LA MIA CORONA
COINVOLGE TUTTA LA CHIESA
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OTTOBRE: BEATA VERGINE DEL ROSARIO
Diversamente dalle altre preghiere,
il Rosario è contemplazione e devozione, può
essere una meditazione o una paraliturgia in Chiesa, ma si può
praticare anche da soli, camminando (come faceva Piergiorgio
Frassati salendo da Pollone al Santuario dOropa), per le
strade del mondo (come lo teneva tra le mani tutto il giorno
san Benedetto Giuseppe Labre) in treno o in attesa del tram (come
usava recitarlo, senza darlo a vedere, Contardo Ferrini),
sia in un pellegrinaggio giubilare, sia in un funerale o visitando
un cimitero. Non siamo mai soli, poiché in ogni Mistero
rosariano fanno capolino santi e sante dogni genere, che
ci accompagnano.
Il Padre Sertillanges definì il Rosario una lunga
distrazione verso Dio, perché la mente divaga tra
le fasi della Redenzione e le esigenze di ogni giorno e dogni
ora, mentre le labbra, in sottofondo, ripetono il saluto dellAngelo
Gabriele e della cugina Elisabetta alla Madonna, e invitano la
Madre di Dio a non dimenticare che è anche Madre della
sua Chiesa. Non importa se ci distraiamo: colleghiamo tutto al
Signore. Basta lintenzione! diceva padre Mac
Nabb. Come i grani sono collegati luno allaltro,
così noi siamo collegati a tutta la Chiesa orante, che
supplisce alle nostre meschinità, mentre sgraniamo la
nostra corona.
Anticamente si recitava la corona dei 150 Salmi (il Salterio):
gli illetterati pregavano con una serie di
Paternoster,
ripetuti 50, 100, 150 volte, quanti erano i grani che ci si proponeva
di offrire. Poi si passò alle ghirlande di rose
che consistevano in decine di Pater-Ave-Gloria, finché
si arrivò, sempre in latino, a recitare un Pater, 10 Ave
e un Gloria Patri per ogni Mistero. Santa Rosa da Lima usava
infilare nel braccio una di quelle ghirlande per ricordare le
decine della corona, mentre lavorava. San Martìn de Porres
la portava al collo, mentre il Savonarola conservava una coronella
di 50 grani, chiusa solo da una crocetta. Oggi si usa la decina
sullanello dentato o una rotella come la portano gli scouts
o le guide.
Le appendici di tre grani separati in fondo, prima del crocifisso,
rappresentano i tre Pater-Ave-Gloria che si devono recitare per
lacquisto delle Indulgenze collegate con il Rosario: di
per se stessi però non fanno parte del Rosario, come non
ne fa parte lultimo grano che rappresenta la Salve Regina.
Non aggiungiamo altre giaculatorie o Requiem o invocazioni: possono
pensarsi mentre si recitano le Avemarie! Non dimentichiamo che
fino al 1570 lAve Maria terminava a metà, dopo il
nome di Gesù. Perché allungare allinfinito
una devozione così breve e limitata ai Misteri (cinque,
dieci o quindici) da meditare?
Un Gruppo di Consacrati della basilica di san Domenico
a Bologna, ha recentemente preparato un calendario dove si illustra
la storia del Rosario sin da quando era un semplice salterio
e si era diffuso nel mondo monastico del XII secolo, soprattutto
presso i Certosini. Ma fu san Domenico e i Domenicani che contribuirono
in maniera definitiva allaffermazione della pratica devozionale
del Rosario: Sullesempio del loro Padre S. Domenico,
che recitava mille volte al giorno la prima parte dellAve
Maria meditando gli eventi principali della rivelazione cristiana,
i suoi figli hanno sviluppato la devozione del Santo Rosario
e ne sono diventati i primi propagatori. Tra questi Domenicani
si sono distinti Alano de la Roche ( 1475) che iniziò
e diffuse le Confraternite del Rosario in tutta Europa; Giacomo
Sprenger ( 1495), che divise i misteri in gaudiosi (della
gioia), dolorosi (del dolore) e gloriosi (della gloria); il Papa
Domenicano S. Pio V ( 1572), che definì la forma
tradizionale del Rosario e ne istituì la festa; e infine
Matteo Ricci ( 1643), grande apostolo del Rosario e fondatore
di innumerevoli Confraternite.
Il Santo Rosario è una preghiera semplice che muove
il cuore alla conversione, allintercessione, alla contemplazione
e allevangelizzazione. Meditando gli episodi principali
della vita di Gesù e di Maria, chiamati «misteri»
perché rivelano il «misterioso» e amorevole
intervento di Dio nella storia umana, il cristiano sente il bisogno
di cambiare e diventare migliore (conversione), di pregare perché
il Signore lo aiuti nel suo cammino (intercessione), di amare
intensamente le cose di Dio, trovando in esse una pienezza di
bene (contemplazione), e infine di comunicare agli altri quelle
verità divine che danno significato e gioia allesistenza
(evangelizzazione).
La fortuna della corona del Rosario, nel Seicento e nel Settecento
si trasferì nel campo missionario, come sintesi del Vangelo
e facile forma di catechismo, mentre le religiose contemplative
ed attive di tutto il mondo ne facevano lorazione di sostegno
per tutte le anime dei vivi e di suffragio per i fedeli defunti.
Lorganizzazione capillare delle Confraternite del Santo
Rosario in tutti i paesi dellAmerica Latina, nelle Filippine,
in Cina, Giappone, Corea e Vietnam forniva alla Chiesa uno stuolo
di Martiri laici, intere famiglie, che affrontarono le durissime
prove delle persecuzioni, della prigionia e della tortura più
atroce con la corona in mano, confidando tenacemente nellintercessione
di Maria.
Il Rosario scorreva tra le mani di tutti i santi dellOttocento,
da S. Bernardette a Don Bosco, che lo rivalutava come preghiera
educativa della gioventù cristiana, insieme a S. Giuseppe
Benedetto Cottolengo, S. Giuseppe Cafasso e S. Maria Domenica
Mazzarello. Nel Novecento abbiamo avuto S. Maria Goretti che
spezzò la sua corona nel tentativo di resistere al suo
assalitore; S. Massimiliano Kolbe che nel campo di sterminio
dei nazisti trova ancora la forza di propagandare il Rosario
di Maria prima del suo estremo sacrificio damore; Edith
Stein, la carmelitana tedesca che meditava i misteri con la sorella
ebrea nel campo di concentramento, e con tanti missionari e missionarie
vittime del loro ministero angelico nel mondo...
Il Rosario ha una spiccata natura comunitaria, e per questo è
particolarmente adatto ai gruppi, alle processioni e ai pellegrinaggi.
Ma più specificamente il Papa, nellesortazione apostolica
Marialis cultus del 1974, lo indica come preghiera della famiglia,
che è il santuario domestico della Chiesa.
Per sottolineare limportanza della recita del Rosario in
famiglia, la Chiesa ha concesso per questa pratica lindulgenza
plenaria (che è prevista anche per il Rosario in chiesa
in un gruppo), quando se ne reciti almeno la terza parte, cioè
cinque misteri.
Così la preghiera del Rosario, che unisce la mente e il
cuore di ogni persona con Dio, aiuta a fortificare gli affetti
e a rinsaldare la pace familiare. E diventa anche un mezzo semplice
ed efficace per parlare o con Dio o di Dio, come
diceva sempre S. Domenico.
Reginaldo
Frascisco
IMMAGINE:
L'Annunciazione di Filippo Lippi -
Museo di Capodimonte - Napoli
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-9
VISITA Nr. 