LA VISITAZIONE DI MARIA La festa della Visitazione, che il calendario
liturgico pone allultimo giorno di maggio, vuole essere
quasi un riepilogo degli insegnamenti che Maria ci ha offerti
lungo tutto il mese a Lei dedicato.
Maria ci insegna la fede. Il cantico profetico di Elisabetta
piena di Spirito Santo, si apre con una benedizione
che anche noi ripetiamo nellAve Maria: Benedetta
tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo, e
prosegue con una beatitudine, la prima del Vangelo: Beata
te che hai creduto. Ha creduto al progetto di Dio che langelo
le aveva annunziato. Maria non è beata perché la
vita le ha risparmiato la croce: sappiamo quanto ha dovuto soffrire.
Non è beata perché le è stata risparmiata
la fatica del credere, anzi: per lei credere è stato certamente
più difficile che per noi. Maria ha creduto con
una particolare fatica del cuore, ha scritto Giovanni Paolo
nella Redemptoris mater. Maria è beata perché
ha creduto che era stata scelta per essere la Madre del Figlio
di Dio incarnato per essere il Salvatore del mondo.
Questa capacità di credere alle meraviglie di Dio, è
una delle caratteristiche della vera fede. Noi siamo disponibili
a credere quando le cose che Dio dispone superano ogni visione
umana?
Maria ci insegna la carità fattiva, il vero amore del
prossimo, lumile servizio per aiutare gli altri. Il racconto
evangelico ci dice che, subito dopo lannuncio dellangelo,
Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta
una città della Giudea, dove abitava la sua anziana cugina
Elisabetta, prossima a diventare madre (cf Lc 1,39-40).
Riflettiamo: tutto quello che poteva sembrare importante per
Maria, dopo lannuncio dellangelo, passa per lei in
secondo piano, rispetto alla carità. Aveva appena detto:
Eccomi, sono la serva del Signore, ma sa che non
si può separare il servizio a Dio da quello dei fratelli.

Maria è tempestiva nel suo aiuto. Il Vangelo dice che
va in fretta; era un cammino né facile, né
breve: tra Nazaret ed Ain Karim, un paese tra i monti, dove abitava
Elisabetta, ci sono più di 100 km. Eppure Maria va in
fretta: è impaziente di aiutare la sua cugina e di portare
a lei per prima lannuncio che i tempi nuovi sono iniziati,
impaziente di portare Gesù.
Vedete che la fede di Maria si traduce nelle opere, ispira la
vita, muove allannuncio della buona notizia e porta al
servizio del prossimo.
Il viaggio di Maria, dalla sua casa a quella di Elisabetta, ha
per noi valore di simbolo: ci insegna a metterci in cammino,
ad uscire allo scoperto, fuori del nostro egoismo; ci insegna
ad avere occhi per vedere le necessità dei fratelli e
cuore per andare loro incontro.
La prima ad essere meravigliata della premura di Maria è
Elisabetta che domanda: Come mai la Madre del mio Signore
viene a me?. È lo stupore che la carità disinteressata
suscita sempre: Come mai tu fratello, tu sorella venite
a me?. Chiedono il povero, il vecchio solo, lammalato
Come mai vieni a me senza nulla chiedere?. La risposta
è una sola: lamore
che Cristo ha portato al mon-
do con lesempio della sua vita, con i suoi insegnamenti,
non è un dono da consumare da soli: è un fuoco
da far divampare perché illumini e riscaldi il mondo.
Maria ci insegna a pregare. Noi preghiamo poco e male: noi preghiamo
quasi unicamente per chiedere. La Vergine Maria, col suo Magnificat
ci insegna che la preghiera è soprattutto lode, ammirazione,
ringraziamento. Risentiamo le prime espressioni: Voglio
lodare il Signore per le sue grandi opere. Dio è il mio
Salvatore: io sono piena di gioia. Egli ha guardato a me, alla
sua povera serva: dora in poi tutti mi diranno beata. Dio
che tutto può, ha fatto in me cose grandi e santo è
il suo nome. Una preghiera legata alla vita: espressione
di sentimenti che gli avvenimenti del giorno suscitano in noi.
Una preghiera che impegna, sullesempio di Maria. Paolo
VI, nellEsortazione apostolica Marialis cultus, rifacendosi
al Magnificat, ha scritto: Maria di Nazaret, pur completamente
abbandonata alla volontà del Signore, fu tuttaltro
che donna passivamente remissiva, o di una religiosità
alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio
è vindice degli umili e degli oppressi e rovescia dai
troni i potenti del mondo (MC 37).
Mettiamoci dunque alla scuola di Maria: essa ci insegnerà
quanto può illuminare le difficili e spesso intricate
vie della nostra esistenza terrena
Accogliamo lesortazione di S. Ambrogio: Deve essere
in ciascuno dei cristiani lanima di Maria, per magnificare
il Signore: deve essere in ciascuno di noi il suo spirito per
esultare in Dio (cf MC 21).
Gianni Sangalli SDB IMMAGINE: La Visitazione di Maria ad Elisabetta
- Luigi Morgari (1857- 1935) RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-5 VISITA Nr. 
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