NEW AGE,
SPIRITUALITA' CRISTIANA E SPIRITUALITA MARIANA


Spett. Forum,
Vorrei qualche chiarimento, se possibile, sui termini spiritualità, spiritualità cristiana (e mariana). Questo perché la parola spiritualità l'ho trovata anche in un articolo che accennava alla New Age, che mi pare la Chiesa non approva. Hanno lo stesso significato? Grazie. - G. Poerio - Reggio C
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Ha scritto Paul Claudel : " Posti tra Dio e la terra, occorre che rispondiamo alla chiamata dell'uno e dall'altra , occorre che apriamo tra l'uno e l'altra i canali, le vie tramite le quali la misericordia va incontro alla giustizia" . Siamo posti 'tra Dio e la terra'. E' questa un'intuizione profonda e in sintonia con la visione dell'antropologia cristiana. L'uomo è l'essere delle due appartenenze (a Dio e al mondo, delle due città (la città di Dio e quella dell'uomo), dei due piani del proprio agire e pensare (orizzontale e verticale), e anche dei due livelli di vita: quella terrena prima seguita da quella celeste. Questo significa che la visione della vita umana può essere o 'materialista' (non c'è alcun orizzonte che va oltre la materia), o una visione 'spiritualista', che ammette cioè qualche forma di soprannaturale. Qui si collocano tutte le religioni, e anche certe filosofie che postulano nei loro sistemi Enti o Esseri supremi. Oggi sempre più si reagisce contro la visione troppo orizzontale della vita: ci si è accorti che non bisogna cercare solo i 'perchè tecnici' o materiali (e qui la maestra è la tecnologia), ma l'uomo deve trovare risposte più profonde, i 'perchè ultimi'. Usando una frase biblica possiamo dire che 'non di solo pane vive l'uomo' (non di solo tecnologia) cioè di cose materiali, ma l'uomo ha bisogno anche del 'pane spirituale' (richiesta di 'teologia'). L'uomo moderno che ha tutto per soddisfare i bisogni materiali, si accorge che spesso gli manca l'essenziale: la risposta al perché ultimo: la soluzione dell'enigma della morte, e se c'è un seguito Si cerca la risposta o meglio le risposte un po' dappertutto: non solo nelle religioni tradizionali, ma anche nelle varie sette, nei movimenti esoterici, in varie teorie o tecniche per raggiungere la pace con se stessi e con l'universo, in vari movimenti spirituali o neo spirituali, neo mistici come la New Age (talvolta chiamata Next Age).
Alcuni anni un noto settimanale italiano, in preparazione al Natale, scriveva in copertina: "Trionfa la nuova spiritualità. Dalla chiesa alla New Age. Metodi (ed indirizzi) per ritrovare se stessi". E' un vecchio problema: l'uomo che cerca risposte sul proprio essere uomo. Balza qui agli occhi l'uso improprio della parola 'spiritualità'. Essa di per sé rimanda al rapporto tra l'uomo e la divinità, tra l'essere umano e Dio, inteso come essere spirituale, come essere trascendente l'uomo stesso. In questo rapporto è il mio 'io' che si pone di fronte a Dio, in atteggiamento di ascolto, di sottomissione, di lasciarsi guidare.
Ben diverso è quello che troviamo nelle cosiddette 'nuove forme di spiritualità' e anche nella New Age. In queste forme di neomisticismo l'io è considerato l'autorità finale, sia rispetto alla pratica religiosa sia rispetto ad un credo già strutturato, come nel Cristianesimo. Siamo di fronte alla religione 'fai-da-te', alla religione senza Dio, fatta su misura del proprio 'io' e dei proprio bisogni da soddisfare. Si potrebbe cambiare il primo dei Comandamenti in "Non avrai altro dio che il tuo io". Un noto scrittore italiano, Vittorio Messori, ha detto in un intervista: "L'uomo post moderno cerca prima di tutto una spiritualità confortevole, una religione che offra tecniche di consolazione senza chiedere nulla in cambio". Una tecnica per ritrovare se stessi appunto, per superare la propria angoscia esistenziale. Non si può certo parlare quindi di spiritualità, o di religione nel senso che comunemente è usata la parola. Il significato di spiritualità in campo cristiano è ben diversa da quello della New Age.

