Molti lettori ci chiedono perché
i Vangeli non parlano di nessuna apparizione di Gesù risorto
a sua Madre.
Lasciamo la risposta ad un autore bizantino del
secolo IX e al tanto ricordato vescovo di Molfetta, Mons. Tonino
Bello.
Così prega Maria
Un celebre autore bizantino
del secolo IX, Giorgio di Nicomedia, nellomelia
del Sabato Santo, presenta la Vergine-Madre accanto al sepolcro
in trepida attesa della risurrezione del Figlio. Mentre infittiscono
le tenebre sui cuori, nellanima della Madre inizia pian
piano, come luce mattutina, lalba della risurrezione e
così essa gli parla:
Signore, nella natura divina,
impassibile tu sei e immortale,
ma come uomo
hai sofferto nella nostra natura;
e ora giaci nel grembo della terra,
tu che non lasci il seno del Padre...
Risorgi col corpo,
tu che non puoi essere imprigionato
nella divinità.
Risvègliati, dunque,
tu che insonne vegli nei secoli!
Lèvati, e ti circondi con lodi
lassemblea dei popoli...
Che anchio veda il volto bramato
del mio desideratissimo Signore;
che dal Figlio divino contempli
la sovrumana bellezza,
e veda sorgere la gloria del Dio glorificato.
Che possa riascoltare la sua voce
che pronuncia parole soavi
e piene di grazia.
Come nel nascere recasti alla Madre
per prima la gioia,
così apparile ad annunciarle per prima
il gaudio della tua risurrezione.
Appari, tu che sempre rimani con lei,
serbandola invincibile.
Mentre la Vergine esperta di
Dio così inneggia e implora, il Figlio le svela lo splendore
della risurrezione; e poiché è dovere onorare la
Madre, lonora con la sua prima apparizione. Era giusto
infatti che per prima accogliesse la gioia del mondo colei che
a noi fu causa della pienezza del gaudio: lei, cui vennero affidati
i misteri celesti; lei, che nella passione di Cristo fu trapassata
da innumerevoli spade. Era giusto che, come ebbe parte ai patimenti
del Figlio, ne pregustasse la gioia divina. O Signora, che per
prima lhai visto ed annunziato, svela anche ai nostri cuori
il fulgore di Cristo, nostra dolcissima luce! A lui la gloria,
lonore e il rendimento di grazie, col Padre e con lo Spirito
Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli. Amen!
Giorgio di Nicomedia Vescovo
La donna
del terzo giorno
Molti si chiedono sorpresi
perché mai il Vangelo, mentre ci parla di Gesù
apparso nel giorno di Pasqua a tantissime persone, come la Maddalena,
le pie donne e i discepoli, non ci riporti, invece, alcuna apparizione
alla Madre da parte del Figlio risorto.
Io una risposta ce lavrei: perché non cera
bisogno!
Non cera bisogno, cioè, che Gesù apparisse
a Maria, perché lei, lunica fu presente alla Risurrezione.
I teologi, per la verità, ci dicono che questo evento
fu sottratto agli occhi di tutti, si svolse nelle insondabili
profondità del mistero, e, nel suo attuarsi storico, non
ebbe alcun testimone. Io penso, però, che uneccezione
ci fu: Maria, lunica, dovette essere presente a questa
peripezia suprema della storia.
Come fu presente, lunica, al momento dellincarnazione
del Verbo.
Come fu presente, lunica, alluscita di lui dal suo
grembo verginale di carne. E divenne la donna del primo sguardo
su Dio fatto uomo.
Così dovette essere presente, lunica, alluscita
di lui dal grembo verginale di pietra: il sepolcro nel
quale nessuno era stato ancora deposto. E divenne la donna
del primo sguardo delluomo fatto Dio.
Gli altri furono testimoni del Risorto. Lei, della
Risurrezione.
Del resto, se il legame di Maria con Gesù fu così
stretto che ne ha condiviso tutta lesperienza redentrice,
è impensabile che la Risurrezione, momento vertice della
salvezza, labbia vista dissociata dal Figlio.
Sarebbe lunica assenza: e resterebbe, per di più,
unassenza stranamente ingiustificata.
Santa Maria, donna del terzo giorno, destaci dal sonno della
roccia. E lannuncio che è Pasqua pure per noi, vieni
a portarcelo tu, nel cuore della notte.
Non aspettare i chiarori dellalba. Non attendere che le
donne vengano con gli unguenti. Vieni prima tu, coi riflessi
del Risorto negli occhi e con i profumi della tua testimonianza
diretta.
Quando le altre Marie arriveranno nel giardino, con i piedi umidi
di rugiada, ci trovino già desti e sappiano di essere
state precedute da te, lunica spettatrice del duello tra
la vita e la morte. La nostra non è mancanza di fiducia
nelle loro parole. Ma ci sentiamo così addosso i tentacoli
della morte, che la loro testimonianza non ci basta. Esse hanno
visto, sì, il trionfo del vincitore. Ma non hanno sperimentato
la sconfitta dellavversario. Solo tu ci puoi assicurare
che la morte è stata uccisa davvero, perché lhai
vista esaminare a terra.
Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che,
nonostante tutto, la morte non avrà più presa su
di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati.
Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari.
Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli.
Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie
contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine,
la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E
che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze
e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole
della primavera.
Santa Maria, donna del terzo giorno, strappaci dal volto il sudario
della disperazione e arrotola per sempre, in un angolo, le bende
del nostro peccato.
A dispetto della mancanza di lavoro, di case, di pane, confortaci
col vino nuovo della gioia e con gli azimi pasquali della solidarietà.
Donaci un po di pace. Impediscici di intingere il boccone
traditore nel piatto delle erbe amare. Liberaci dal bacio della
vigliaccheria. Preservaci dallegoismo.
E regalaci la speranza che, quando verrà il momento della
sfida decisiva, anche per noi
come per Gesù, tu possa essere larbitra che, il
terzo giorno, omologherà finalmente la nostra vittoria.
Mons. Tonino
Bello
IMMAGINE:
Apparizione di Cristo a sua Madre -
El Greco - Museo della Cattedrale - Toledo
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE,
2000-4
VISITA Nr. 