SALVE
REGINA
Fra le grandi antifone mariane, la
Salve Regina è la più nota e popolare, dopo lAve
Maria. È recitata e cantata da quasi 900 anni.
Per alcuni studiosi, la Salve Regina, nella forma attuale, si
deve allo stesso S. Bernardo, mentre la musica del canto gregoriano
è di Guido di Cherlieu, riformatore della musica cistercense.
Si può fissare la data della composizione, tra il 1135
e il 1145.
Domenicani e Cistercensi furono i primi a diffonderla con la
recita e il canto, allora dei vespri. Divenne ben presto
una preghiera conosciuta e amata da tutto il popolo: anche i
naviganti la cantavano sulle loro imbarcazioni, al calar della
notte.
Dante Alighieri ne fa riecheggiare la misteriosa dolcezza sullo
sfondo suggestivo della valletta del Purgatorio:
«Salve
Regina in sul verde e in su fiori
quindi seder cantando anime vidi...» (Purg. VII, 82).
Alcune brevi riflessioni
Chi preghiamo?
La preghiera della Salve Regina
è una delle espressioni più autentiche della fiducia
del popolo cristiano in Maria. Nelle difficoltà della
vita, oppresso dalle forze del male, il cristiano si sente come
su una barca squassata dalle onde in tempesta; si rivolge a Maria,
invocandola con i titoli sublimi di Regina, Madre, Vergine, Avvocata
e con quelli affettuosamente filiali di nostra vita, dolcezza,
speranza e ancora clemente, pietosa, buona
e supplica la sua misericordia perché interceda presso
il Signore.
Il titolo Madre di Dio non è espresso, ma
viene richiamata la realtà della sua maternità
divina con il riferimento a Gesù il frutto benedetto
del tuo seno.
Chi siamo
noi?
Siamo figli di Eva,
esiliati in questa valle di lacrime. Non siamo ancora nella Patria
definitiva e soffriamo a causa dei nostri peccati. Questo è
il primo motivo delle nostre lacrime: il peccato. La parola peccato,
peccatori non è pronunciata, come nellAve
Maria, ma è chiaramente sottintesa dal sentirci figli
di Eva e dai titoli con cui invochiamo Maria: Avvocata,
Madre di misericordia.
Che cosa
domandiamo?
È preghiera di
lode. Presentiamo innanzitutto il nostro saluto e manifestiamo
la nostra gioia per la sua grandezza. Salve Regina... salve.
È preghiera di domanda. Chiediamo a Maria di tenerci
sotto il suo sguardo di Madre, anche se siamo peccatori. In realtà,
noi siamo sempre sotto lo sguardo di Maria; dal momento in cui
Gesù, dalla croce, Le ha detto: Donna ecco tuo figlio,
affidandoci a Lei, nella persona di Giovanni, Ella non ha mai
smesso di guardarci: il suo sguardo di Madre ci segue dappertutto.
E allora siamo noi che dobbiamo incontrare il suo sguardo, i
suoi occhi misericordiosi, perché renda i nostri occhi
degni di vedere Gesù, il frutto benedetto
del suo seno. Chiediamo quindi a Lei la grazia fra tutte la più
grande: la salvezza eterna, la visione beatifica.
Che cosa
ci insegna?
Che Maria è sempre
strada a Gesù. Non ci fermiamo a Lei, ma attraverso di
Lei giungiamo a Gesù, unico Salvatore.
Che il peccato è il più grande male, perché
ci impedisce di vedere Gesù.
Che la preoccupazione per la salvezza eterna dei nostri
fratelli è la più importante esigenza di un vero
amore al prossimo.
G.
S.
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2000-7
VISITA Nr. 