Spiritualità cristiana: una vita guidati dallo Spirito

La parola spiritualità prima di essere più propriamente una categoria teologica, è una categoria antropologica. Ha un riferimento all'uomo in quanto uomo, in quanto essere cosciente, libero, e si mette in risalto il suo 'spirito' come centro animante e motivante il suo agire. In questo caso la parola significa : "L'atteggiamento fondamentale, pratico ed esistenziale di un uomo...come espressione della sua interpretazione eticamente impegnata della esistenza" (H.U. von Balthasar). Esistenza che può quindi essere guidata dalla spiritualità dell'amore (atteggiamento interiore contemplativo), dell'azione o prassi (atteggiamento dinamico di impegno fattivo 'rivoluzionario'), o spiritualità dell'indifferenza (santa), o imperturbabilità (spiritualità stoica, buddista, hinduista, di una certa mistica tedesca, e anche del 'Nada te turbe' di Santa Teresa).
Ha scritto il teologo A. Amato: "La spiritualità umana diventa cristiana quando si misura con la persona e l'opera di Cristo e la lui attinge ispirazione, forza e armonia" . La fede cristiana si misura nella profondità del rapporto interpersonale con il Cristo, come il fondamentale 'Determinante' l'esistenza del discepolo. Perciò la spiritualità è cristiana nella misura in cui si rapporta a Cristo. Gesù non è un archetipo concettuale e astratto ma un modello unico, il centro dinamico, totalizzante e unificante dell'intera esistenza di fede, speranza e amore. "Spiritualità cristiana - scrive ancora A. Amato - è quindi l'esperienza dell'azione salvifica dello Spirito Santo nei cristiani e la loro configurazione a Cristo nella comunità ecclesiale, tempio dello Spirito Santo. Essa è dono e compito, grazia e impegno esperienza mai compiuta ma sempre aperta al compimento nella storia delle persone e della comunità " . Si pongono quindi in risalto i dati fondamentali: Cristo come colui che 'determina' esistenzialmente il proprio discepolo, lo configura a sé, attraverso l'attore principale o agente primario di ogni santificazione, lo Spirito santo, in un contesto sociale o ecclesiale. Ma in questa configurazione a Cristo, o processo di 'cristificazione' nello Spirito Santo, ci deve essere la cooperazione del singolo che dice di sì a questa azione dello Spirito di Dio, liberamente e fattivamente. Il nostro io c'è e lavora. E' libero di dire sì o no a Dio. Non è però lui a determinare la meta di questo lavoro spirituale (la configurazione a Cristo), e non è lui che determina la metodologia di questo processo: ritrovare e salvare se stessi nel "camminare secondo lo Spirito", "nel lasciarsi guidare da Lui" (Gal 5,25), portando nella propria esistenza i suoi frutti (Gal 5,22 : "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé') e non i frutti della 'carne" (Gal 5,19).
L' Esortazione Apostolica 'Christifideles laici' dà di spiritualità ( o 'vissuto spirituale cristiano') una definizione più articolata. Scrive nel n. 16: "La vita secondo lo Spirito, il cui frutto è la santificazione (Rm 6,22; Gal 5,22) suscita ed esige da tutti e da ciascun battezzato la sequela e l'imitazione di Gesù Cristo, nell'accoglienza delle sue beatitudini, nell'ascolto della Parola di Dio, nella consapevolezza e attiva partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, nella preghiera individuale, familiare e comunitaria, nella fame e nella sete di giustizia, nella pratica del comandamento dell'amore in tutte le circostanze della vita e nel servizio ai fratelli, specialmente se piccoli, poveri e sofferenti".
Come si vede siamo ben lontani dal concetto di spiritualità dei nuovi movimenti neomistici, e segnatamente della New Age.

