Spett.le Forum,
sono un giovane di 24 anni cattolico sì ma praticante
non molto.
Alcuni mesi fa sono andato in chiesa
in un giorno feriale per accompagnare mia nonna che voleva dire
il rosario assieme al gruppo delle sue amiche e devote. Sono
rimasto (o meglio ho resistito) fino alla fine. Non l'avevo mai
'detto' in maniera completa. Tutte quelle Ave Maria ripetute
sempre uguali 50 volte
non è un'esagerazione? Dubito
che abbia senso anche per i giovani. O no? Vorrei sapere anche
l'origine dell'Ave Maria, e il suo significato globale, e perché
ha preso una importanza così grande per mia nonna e per
la chiesa tutta (penso che il rosario sia uguale in tutte le
chiese del mondo). Grazie. (V. Cardini, Siracusa).
Perché pregare
il Rosario?
In fondo la
domanda del nostro giovane lettore è proprio questa. In
un tempo come il nostro così denso e vivace, la preghiera
del Rosario non rischia forse di apparire un po' anacronistica?
Il dubbio è legittimo, ma non per questo giustificato.
La ripetizione lenta delle stesse parole ha un senso profondo
se lo si inquadra nella dimensione temporale dell'uomo il quale
ha bisogno di ripetere i gesti che fa per trovare certezze che
lo guidino nella vita. In fondo gran parte del nostro apprendimento
avviene tramite questa via: ripetere ciò che conosciamo.
Inoltre, è proprio la ripetizione che conferma e rassicura.
Il bambino da un lato vuole apprendere favole nuove, dall'altro
desidera che gli si raccontino le favole che già conosce
come mezzo preferenziale per apprendere a gestire il mondo che
lentamente conosce e scopre. È la ripetizione dei gesti
che costituisce l'uomo nel suo apparire al mondo. È la
ripetizione che fonda il rito e che dà certezza di appartenenza.
Qualunque ambito del vivere umana analizziamo, vedremo che alla
base di esso vi sono dei gesti abitudinari che infondono quella
sicurezza di cui siamo profondamente alla ricerca.
Ecco perché anche la ripetizione delle preghiere, e il
Rosario lo è per antonomasia, è via pedagogica
al nostro rapporto con Dio. Certo qui parliamo non della ripetizione
pura e semplice, della meccanica della parola, ma di quella ripetizione
che fa scendere nel profondo di noi stessi, esattamente come
fanno i buddisti che a iosa ripetono le stesse frasi fino a farle
diventare substrato del loro stesso inconscio. Questo substrato
poi, una volta consolidato, dirige le altre componenti immaginifiche
che suggono alla razionalità e dirigendole fornisce struttura
alla personalità. L'agire della ripetizione nel mondo
orientale ha proprio questo scopo. Non per nulla anche nelle
recenti innovazioni psicoterapeutiche si è venuta valorizzando
questa scoperta tanto antica ma sempre nuova della ripetizione
di un medesimo gesto o di una frase semplice che si fa spazio
nella mente e nel cuore del recitante.
a il Rosario è anche qualcosa di più è per
noi credenti, soprattutto un guardare a Gesù con gli occhi
di Maria. È una riscoperta del femminile che abita ciascun
essere umano come dimensione capace di generare vitalità
e personalità in un tempo in cui il femminile stesso è
offuscato nella sua essenza e disperso in rivoli cangianti che
poco rassicurano.
Contemplare
Cristo con Maria
La preghiera
del Rosario, ci dice il Papa, è uno strumento, una via
concreta - personale e della famiglia - per vivere con Gesù,
per "rimanere" con lui e la Madre sua in serena compagnia
e amicizia. La lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae"
è un documento di fondamentale importanza nel culto mariano.
Può essere considerato il testamento mariano di questo
Papa che ha fatto suo il cammino di Maria: "Totus Tuus".
È la fondazione teologica della preghiera a Maria in generale
e, per lo specifico del documento, del Rosario. Questa fondazione
teologica è sintetizzata soprattutto nel capitolo primo:
"Contemplare Cristo con Maria".
Il Rosario è preghiera estatica e contemplativa di Gesù.
Contemplare Gesù. Tutt'altro che semplice godimento estetico.
Contemplare il Signore Gesù è immergersi in lui.
