DIMORA DI DIO
21 nov.: Presentazione di Maria al
Tempio
La memoria liturgica della
Presentazione di Maria al Tempio trova la sua radice e il suo
fondamento nella tradizione ebraica e nel fatto che, come tutti
gli Ebrei osservanti, anche Gioachino e Anna, genitori della
Vergine, come più tardi farà la stessa Madre di
Gesù, hanno portato al Tempio Maria Bambina, per offrirla
al Signore, facendo dono di due tortore o di due colombi.
La festa vuole ricordare anche tutto il periodo che va dalla
natività sino al fidanzamento con Giuseppe e allannunciazione.
Nel celebrarla la Chiesa intende illuminare il silenzio che grava
sul primo periodo della vita di Maria e presentarlo come tempo
della sua preparazione alla sublime vocazione di Madre di Dio.
Per la memoria della festa, si ricorre allapocrifo Protovangelo
di Giacomo (risalente al III secolo) che ne parla così:
«Tutte le fanciulle della città prendono le fiaccole
ed un lungo corteo luminoso accompagna la bambina su in alto,
nel tempio del Signore. Qui il sacerdote laccoglie
dicendo: Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte
le generazioni: in te, nellultimo dei giorni, Egli manifesterà
la sua redenzione ai figli di Israele... Maria stava nel tempio
del Signore come una colomba allevata, e riceveva il cibo per
mano di un angelo».
Ma al di là della poesia, quello che conta è il
fatto che quella Bambina era destinata a divenire la Dimora ove
il Figlio di Dio e lo Spirito Santo vennero ad abitare in mezzo
agli uomini; come tale la Presentazione è il simbolo di
una verità più alta: quella della totale consacrazione
a Dio fin dai primi istanti della sua esistenza.
La Chiesa, fin dai primi tempi, ha venerato la sublime santità
di Maria e ha riferito a lei numerosi passi biblici dellAntico
Testamento, là dove Maria è presentata come dimora
della Sapienza in mezzo agli uomini: in questa prospettiva
viene chiamata Sede della Sapienza, perché in lei abita
la Sapienza di Dio che è Cristo, e in lei cominciano a
manifestarsi le meraviglie di Dio, che lo Spirito compie in Cristo
e nella Chiesa.
Intesa come Tempio di Dio, Maria è salutata non solo come
la Madre dei credenti, ma anche come la Donna dei tempi nuovi,
perché in Lei si realizzano le promesse dei profeti, e,
per la sua mediazione, lo Spirito Santo mette in comunione Dio
con gli uomini.
In Maria, lo Spirito Santo manifesta il Figlio del Padre
divenuto Figlio della Vergine. Ella è il roveto ardente
della teofania definitiva: ricolma di Spirito Santo, mostra il
Verbo nellumiltà della sua carne ed è ai
poveri e alle primizie dei popoli, che lo fa conoscere
(Catechismo della Chiesa Cattolica
n. 724).
Ricordando la Presentazione della Vergine al Tempio, è
importante meditare sul legame strettissimo che esiste tra Maria
e la Chiesa, quello cioè della sua inestimabile santità.
Guardare a Lei vuol dire guardare al modello più fulgido
della vita cristiana, che non solo ubbidisce alla Legge, ma diventa
punto di riferimento per il nostro camminare nel Tempio del Signore,
che è la Chiesa.
Lo dice il Concilio: I fedeli del Cristo si sforzano ancora
di crescere nella santità per la vittoria sul peccato;
e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come
modello di virtù davanti a tutta la comunità degli
eletti (Lumen Gentium 65).
Non si può dimenticare che, il 21 novembre, nella festa
della Presentazione al Tempio, si celebra anche la Giornata delle
claustrali come invito alla gratitudine per quelle sorelle che
vivono la loro consacrazione di vita nella preghiera, nella meditazione
e nel nascondimento. Queste sorelle, vere antenne sul monte del
Signore, sono nel cuore della Chiesa e la arricchiscono con la
loro verginità e incessante preghiera. Senza di loro la
Chiesa sarebbe molto più povera!
G.
S.
IMMAGINE:
La presentazione di Maria al Tempio
- Icona russa
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-10
VISITA Nr. 