SULL'ESEMPIO DI MARIA
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Marzo: Annunciazione del Signore
Nei suoi primi inizi lIncarnazione
si è realizzata nel grembo di Maria, quando lumile
ancella del Signore ha formulato liberamente il suo assenso dinanzi
al misterioso piano di Dio, che le veniva svelato.
Grazie a quel fiat di Maria, scrive san Leone Magno, il
Figlio di Dio fa il suo ingresso in mezzo alle miserie di questo
mondo, scendendo dal suo trono celeste, ma senza lasciare la
gloria del Padre. Entra in una condizione nuova. Nasce in un
modo nuovo. Proprio con quel fiat ha avuto inizio la nuova
storia dellumanità, di cui abbiamo celebrati i duemila
anni.
Con il racconto dellAnnunciazione Luca illustra in maniera
efficace lintera storia della vocazione di Maria, utilizzando
uno schema a cinque punti (che in verità ritorna di norma
nelle storie bibliche di vocazione). I cinque punti sono i seguenti:
la
chiamata-elezione da parte di Dio;
la risposta di Maria;
la missione, che Dio stesso le affida;
il turbamento di Maria;
infine, la conferma rassicurante da parte di Dio.
Riflettendo su ognuno di questi
momenti potremo avviare un utile confronto tra la storia della
vocazione di Maria e la storia della nostra vocazione, così
da renderci sempre più disponibili e generosi alla chiamata
del Signore e conformare più decisamente a Cristo la nostra
vita.
Scriveva nel XII secolo un monaco famoso, santIsacco, abate
del Monastero della Stella: Ciò che la Bibbia dice
di Maria va riferito singolarmente a ogni anima credente.
Non è dunque una presunzione confrontare la nostra storia
di vocazione con quella di Maria: è invece una precisa
esigenza della vita spirituale di ogni cristiano.
La chiamata-elezione da parte
di Dio
Langelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea di nome Nazaret, da una vergine chiamata Maria.
Ecco il primo tratto di questa splendida storia, la storia della
vocazione di Maria: è la chiamata-elezione da parte di
Dio.
È lui il vero protagonista del racconto. A ben guardare,
anche la storia della vocazione di Maria, come ogni storia di
vocazione, è anzitutto dono e mistero (per usare una suggestiva
espressione del Papa, allorché, nel cinquantesimo della
sua ordinazione sacerdotale, ha inteso rileggere con sguardo
di fede la storia della propria vocazione).
È Dio che manda Gabriele, è Dio che riempie di
grazia... Così lumile ancella, vuota di sé,
è piena di grazia, e in lei si compiono le grandi
cose di Dio.
È una lezione per tutti noi. Solo alla luce della grazia,
solo assicurando il primato di Dio nella nostra vita potremo
capire noi stessi, e decifrare la storia della nostra vocazione.
Che io conosca te, che io conosca me, implorava santAgostino
nei Soliloqui, alla vigilia del suo Battesimo.
La risposta
di Maria
Davanti allintervento gratuito di Dio, Maria conclude il
proprio discernimento con una parola di totale disponibilità:
Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come
tu hai detto. Ha conosciuto Dio e ha riconosciuto se stessa,
umile serva nella quale la grazia viene ad operare grandi cose.
Ecco il secondo tratto dei racconti biblici di vocazione: la
risposta del chiamato.
Si tratta di una risposta che in Maria è totalmente positiva:
vuota di sé, la vergine è piena di grazia. Ma la
risposta del chiamato può essere anche negativa: si pensi
al giovane ricco. Non ha voluto svuotarsi delle sue ricchezze,
non ha lasciato spazio alla grazia, e se nè andato
via triste.
A ciascuno di noi, in ogni giorno della nostra vita, è
data la possibilità di rispondere come Maria o come il
giovane ricco.
E io, che cosa devo ancora lasciare, per seguire Gesù?
La missione
Tu hai trovato grazia
presso Dio, prosegue lAngelo. Avrai un figlio,
e gli darai nome Gesù.
È questo il terzo tratto dei racconti biblici di vocazione:
la missione. Maria è chiamata ad essere madre, madre di
quel Figlio, e in lui di tutti gli uomini. Ma è una missione
che essa scoprirà gradualmente nel corso della sua vita,
fino ad afferrarne completamente il senso solo ai piedi della
croce di Gesù.
Sta qui un insegnamento importante per la nostra vita: anche
noi dilateremo gli spazi della missione e ne scopriremo i risvolti
più fecondi, se ci disporremo come Maria
a un pellegrinaggio di fede, che è insieme via della croce.
Solo se siamo disposti ad abbracciare ogni giorno la croce e
a seguire Gesù, scopriremo in profondità la missione
che ci è affidata.
Il turbamento
di Maria
Maria fu turbata da queste
parole... «Come è possibile tutto questo?».
Siamo al quarto tratto dei racconti di vocazione: le resistenze,
i turbamenti, le tentazioni del chiamato. Il fatto che perplessità
e interrogativi ricorrano di norma nei racconti biblici di vocazione
significa che il dubbio in se stesso non è deviazione
colpevole, ma è una tappa di discernimento necessaria.
Il fatto è che Dio interpella una libertà, e una
libertà responsabile. Tuttavia, il dubbio non deve restare
la nostra ultima parola: il dubbio permanente finisce per tarpare
le ali della fede e paralizza le possibilità di una risposta
generosa al Signore.
La conferma
di Dio
Non temere, Maria!.
Ed ecco finalmente lultimo atto della storia: la conferma
rassicurante da parte di Dio.
Soltanto che, ordinariamente, questa conferma sulla storia di
vocazione non la si può sperimentare in forma previa,
come una garanzia, unassicurazione preliminare, mentre
ce ne stiamo a braccia incrociate a guardare.
La conferma di Dio la si esperimenta allinterno del cammino
di unesistenza donata a Gesù e agli altri.
Allora, in unesistenza impostata così, non verranno
a mancare i segni di Dio, e, volgendoci indietro a guardare,
scopriremo che alla fine tutto è grazia.
Non temere, Maria.... Non temere, tu che ascolti
la chiamata del Signore! Egli è con te.
La storia è finita... Ma è una storia che si propone
a noi in ogni giorno della nostra vita.
Riferiremo alla nostra storia la storia di Maria: e se sapremo
svuotarci di noi stessi e dei nostri egoismi, ci scopriremo anche
noi pieni di grazia.
Enrico
dal Covolo SDB
Immagine:
La Vergine Annunziata di J.B. de Champaigne -
Wallace collection - London
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-3
VISITA Nr. 