8 sett. : Nativita' della B. V. Maria
PORTATRICE DI LUCE E DI SPERANZA


“La festa della Natività di Maria ci parla di lei come dell’aurora annunciatrice del giorno che già sorge dietro le colline eterne; è il fiume nuovo che sgorga dal paradiso e s’appresta a irrigare il mondo intero; è l’Eva novella, cioè la vita e la madre dei viventi, che in questo giorno nasce per coloro che ebbero Eva come madre del peccato e della morte” (Card. Ildefonso Schuster).
Anche l’Antifona al Benedictus parla di gioia, di luce, di vita: “La tua nascita, Vergine madre di Dio, ha annunziato la gioia al mondo intero: da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli ha tolto la condanna e ha portato la grazia, ha vinto la morte e ci ha donato la vita”.
Costantemente Maria è messa in rapporto con la luce; se Cristo è il “sole di giustizia”, Maria è l’aurora, la stella che previene il sole, il punto di partenza, il grembo dell’incarnazione divina: è la prefazione della storia della salvezza: “La maternità della Vergine ha segnato l’inizio della nostra salvezza” (colletta). “Con Maria, dopo la lunga attesa della promessa, si compiono i tempi e si instaura una nuova economia (Lumen Gentium 55). La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento; mostra come ai simboli e alla figure succeda la verità, e come alla prima alleanza succeda la Nuova”.
Perché l’8 settembre? Proprio perché Maria è l’inizio dell’opera di salvezza, era quanto mai opportuno celebrare la sua nascita all’inizio dell’anno ecclesiastico. Il mese di settembre, quando il tempo si fa più mite, dopo le calure estive e quando l’uva e la frutta giungono a maturazione esprime molto bene il concetto della “pienezza del tempo” e quello del “sollievo” benefico apportato da Maria.
La Liturgia vuole sottolineare ancora una volta il parallelismo tra Cristo e la madre. Come di Gesù si celebra il concepimento il 25 marzo e il natale il 25 dicembre, così della Vergine si celebra il concepimento l’8 dicembre e la nascita l’8 settembre: come di Gesù si celebra la risurrezione e l’ascensione, così della Vergine si celebra l’assunzione e la regalità.
S. Andrea di Creta esclama: “Questo è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi è il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore”.
Maria è la creatura destinata ab aeterno, “termine fisso d’eterno consiglio”, ad essere la madre del Salvatore: “Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un Figlio il cui nome sarà Emanuele” (cf Mic 5,2; Is 7,14; Mt 1,22). Maria è veramente l’aurora del mondo nuovo quale era stato vagheggiato da Dio fin dall’eternità. “Ella la Donna nuova, è accanto a Cristo, l’uomo nuovo, nel cui mistero solamente trova vera luce il mistero dell’uomo” (Marialis cultus 57).
Avvicinandoci alla culla della bambina di cui celebriamo la natività, preghiamo con la Chiesa: “Donaci, Signore, i tesori della tua misericordia, e poiché la maternità della Vergine ha segnato l’inizio della nostra salvezza, la festa della sua natività ci faccia crescere nell’unità e nella pace”.
                                                                                       Gianni Sangalli


IMMAGINE:
Natività di Maria - P. Rivetta, Studio d'Arte Peresson - Milano
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-8
VISITA Nr.