Fare nostra la sua esistenza, il suo insondabile mistero di vita
e d'amore. Esserne impregnati. Il Rosario allora diventa preghiera
spiccatamente contemplativa. Preghiera che si alimenta ai misteri
della vita di Gesù e nello stesso tempo chiede un aiuto,
una intercessione alla Madre sua, Maria. Chiede a lei di raccontarci
tutti i "ricordi" di lui che sono impressi nel suo
cuore di Madre.
Conosciamo la povertà della nostra esistenza, la pigrizia
nell'accogliere il progetto di Dio su di noi, le distrazioni
e gli interessi che depistano le nostre giornate da Cristo. Maria,
con la preghiera del Rosario, ci richiama all'essenziale: "Fate
quello che vi dirà" (Gv 2,5). Commenta il Papa: ci
invita "a eseguire le disposizioni di Cristo" (RVM
14).
Il Rosario,
"preghiera di Gesù" occidentale
La "preghiera
di Gesù" è preghiera tipicamente orientale
(cf "I racconti del pellegrino russo" e altri testi
del genere). Essa consiste in una invocazione ripetuta lentamente,
a ritmo di respiro. È un'invocazione pregnante, ricca
di significato: "Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi
pietà di me".
Il Rosario può essere definito la "preghiera di Gesù"
del mondo occidentale. È un po' più complicata.
È, secondo le nostre caratteristiche, molto più
ricca di parole. I fratelli orientali, più mistici, riescono
a concentrarsi su poche parole
"L'Oriente e l'Occidente cristiano pregano con la corona
anche se le loro preghiere - ha scritto A. Riccardi - sono differenti.
In Oriente, la preghiera di Gesù e ripetitiva, ma esprime
la concentrazione del cuore. Il nostro Rosario esprime l'arte
della preghiera dell'Occidente, sperimentata nei secoli da tanta
parte del popolo cristiano".
La preghiera di Gesù richiede una certa calma, una notevole
distensione. È necessario acquisire dei ritmi che permettano
lo stato di preghiera. Così è anche per il Rosario.
Forse per arrivare a questo dovremmo, in un primo tempo, ridurre
le parole. Ripeterle lentamente. Assorbirle nel cuore.
Per noi i misteri del Rosario e l'"Ave, o Maria" -
questa ha il suo centro nella ripetizione soave del nome di Gesù:
"
del tuo seno Gesù" - sono gli strumenti
che concentrano i raggi di sole provenienti dalla vita di Cristo
e ci aiutano a scaldarci al fuoco del suo amore. Sono sintesi
e richiamo del messaggio di salvezza che egli ci ha consegnato.
Il Rosario è meditazione del mistero del suo amore. È
impregnare di Cristo il mondo e la nostra vita: "Per me
il vivere è Cristo" (Fil 1,21).
Il Rosario è dunque la catena d'amore che unisce tutti
coloro che amano Gesù e Maria. Di quanti vivono all'unisono
con la Chiesa.
I grani del Rosario rappresentano gli anelli tra Dio e gli uomini.
Tra ognuno di noi e i fratelli.
Il Rosario è forza d'amore, protezione contro il male,
annuncio di pace.
Il Rosario è preghiera della Madre di Cristo e nostra.
"Con l'Ave Maria - ha scritto Luigi Santucci - chiediamo
alla Madre di Dio di essere orante su tutte le nostre ore. Con
strategia a tutto cuore uniamo nell'invocazione il presente col
futuro: l'adesso, "nunc" (nicchia intima di urgenze,
dolori, pene e speranze); e il punto finale e definitivo, l'ora,
il passo, il trapasso per la porta, il momento terribile. Lei
può farlo. Anzi lo vuole fare, dopo essere stata vicina
a Cristo per coglierne l'ultimo respiro sul Calvario. Lo fa dal
cielo, dove Dio l'ha portata capolavoro della salvezza, glorificata
con Cristo".
Per tutto questo il Rosario diventa il respiro dell'anima, il
libro di preghiera dei semplici, il breviario dei poveri
Attraverso di esso tutti hanno accesso a Dio, a Cristo, a Maria
Al Paradiso.
Il Rosario è strumento impareggiabile di amore, di gioia,
di pace
di tutti i doni dello Spirito. Il Rosario fa bene
allo spirito e al cuore!
