L'ANNUNCIAZIONE a MARIA
8 aprile: Annunciazione del Signore
Il racconto di Luca sull’Annuncio del Signore a Maria (Lc 1,26-38), è – senza dubbio – il più importante tra tutti i testi del Nuovo Testamento, ed è anche il più conosciuto ed amato della tradizione cristiana. Veramente, questa pagina del Vangelo, sempre ci commuove e ci sorprende come una novità, anche se l’abbiamo ascoltata innumerevoli volte. La Liturgia non si stanca di riproporlo alla riflessione della nostra fede, perché è come una sorgente inesauribile per indicare il cammino della vita cristiana.
Maria è presentata come la parabola vivente dell’incontro della creatura con il progetto di Dio; come la dimostrazione di quello che accade quando la Parola di Dio incontra un ascoltatore credente che la mette in pratica.
Ci parla delle meraviglie che Dio ha operato nella Vergine Maria. In pochi versetti si trova qui espresso l’avvenimento centrale della storia della salvezza: Maria, un’umile fanciulla ebrea di un paese disprezzato, riceve da un angelo l’annuncio sconvolgente che essa sta per diventare la madre del Messia. Il Messia di cui avevano parlato i profeti, il Messia atteso per secoli dal suo popolo.
Maria crede all’annuncio e si offre a Dio in una donazione totale: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto”. Sono le parole della fede, della disponibilità, dell’amore. Ce ne voleva di fede e di amore per credere allo straordinario annuncio dell’angelo.
Lo Spirito Santo scende su Maria, su Maria stende la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Come la luce avvolge una persona, senza ferirla, come la rugiada feconda la terra senza sconvolgerla, così lo Spirito scende su Maria e il Figlio sarà veramente suo, perché “nulla è impossibile a Dio”: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. “Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero”.
Così si manifestano le meraviglie dell’amore di Dio.
Riflettere sulle meraviglie operate da Dio in Maria, ci aiuta a crescere in una vera devozione. La devozione alla Madonna è una cosa seria, un dovere, come è un dovere amare la propria madre, proprio perché da Gesù l’abbiamo avuta per madre. “Non si può essere cristiani, se non si è mariani”, ha detto Paolo VI.
La devozione alla Madonna deve far parte della nostra vita spirituale più profonda e dobbiamo evitare di cadere nel troppo vago, nel generico, nel puro sentimento.
Una cosa non deve uscirci di mente, che la Madonna è donna. Nei nostri discorsi, nelle nostre preghiere, l’immagine della Madre di Dio rischia di naufragare in un mare di evanescente nebbia: i contorni si disciolgono, ne viene fuori come un fantasma luminoso che non dice nulla. La Vergine Madre fu, ed è donna, anche ora che il suo corpo ha acquistato nella Risurrezione e Assunzione, le doti del corpo glorificato di Cristo. La Madonna è una di noi: la sentiamo vicina e ci rivolgiamo a Lei, sede della sapienza. Vogliamo comprendere; oggi sentiamo intorno a noi la confusione delle lingue. La Babele dei cento maestri ci stordisce e ci tenta di scetticismo; ci scoraggia. Ci fa credere che è più saggio dubitare, che affermare; ci fa indifferenti alle verità supreme; ci fa capaci di ogni utopia e di ogni opportunismo.
Oggi sentiamo intorno a noi l’affermazione dogmatica di maestri stranieri; vediamo tanti giovani seguire dottrine che danno solo l’energia dell’odio e della negazione; vediamo nel nostro mondo il bisogno di idee sicure, umane, innovatrici.
Noi ci rivolgiamo a Maria, sede della sapienza. A lei, perché vogliamo comprendere.
Abbiamo bisogno di luce interiore: Abbiamo bisogno di verità: Abbiamo bisogno di principi. Abbiamo bisogno di certezza.
Tante volte sbagliamo; crediamo di conoscere e siamo in errore.
Sant’Agostino, dice di sé e dice per noi: “Avevo le spalle volte alla luce e la faccia volta alle cose da essa illuminate, così, proprio la mia faccia, con cui vedevo le cose illuminate, non era illuminata” (Confessioni, IV, 16).
Maria, da’ a noi il conforto della verità. Maria da’ a noi la difesa dall’errore: Maria rendi limpida la nostra anima, affinché possiamo comprendere; rendi puri i nostri occhi, affinché possiamo vedere. Da’ a noi il dono e la gioia della sapienza. Insegnaci ad ammirare; insegnaci a ben pensare; insegnaci a meditare perché vogliamo portare nel cuore la lampada della verità cristiana.
                                                                                Gianni Sangalli SDB
IMMAGINE:
Annunciazione - Ludovico Caracci (1555 - 1619 ) - Pinacoteca Nazionale, Bologna
RIVISTA MARIA AUSILILIATRICE 2002-4
VISITA Nr.