MARIA,'SPOSA
DELLO SPIRITO SANTO'?
Spett. Forum,
ho partecipato
tempo fa con la pia parrocchia ad un pellegrinaggio al santuario
di Pompei. E' stato molto bello e spiritualmente rinfrescante.
Durante l'omelia il padre predicatore ha usato alcune volte la
definizione ' Maria, Sposa dello Spirito Santo'. Confesso che
l'espressione non mi è piaciuta forse perché non
l'ho capita nel suo significato profondo. Potrei avere qualche
spiegazione ? Grazie.
Giacinto
Giordano - Napoli
Nella tradizione teologica e devozionale cristiana l'attribuzione
a Maria Santissima del titolo "sposa dello Spirito Santo"
è presente, ma risulta relativamente rara e piuttosto
tardiva. Pare che il primo ad invocarla con questo titolo sia
stato san Francesco di Assisi, che in una sua preghiera dice
alla Madonna: "Santa Madre vergine, non è mai nata
al mondo una tra le donne simile a te, figlia ed ancella dell'altissimo
Re e Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù
Cristo, sposa dello Spirito Santo". A lui fecero seguito,
nel chiamarla così, san Lorenzo da Brindisi e san Roberto
Bellarmino nel sec. XVII, san Luigi M. Grignion de Montfort e
sant'Alfonso M.de Liguori nel sec. XVIII, e san Massimiliano
Kolbe ed altri teologi nel sec. XX. Ma il titolo non ha mai conosciuto
una larga diffusione. Non si trova ad esempio nelle litanie lauretane,
che gli preferiscono l'invocazione "Tempio dello Spirito
Santo". Né in quelle domenicane, che fanno altrettanto.
Che cosa vuol dire questa qualifica di Maria? Una prima indicazione
viene dalla sua base biblica più immediata, il testo di
Luca che riporta le parole dell'Angelo: "Lo Spirito Santo
scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra
la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà
dunque santo e chiamato Figlio di Dio" (Lc 1, 35). Come
una sposa è resa feconda dalla comunione con lo sposo,
così la Madonna ha generato Gesù in forza dello
Spirito Santo. Ma allora l'effusione dello Spirito su Maria viene
ad essere una sorta di parallelo, del tutto trascendente, di
quanto ordinariamente viene dato dall'uomo alla donna. Naturalmente,
si tratta soltanto di una similitudine, sufficiente a consentire
la qualificazione del rapporto Maria e Spirito Santo in termini
per l'appunto di sponsalità, ma tanto distante da una
equivalenza quanto l'Infinito (lo Spirito Santo) supera il finito
(un semplice uomo, come lo sposo Giuseppe). E ciò che
si vuole richiamare è la concezione verginale. Da non
confondere, si badi, con la concezione immacolata della Madonna,
che infatti riguarda il venire all'esistenza di lei, mentre quest'altra
concerne il venire all'esistenza di Gesù, del quale già
prospetta l'assoluta irriducibilità alla condizione di
una semplice creatura.
Una seconda indicazione viene dal collegamento fede e Spirito
Santo. Nella accezione biblica, il significato, non unico ma
certamente più importante, della parola "fede"
è quello della accettazione incondizionata della offerta
che Dio fa di Se stesso agli uomini. Questa accettazione, che
trasforma chi la compie in un vaso di elezione ripieno della
vitalità e della gioia di Dio, è ciò che
Dio vuole e per la quale ha creato gli uomini, è il contenuto
concreto della "Sua volontà", che quindi non
è affatto da temere, ma al contrario, come insegna il
"Padre nostro", da desiderare ed implorare con tutte
le forze. Essa però non si può compiere se non
nella forza dello Spirito Santo (cf Rm 5,5;8,26): sicché,
per usare il linguaggio biblico, è necessario premetterle
la volontà di diventare "una carne sola", una
unità indissolubile, con lo Spirito Santo. Elisabetta
definisce la Madonna come "colei che ha creduto nell'adempimento
delle parole del Signore" (cf Lc 1, 45), come la donna della
fede perfetta, del perfetto essere "una carne sola"
con lo Spirito. Dunque in tal senso Maria può essere detta
"sposa dello Spirito Santo". Ed il titolo, sempre in
tale prospettiva, viene a designare l'incomparabile verità
e purezza della fede che è propria della Santa Vergine
Maria.
Un terzo significato riguarda infine il ruolo di Maria quale
madre "spirituale" di tutti gli uomini, in particolare
(come sottolinea il titolo "Madre della Chiesa") dei
cristiani. Come è noto, la base biblica, non affatto unica
ma più immediata, di questa sua maternità universale,
è il brano di Gv 19, 26-27 in cui si legge di Gesù
che affida a Maria il compito di essere la "madre"
del discepolo Giovanni, simbolo della totalità degli uomini.