Spiritualità mariana: Una vita cristiana guidata dallo Spirito imitando Maria

Ripercorrendo la storia della Chiesa ci si accorge della ricchezza spirituale e spiritualità originali di cui è stata arricchita lungo i secoli. Tutto questo è avvenuto dentro un' unica spiritualità cristiana. Ma all'interno del cristianesimo abbiamo molte spiritualità originali: la spiritualità benedettina, francescana, carmelitana, ignaziana e una delle ultime arrivate quella salesiana di Don Bosco. Esse sono tutte modalità diverse di vivere lo stesso vangelo, sotto l'azione dello stesso Spirito. Ma esiste anche una spiritualità mariana? Una domanda non da poco, che ha alimentato fiumi di discussioni e anche di polemiche, non solo nel passato. Oggi si risponde affermativamente. Si può e si deve parlare di spiritualità mariana. Essa esiste e si pone ad un livello diverso dalle altre spiritualità elencate prima che originano tutte dall'esperienza di 'vita nello Spirito' dei vari santi. C'è anche l'esperienza spirituale di Maria di Nazaret: anche lei ha avuto una modalità originalissima di vivere nello Spirito Santo il suo cammino a Dio. E' significativo il fatto che la Chiesa chiami Maria, la Santissima Madre di Gesù. Gli altri grandi fondatori e iniziatori di spiritualità originali lungo la storia sono semplicemente dei santi. Come dire: la spiritualità mariana non è una delle tante. Perché Maria non è una delle tante sante, ma colei che chiamiamo santissima. Questo per il semplice 'fatto' che Maria è la Madre di Gesù, il nostro unico Salvatore. Quindi lei è intimamente e profondamente legate all'opera della redenzione del Figlio suo. Si tratta anche, come scrive il teologo G. Gozzelino, "dell'associazione di Maria alla redenzione soggettiva e dunque all'opera dello Spirito Santo; associazione che si distingue da quella degli altri santi perché più intensa ed universale di qualsiasi altra. La Madonna alimenta in modo incomparabile la generazione di Gesù in ogni creatura vivente. La sua venerazione ha la stessa motivazione di quella dei santi, ma si impone su tutte, per importanza ed esigenza di universalità, in ragione del suo essere l'apice della santità del popolo di Dio" ( Maria nella fede e nella vita della chiesa, 1987).
Non sarebbe saggio ma possiamo fare a meno delle varie spiritualità riferite precedentemente, ma non di quella mariana. Il papa Paolo VI affermava nel 1970 nel santuario di nostra Signora di Bonaria, a Cagliari: " Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui conduce". Molto bella l'espressione del papa 'Maria apre a noi la via che conduce a Lui' a Cristo, che solo è Verità, Vita e Via al Padre. Maria figura quindi al servizio di Cristo, suo Figlio, e la sua funzione fondamentale è quella di portarci a Gesù e di aiutarci a seguire e imitare Lui, pregando e imitando lei stessa.
Non possiamo andare a Dio da soli. Non c'è nemmeno una via fai-da-te. Il passaggio all'altra riva, quella di Dio e del suo mondo, non è raggiungibile solo con le forze umane. Abbiamo bisogno di un 'ponte'. E' una metafora, quella del ponte, presente nel Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena. Ci sono tanti 'ponti' diversi per dimensioni, fama, funzionalità. Tutti sono utili ad aiutare nel passaggio all'altra riva, o meglio ad essere in grado di imboccare il vero 'ponte di Dio' che è Cristo-Via-a-Dio. E la spiritualità mariana dove si colloca? Alla luce di quello che si diceva prima non può essere visto come uno dei tanti 'ponti' per andare a Cristo. Esso farebbe parte invece della stessa struttura portante del vero 'ponte di Dio' che è Cristo. Questo perché, come dice Von Balthasar, la spiritualità mariana è fondamentalmente spiritualità ecclesiale, e come tale, è antecedente ad ogni differenziazione intra ecclesiale (art. cit., p. 83). La spiritualità mariana all'interno del cristianesimo non è un 'optional' : essa è radicata, legata all'essenza stessa della spiritualità della chiesa e dunque alla spiritualità cristiana. "Più che ad un rapporto episodico e superficiale, la spiritualità mariana viene vista come 'una coincidenza permanente, intima e unificante tra il cristiano e Maria sotto l'influsso dello Spirito Santo" (in Amato, p. 8). Quindi si va 'al Padre per Cristo nello Spirito imitando Maria'.
Che definizione diamo dunque di spiritualità mariana? Essa è l'esperienza della propria esistenza vissuta nel nome di Cristo, sotto l'influsso dello Spirito Santo, unificata dal continuo riferimento a Maria. La spiritualità mariana risulta così nient'altro che la spiritualità cristiana, accettata e vissuta nel nome del Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Con una aggiunta: la presenza costante e significativa della Madre di Gesù. La spiritualità mariana è l'esperienza della configurazione a Cristo secondo l'esempio e con l'aiuto di Maria, imitando il suo itinerario di fede. Ella come Madre della Chiesa e di ciascun in particolare si pone come colei che addita la via per andare a Cristo, il salvatore . Riprendendo la metafora del ponte di Santa Caterina, la spiritualità mariana non è un nuovo ponte oltre a quello di Cristo, ma fa parte dello stesso ed unico ponte al Padre che è Cristo. La distinzione non riguarda il contenuto ma l'accentuazione e il riferimento costante alla vita di fede di Maria, che rimane il modello superiore a quello di tutti i santi. Se per andare a Dio dobbiamo attraversare il ponte-Cristo, Maria, esperta di Cristo, è la più indicata a guidarci (la Vergine Odigitria, cioè che indica la via) nell'attraversamento, tenendoci maternamente per mano.
Concludo con un pensiero del neo beato (2003) Don Giacomo Alberione, un grande devoto della Madonna, come del resto tutti i santi. Volendo far capire come la devozione a Maria ha un ruolo importantissimo nella nostra santificazione, Don Alberione si chiedeva: "Perché solo poche anime arrivano alla pienezza dell'età di Cristo, cioè alla santità? Perché - rispondeva - la devozione a Maria non è abbastanza formulata (cioè fondata) e formata nei cuori. Per la vita cristiana, la devozione a Maria è cosa essenziale e fondamentale. Due aggettivi che dicono tutto". La nostra reale spiritualità cristiana si misura anche sulla consistenza della nostra spiritualità mariana.
                                                                       
                        MARIO SCUDU SDB


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