tutta la vita, cominciando dal
primo «sorriso» che ricevette dalla Madonna, nel
1883, quando era ancora bambina e malata. Si ritrovò guarita.
Maria le è stata vicina tutta la vita ma particolarmente
nella «notte oscura» che dovette attraversare e nella
malattia finale.
«Bisognerebbe
dire che Maria viveva di fede come noi»
Il Concilio Vaticano II raccomanda
di evitare due eccessi parlando della Madonna. I teologi e i
predicatori devono astenersi «da false esagerazioni e dalleccessiva
ristrettezza di spirito» (LG 67). Anche Teresa fece un
rimprovero ai predicatori del suo tempo (solo del suo?). Ella
affermava che tutte le prediche ascoltate lavevano lasciata
fredda, perché la Madonna così presentata non la
sentiva vicina alla propria vita. Scrisse infatti: «Perché
una predica sulla Vergine dia frutto, è necessario mostrare
la sua vita reale, così come il Vangelo ce la fa intravvedere
e non la sua supposta vita. Si capisce subito che la sua vita
reale, a Nazaret, e anche più tardi, dovette essere totalmente
ordinaria... bisognerebbe dire che essa viveva di fede come noi
e portare le prove tolte dal Vangelo...».
Teresa è certa inoltre che non si amerà mai abbastanza
la Madonna. Scrivendo alla cugina Maria Guerin, un po scrupolosa,
le dice: «Non
temere di amare troppo la Madonna: non lamerai mai abbastanza,
e Gesù ne sarebbe molto contento perché la Madonna
è sua madre».
Questa affermazione è in sintonia con quanto affermava
il santo Louis Grignion de Monfort. Questo grande teologo mariano
diceva ai «devoti scrupolosi» che temevano di dispiacere
a Gesù amando troppo la Madonna: non si ama mai abbastanza
Maria perché per Lei, in Lei e con Lei si ama Gesù.
Talvolta si è pensato o si pensa a Teresa di Gesù
Bambino e alla sua dottrina in termini di
«infantilismo
spirituale»,
di cose da e per bambini.
Si diceva che la sua «piccola via» o «via dellinfanzia
spirituale» (definizione questultima data dalla sorella
Pauline) non avessero radici o fondazioni sicure né bibliche
né teologiche.
Una dottrina
mariana biblica, cristologicaed esistenziale
La realtà è molto
diversa. Santa Teresa era innamorata della Scrittura. Nei suoi
scritti si trovano più di 1000 citazioni bibliche, sia
dellAntico Testamento sia del Nuovo. Teresa portava giorno
e notte il santo Vangelo sul cuore. Questo per lei era un segno
del suo amore a Gesù. Ed è proprio sul Vangelo
che lei basa la propria conoscenza, devozione e imitazione di
Maria. Nel rimprovero ai predicatori già citato, affermava
che devono rifarsi, nella loro predicazione, ai Vangeli e ai
passi che la riguardano direttamente. Le prove su Maria devono
essere tolte da quelle fonti. È qui che troviamo Maria
nella sua semplicità, piccolezza, povertà quotidiana.
Una Maria insomma «piccola e semplice» e per questo
imitabile da tutti.
Fortemente
cristologica è inoltre la sua dottrina mariana. Teresa è sempre stata guidata
e «nutrita» dalla certezza che Gesù lha
continuamente amata e personalmente. Affermava che la sua missione
in terra e in cielo era di «amare Gesù e di farlo
amare». Per Teresa Gesù era sempre al centro della
sua vita, delle sue aspirazioni, del suo amore. Maria era vista
sempre in rapporto con Lui (tutta relativa a Lui), in quanto
sua madre e in quanto è modello di amore e dedizione suprema
a Cristo.
Cè
un terzo aspetto della «dottrina mariana» di Teresa. Potremmo chiamarla esistenziale.
Alcuni aspetti sono già stati posti in risalto. Teresa
contempla la vita di Maria nella sua ordinarietà, fatta
di piccole cose quotidiane, faccende familiari e sociali da sbrigare.
Pensiamo a tutto quello che una mamma deve fare al e per il suo
bambino, e che Maria ha fatto per il bambino Gesù. I Vangeli
non dicono che Maria nella sua vita terrena abbia fatto miracoli
o azioni eclatanti, grandiose o sensazionali. Ha fatto invece
della propria vita quotidiana, feriale, lo strumento e il «materiale»
per la propria santificazione. Alla base di tutto cera
lamore totale a Dio e labbandono nelle sue mani,
nei momenti di luce e nelloscurità della fede.
Teresa ha effettivamente assimilato
questo esistere quotidiano (il «terribile quotidiano»
come qualche volta si dice), nellamore a Gesù, suo
sposo e a Maria, sua madre. Teresa è vissuta nel proprio
convento nel nascondimento, nel silenzio, nel compiere gli uffici
e le incombenze più umili: tutto fatto con un amore grande
e ordinariamente straordinario. Ha vissuto la propria esistenza
quotidiana o ferialità non con pena e fatica ma con grande
dedizione a Dio e al prossimo. Tutto per amore di Gesù e nel
ricordo e nella imitazione di Maria.
Ecco la sua santità e il suo messaggio per noi.
MARIO SCUDU sdb
VISITA Nr.