Il rosario fa bene al
cuore
Il Rosario,
prima d'essere una formula ripetitiva, è una preghiera,
un gesto d'amore. E l'amore non è mai monotono, per sua
natura è ripetitivo. Uno studio scientifico compartivo
sull'effetto del Rosario sui ritmi cardiovascolari automatici,
ha confermato il valore terapeutico del Rosario proprio per la
reiterazione della stessa preghiera e delle stesse parole. L'oggetto
di questo studio è stato così concepito: "Verificare
se le formule ritmiche come il Rosario
possano sincronizzarsi
e rinforzare gli intrinseci ritmi cardiovascolari e modificare
la sensibilità alla baroflessione". Le conclusioni
dello studio sono state: "Le formule ritmiche che implicano
sei respiri per minuto inducono effetti psicologici e probabilmente
fisiologici favorevoli". Non è il caso di sviluppare
in questo contesto l'analisi dello studio comparativo. Ad esso
hanno partecipato anche ricercatori italiani di Pavia e di Firenze.
La notizia sui giornali italiani è apparsa così:
"Una ricerca svela un potere terapeutico inaspettato sullo
scompenso cardiaco. La preghiera del Rosario regolarizza il battito
cardiaco e la pressione. Migliora l'ossigenazione del sangue
e la resistenza allo sforzo fisico". "Il Rosario (quello
canonico, in latino, che prevede la recitazione per tre volte
di 50 "Ave, o Maria") riduce gli atti respiratori a
6 al minuto contro i 14 della respirazione spontanea. Col Rosario
si verifica, in pratica, una sincronizzazione del respiro con
il ritmo del cuore e con quello della circolazione del sangue.
Un effetto che è senz'altro benefico: diversi studi hanno
dimostrato che se l'ossigenazione del sangue migliora, la pressione
si normalizza e la tolleranza all'esercizio fisico aumenta".
Sono indicazioni molto utili che ci possono confermare nell'utilizzo
di questo pratica popolare di preghiera che è il Rosario.
Anzi, le conclusioni più che positive ci devono indurre
a non tralasciarla mai, a farne uso più spesso quando
affanni, sofferenze
gioie quotidiane chiedono d'essere
condivise con Gesù e Maria.
La pratica del Rosario ha una parentela storica con pratiche
religiose degli Arabi, le quali, a loro volta, sono state apprese
dai monaci tibetani e dai maestri di yoga indiani. Queste grandi
religioni - induismo, buddismo, islam - hanno in comune anche
una fattispecie di "corona", una serie di grani tenuti
insieme da una cordicella. L'uso e il suo significato è
diverso.
Il Rosario,
"un raggio di sole e di speranza sulla nostra vita"
Il Rosario è dunque un aiuto, una possibilità in
più che ci viene offerta per star bene, per guarire. Che
la preghiera avesse questa capacità lo si sapeva per esperienza
vitale della Chiesa. Ora è confermato da verifiche scientifiche.
L'efficacia del Rosario trova fondamento nella ripetitività
della preghiera di Gesù. "La ripetizione meccanica
delle Ave Maria - ha scritto E.-H. Schillebeeckx - risveglia
verità salutari precedentemente acquisite, rimesta nelle
ceneri di una vita religiosa anteriore. Il rosario é un
prolungato atto di carità, con un andamento assai lento.
È un rapporto d'amicizia di cui l'anima, in certi momenti,
scopre il ricco contenuto (per esempio l'Annunciazione, la nascita
o la morte del Signore, ecc.) mentre continuiamo a sgranare senza
fatica le "poste" della corona".
La preghiera, ha sempre detto la Chiesa, ha una potenza positiva
esplosiva sulla salute psichica e fisica della persona, aumenta
le difese, rasserena, mette il cuore in pace con Dio e con i
fratelli.
Abbiamo bisogno di imparare a pregare. Non ne sappiamo mai abbastanza.
La preghiera del Rosario potrebbe e dovrebbe ridiventare il nostro
colloquio abituale con Maria per un motivo in più, per
mantenere la nostra salute fisica e psichica. Per ricuperarla...
Con Paolo VI, eleviamo il cuore a Maria e preghiamola di insegnarci
a pregare con lo stesso amore con cui lei ha amato Gesù.
Scrive: "Dobbiamo pregare la Madonna. Beati noi se siamo
fedeli a recitare la prece così popolare e splendida del
santo Rosario, che è come scandire il nostro respiro affettuoso
nell'invocazione: "Ave, Maria"; "Ave, Maria";
"Ave, Maria"
Fortunata la nostra esistenza se
si intreccia a questo serto di rose, a questa ghirlanda di lodi
a Maria, e ai misteri del suo Divin Figlio! Inoltre, insieme
con il Rosario, altre preghiere mariane la Chiesa pone sulle
nostre labbra. Non dovrebbe perciò mai passare una giornata
senza che, da parte di tutti i fedeli, si rivolga un saluto,
un pensiero alla Madonna, per attrarre in tal modo, un raggio
di sole e di speranza sulla nostra vita" (15.8.1964).
