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  ASSUNZIONE DI MARIA:
     
L'ASSUNTA: UNA DONNA VESTITA DI SOLE

Fra le cento parrocchie dei Salesiani di Don Bosco in Italia, la più singolare è forse quella di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo. Lì c’è la residenza estiva dei Papi. Giovanni Paolo II, in vacanza a Castel Gandolfo, incontrando il parroco salesiano lo indicava con arguzia: “Ecco il mio parroco!”.

Benedetto XVI il 15 agosto 2007 ha celebrato nella chiesa parrocchiale la Messa festiva, e all’omelia ha commentato la Prima Lettura della liturgia dell’Assunta: sull’Apocalisse. Con la visione giovannea della donna vestita di sole e sul punto di partorire, e col drago che attende la nascita del bambino per divorarlo. Un testo denso, da meditare.

* Anzitutto il Papa ha proposto la chiave di lettura del brano biblico: «Nella sua grande opera “La Città di Dio”, sant’Agostino dice che tutta la storia umana, la storia del mondo, è una lotta tra due amori: l’amore per Dio fino alla perdita di se stesso, fino al dono di se stesso, e l’amore di sé (l’egoismo) fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri».
Agostino, diciamo subito, era per l’happy end: l’egoismo col suo strapotere sembra travolgere tutto, ma alla fine chi riporta la vittoria è l’amore di Dio. Ha proseguito il Papa: “Questa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo, appare anche nell’Apocalisse. Qui, questi due amori appaiono in due grandi figure. Innanzitutto c’è il dragone rosso fortissimo, con una manifestazione inquietante del potere senza grazia, senza amore, dell’egoismo assoluto, del terrore, della violenza”.

* E noi a domandarci: chi sarà mai questo dragone? Ci spiega il Papa: “Nel momento in cui San Giovanni scrisse l’Apocalisse, per lui questo dragone era realizzato nel potere degli imperatori romani anticristiani, da Nerone fino a Domiziano. Questo potere appariva illimitato; il potere militare, politico, propagandistico dell’impero romano era tale, che davanti a esso la fede, la Chiesa, appariva come una donna inerme, senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. E tuttavia sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme. Ha vinto non l’egoismo, non l’odio, ma l’amore di Dio. E l’impero romano si è aperto alla fede cristiana”.

* Il simbolo del drago ha poi trovato altri riscontri nei secoli successivi. “Questo dragone – dice il Papa – indica non soltanto il potere anticristiano dei persecutori della Chiesa di quel tempo, ma le dittature materialistiche anticristiane di tutti i periodi”.
E con riferimento ai tempi a noi vicini: “Vediamo di nuovo realizzato questo potere, questa forza del dragone rosso, nelle grandi dittature del secolo scorso: la dittatura del nazismo e la dittatura di Stalin... Appariva impossibile che la fede potesse sopravvivere davanti a questo dragone così forte, che voleva divorare il Dio fattosi bambino e la donna, la Chiesa. Ma in realtà, anche in questo caso alla fine, l’amore fu più forte dell’odio”.

* E oggi? “Anche oggi – ha proseguito il Papa – esiste il dragone in modi nuovi, diversi. Esiste nella forma delle ideologie materialiste, che ci dicono: è assurdo pensare a Dio; è assurdo osservare i comandamenti di Dio... Vale soltanto vivere la vita per sé... Vale solo il consumo, l’egoismo, il divertimento”. In sostanza: “Di nuovo sembra assurdo, impossibile, opporsi a questa mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica, propagandistica”. Ma conclude il Papa: “Anche adesso questo dragone appare invincibile, ma anche adesso resta vero che Dio è più forte del dragone, che l’amore vince e non l’egoismo”.

* Il Papa ha esaminato poi “l’altra immagine: la donna vestita di sole”. Un’immagine con più significati. «Un primo significato – spiega – è senza dubbio che la donna vestita di sole è la Madonna, Vestita di sole, cioè di Dio. Vive in Dio, circondata e penetrata dalla luce di Dio. Circondata dalle dodici stelle, cioè dalle dodici tribù d’Israele, da tutto il Popolo di Dio... E ai piedi la luna, immagine della morte e della mortalità. Maria ha lasciato dietro di sé la morte; è totalmente vestita di vita, è assunta con corpo e anima nella glo-
ria di Dio. E così, posta nella gloria, avendo superato
la morte, ci dice: “Coraggio, alla fine ­vince l’amore!...”». “Questo – prosegue il Papa – è il primo significato della donna che Maria è arrivata a essere. La «donna vestita di sole» è il grande segno della vittoria dell’a­more, della vittoria del bene, della vittoria di Dio”.

I Infine il Papa indica un secondo significato forte: “Questa donna che soffre, che deve fuggire, che partorisce con un grido di dolore, è anche la Chiesa, la Chiesa pellegrina di tutti i tempi. In tutte le generazioni di nuovo essa deve partorire Cristo, portarlo al mondo con grande dolore... In tutti i tempi perseguitata, vive quasi nel deserto perseguitata dal dragone. Ma in tutti i tempi, in tutte le diverse situazioni, nelle diverse parti del mondo, la Chiesa... soffrendo vince. Ed è la presenza, la garanzia dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo”.

Conclude il Papa: “Vediamo che anche oggi il dragone vuol divorare il Dio fattosi bambino. Ma non temete per questo Dio apparentemente debole. La lotta è già cosa superata... Anche oggi questo Dio debole è forte: è la vera forza. E così la festa della Madonna è l’invito ad avere fiducia in Dio. Ed è anche invito a imitare Maria”.
                                                                                                            
 Enzo Bianco sdb


IMMAGINI:
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Papa Benedetto ha concluso così la sua omelia mariana: «Guardiamo Maria, lasciamoci incoraggiare alla fede e alla festa della gioia: Dio vince. La fede apparentemente debole è la vera forza del mondo. L’amore è più forte dell’odio. E diciamo: Benedetta sei tu fra tutte le donne. Ti preghiamo con tutta la Chiesa: Santa Maria prega per noi. Amen».

         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2010 - 7  
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