Rispetto a Gesù, la Santa Vergine è madre fisica
e "spirituale", rispetto a noi è madre "spirituale".
Ma che vuol dire "spirituale", se non appunto "per
opera dello Spirito Santo"? E dunque, "sposa dello
Spirito Santo" significa altre due cose. Prima di tutto,
che Maria è davvero madre anche di noi, "feconda
rispetto a noi", sicché è perfettamente giusto
ricorrere al suo patrocinio. E poi, che ciò che le permette
di essere tale è il suo fare "una carne sola"
con lo Spirito Santo. Dal che consegue che anche la nostra fecondità
dipende dal tasso della nostra docilità allo Spirito (in
concreto, dal tasso della nostra preghiera).
Questa terza ed ultima indicazione risulta particolarmente preziosa
in rapporto al dialogo ecumenico. Tra le riserve più ricorrente
rivolti alla Chiesa cattolica dalle Chiese orientali ortodosse
c'è infatti l'accusa di una insufficiente valorizzazione
del ruolo dello Spirito Santo. E tra le contestazioni più
frequentemente mosse dal protestantesimo c'è il rimprovero
dell'aver messo la Madonna al posto dello Spirito Santo dicendola
soccorritrice, ausiliatrice, consigliera ("Madre del Buon
Consiglio"), addirittura mediatrice e corredentrice, ecc.,
mentre tale è solo lo Spirito Santo. Ebbene, se si comprende
che Maria è madre, tanto di Gesù quanto degli uomini,
e possiede tutte le altre qualità, solo in forza dello
Spirito, basterà sottolinearlo, come per l'appunto si
propone di fare l'invocazione "sposa dello Spirito Santo",
per ottenere il doppio effetto sia di dare pieno risalto allo
Spirito, e sia di chiarire che le qualità dello Spirito
attribuite a Maria lungi dall'essere un furto operato a Suo danno
sono la semplice conferma della verità della Sua effusione
su di lei. Giacché lo Spirito sta alle creature come la
luce sorgiva sta ad una luce riflessa: non accantona né
viene accantonato, bensì abilita e sostenta, manifestandosi
quale Potenza che comunica potenza. In realtà, non l'attribuzione
ma la negazione a Maria delle qualità espresse da quei
titoli toglie qualcosa allo Spirito: perché Lo degrada
al rango di un artista incapace di trasfondere la propria ricchezza
di ispirazione in opere distinte da lui.
Resta vero, peraltro, che il titolo "sposa dello Spirito
Santo" non comporta solo i vistosi vantaggi fin qui prospettati
ma anche delle complicazioni che converrebbe evitare. Intanto,
ben più frequente risulta il titolo "sposa del Padre",
più che legittimo se si pensa che Gesù è
il Figlio Unigenito di Dio e il figlio di Maria. E poi, la tradizione,
soprattutto patristica, si è spesso servita del titolo
"sponsa Verbi", sposa del Verbo, quale espressione
dell'indissolubile unità di Maria con Gesù. Ma
allora, visto che tutte e ciascuna di queste attribuzioni dispone
di buone giustificazioni, diventa inevitabile chiedersi di chi
la Madonna sia effettivamente sposa: se del Padre, o del Verbo,
o dello Spirito Santo, o magari di tutti e tre e dunque della
Trinità considerata nel suo insieme.
Molto dipende dal non dimenticare che il linguaggio nuziale qui
adottato è e rimante un linguaggio figurato, da non irrigidire
oltre misura. Come si è già detto, qualunque categoria
umana utilizzata in rapporto alla designazione del Trascendente
si riduce a poco più di un balbettio.
Neppure però è priva di senso e verità.
Per questo si può suggerire, in chiusura, di evitare di
trovarsi costretti a lunghe e complesse spiegazioni semplicemente
tornando, con una opportuna modifica, alla già citata
preghiera di san Francisco di Assisi. Visto che lo Spirito Santo
nel seno della Trinità è la verità del vincolo
d'amore che lega il Padre e il Figlio, si chiami Maria, quale
è realmente, figlia del Padre, madre del Figlio incarnato,
e sposa nello Spirito anziché "dello" Spirito.
E tutto il positivo illustrato a proposito di questo ultimo titolo
verrà ripreso senza gli incagli che ne appesantiscono
l'utilizzazione.
GIORGIO GOZZELINO SDB
VISITA Nr. 