Il Rosario è un cammino di fede che ci apre la porta della
Gerusalemme celeste ove non c'è più né sofferenza
né morte, né fatica né pianto. Dove invece
c'è un posto preparato per ciascuno di noi. Una Madre
che ci attende per accompagnarci da Gesù suo Figlio e
dal Padre.
Il Rosario può essere una preghiera "da nulla".
Ma attraverso di esso si muove la storia. Perché in chi
ha in mano la corona e muove le labbra è presente lo Spirito
Santo. Quello stesso Spirito che ha reso gravido il grembo di
Maria. Dove c'è lo Spirito, dove opera lo Spirito Santo
si compiono sempre opere meravigliose. Strepitose. Lì
Gesù è generato nei cuori. Lì Cristo riversa
i tesori della Risurrezione, della redenzione.
"Pronuncia
il nome di Maria"
La Madonna
è veramente la via più facile, più bella
e sicura per giungere a Gesù! La preghiera del Rosario
è il colloquio del cuore. Ci guarisce dal male e dalla
superficialità. Ci fa intimi a Gesù e a Maria.
Contemplativi.
Negli anni passati un cimelio è andato ad arricchire il
tesoro della Basilica di sant'Antonio a Padova. È un manoscritto
di san Massimiliano Kolbe, il martire della carità di
Auschwitz. In esso è scritto: "Se il diavolo potesse
dire "Maria" l'inferno si cambierebbe in Paradiso.
Tu che ti trovi in difficoltà non disperare. Pronuncia
il nome di Maria".
San Bernardo di Chiaravalle, innamorato di Maria, ci è
di stimolo nell'amare Maria, nel crescere nella fiducia e nell'abbandono
nei riguardi di lei. Nel realizzare tutto quanto è racchiuso
come in un pacco dono nella preghiera del santo Rosario. Essa
è preghiera del cuore. Preghiera degli innamorati. E l'amore
trova sempre risposta presso Dio. Tutto quello che il santo dice
in relazione a Maria, lo possiamo dire del Rosario, preghiera
che lei ama. E lei l'ha chiesta più volte perché
sa che per mezzo di essa veniamo immersi nel mistero dell'incarnazione
di Gesù, della redenzione da lui operata e della vita
eterna. Attraverso il lieve mormorio delle "Ave, o Maria"
la mente e il cuore si aprono alla presenza di Dio. A Dio. Scrive
san Bernardo:
"O
chiunque tu sia,
che nel mare di questo mondo
ti senti come sballottato in mezzo alla tempesta,
se non vuoi essere sommerso dalle onde,
non distogliere lo sguardo dal fulgore di questa Stella.
Se insorgono i venti delle tentazioni,
se vai contro gli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria!
Se, turbato dal pensiero delle tue colpe,
stai per lasciarti vincere dalla tristezza,
e sei per cadere nell'abisso della disperazione,
pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi,
pensa a Maria, invoca Maria.
Seguendo lei, non devierai;
invocandola, non ti smarrirai;
pensando a lei, non peccherai;
tenendoti stretto a lei, non cadrai;
affidandoti a lei, più nulla temerai.
Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera,
sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata".
Concludo con
un'altra preghiera che offro alla meditazione non solo del nostro
giovane lettore ma a tutti coloro che attraversando questo nostro
tempo affascinante e nello stesso tempo inquietante cercano nel
Rosario la pace del cuore:
Regina del santissimo
Rosario
in quest'epoca di indifferenza religiosa,
di insicurezza umana e vocazionale,
mostra la tua potenza e dal tuo trono,
da cui dispensi perdono e grazie,
volgi uno sguardo misericordioso
sulla Chiesa del tuo Figlio.
Impetra sull'umanità il tempo del perdono,
e ottieni per noi,
che meschini esseri umani
ci presentiamo davanti a te,
le grazie di cui abbiamo bisogno
per rispondere con amore
all'amore che Gesù riversa nei nostri cuori,
e per vivere in rettitudine e santità
ogni giorno della nostra vita.
Insieme ai fedeli cristiani di tutto il mondo,
con i grani della corona ti preghiamo
e ti rendiamo onore e lode
come "Regina del santo Rosario",
"causa della nostra letizia".
Amen.
GIUSEPPE
PELIZZA SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004
VISITA Nr. 