Il Papa
agli arresti domiciliari
Qualche volta i potenti di
turno, dimentichi del Non praevalebunt di Gesù,
hanno pensato di potersi sbarazzare della Chiesa e del Papa.
Tra di essi, il famoso Imperatore Napoleone Bonaparte.
Nel 1809 uno dei suoi generali,
Radet, a capo delle truppe che avevano occupato Roma, si presentò,
nella notte tra il 5 e il 6 luglio dinanzi al Papa, Pio VII.
A colpi di ascia, i soldati francesi forzarono le porte della
residenza del Papa, che allora era il Quirinale, oggi dimora
del Presidente della Repubblica italiana, e, giunti nella sala
delle udienze, intimarono al Papa di rinunciare alla sovranità
temporale, unilateralmente decretata due mesi prima dal loro
Imperatore, Napoleone, allepoca dominatore
incontrastato
dellEuropa.
Il Papa rifiutò, dichiarando:
Non possiamo rinunciare a ciò che non ci appartiene.
LImperatore potrà farci a pezzi, ma non otterrà
ciò che domanda.
Il generale Radet ordinò
dunque di far salire il Papa e il suo segretario di Stato, Cardinal
Pacca, sulla vettura già preparata per condurli lontano
da Roma. Pensava così di interpretare adeguatamente la
volontà del suo Imperatore che in una lettera del 10 giugno
aveva scritto al cognato Gioacchino Murat: Ricevo la notizia
che il Papa mi ha scomunicato. È un pazzo furioso che
bisogna rinchiudere. Ed il Papa fu rinchiuso. Per tre anni
gli furono imposti gli arresti domiciliari, a Savona,
nel palazzo episcopale, dove, sorvegliato a vista, gli erano
preclusi pressoché tutti i contatti liberi con lesterno
e, dunque, veniva di fatto impedito ad esercitare la sua missione.
Nel frattempo, il Bonaparte
continuava a scatenare le sue guerre che provocavano morti a
non finire, la Chiesa in Francia era ridotta ad uno stato pietoso
di assoggettamento allImpero, la fede cattolica delle popolazioni
suddite di Napoleone, soprattutto in Italia, irrisa e ostacolata.
Pio VII, a Savona, trascorreva molte ore in preghiera, dinanzi
al Santissimo Sacramento, edificando tutti con il suo contegno
mite e paziente.
Persino un soldato piemontese,
miscredente, messo a guardia del Papa, si convertì. Recentemente
è stata scoperta una sua lettera dove scrive: Io
che ero nemico dei preti bisogna che confessi la verità.
Pel tempo che il Papa è relegato in questo palazzo vescovile
e guardato a vista non solo da noi ma nellinterno della
casa, vi posso dire che questo santuomo è il modello
dellumanità e della moderazione e di tutte le virtù
sociali, che innamora tutti, che addolcisce gli spiriti più
forti e fa diventare amici quelli istessi che sono gli più
acerrimi nemici.
Incoronerò
questa statua
Da dove riceveva Pio VII tanta
fiducia? Dalla sua devozione mariana! Giunto a Savona aveva chiesto
di potersi recare a venerare la Vergine Maria presso il Santuario
di Nostra Signora della Misericordia ed aveva promesso: Quando
sarò liberato, incoronerò questa statua.
Ed anche quando la custodia alla quale era sottoposto diventava
sempre più stretta, egli continuava a confidare nellaiuto
della Madre di Dio, fedelissimo alla recita quotidiana del Rosario,
in compagnia dei pochi amici addetti al suo servizio. Nel frattempo,
lImperatore cercava con ogni mezzo di imporre la sua volontà
al Papa, di sottrargli ogni autorità effettiva nel governo
della Chiesa minacciando persino uno scisma.
Cera anche una questione
personale: Napoleone aveva deciso di rompere il matrimonio con
limperatrice Giuseppina per sposare larciduchessa
Maria Luisa dAustria. Poiché a quel tempo non esisteva
il divorzio civile, solo un tribunale ecclesiastico poteva dichiarare
la nullità del Matrimonio. Il
Papa,
naturalmente, che non guardava in faccia ai potenti, si rifiutava
di acconsentire. Nel 1812, per fiaccarne lindomita resistenza,
Napoleone lo fece addirittura trasportare da Savona a Fointanebleau,
presso Parigi.
La Madonna si ricordò
della promessa di questo Papa ed intervenne. In modo del tutto
inatteso, in poco tempo, la stella di Napoleone si eclissò,
le sue truppe, fino ad allora vittoriose come un rullo compressore,
conobbero la disfatta militare. Il 24 maggio 1814, il Papa tornava
trionfalmente a Roma acclamato dalla popolazione.
Neppure i cento giorni
che precedettero Waterloo furono sufficienti a Napoleone per
riacquistare il potere. Sarà miseramente esiliato nellisola
di SantElena e del suo Impero rimarrà solamente
il ricordo delle distruzioni e delle violenze. Memore del suo
voto mariano, il 10 maggio 1815, Pio VII ritornò a Savona
ed incoronò la statua della Madonna, alla presenza di
un re sabaudo, Carlo Emanuele I, circondato dai Vescovi e soprattutto
da tanti fedeli, sempre pronti a lodare la Madre di Dio.
Poco prima Pio VII aveva compiuto
un gesto di commovente bontà: mentre tutti i sovrani europei
rifiutavano di accogliere la famiglia del Bonaparte nei loro
stati, egli offrì loro alloggio, protezione e consolazione.
La Madre di Napoleone ringraziò Pio VII in una lettera
indirizzata al cardinale Consalvi: Noi non troviamo appoggio
ed asilo se non nel governo pontificio, e la nostra riconoscenza
è grande come il beneficio che riceviamo. Prego Vostra
Eminenza di deporne lomaggio ai piedi del santo Pontefice
Pio VII. Parlo in nome di tutta la mia famiglia, e specialmente
di colui che muore lentamente su uno scoglio deserto. Sua Santità
e Vostra Eminenza sono i soli in Europa che si adoperano per
addolcire i suoi mali e che vorrebbero abbreviarne la durata.
Ve ne ringrazio tutti e due col mio cuore di madre.
Napoleone morirà riconciliato
con la Chiesa, assistito da un sacerdote corso inviatogli personalmente
dal Papa.
Lintuizione
di Don Bosco
Il pellegrino della Basilica
di Maria Ausiliatrice può osservare, tra le colonne laterali
della facciata, due grandi bassorilievi, uno dei quali, quello
a destra, rappresenta Pio VII che incorona Maria SS. nel santuario
di Savona.
Perché questo avvenimento
è richiamato nella Basilica di Don Bosco? Perché
il Papa Pio VII, consapevole dellintervento della Madonna
per liberare la Chiesa e il Papato dalla situazione dolorosa
in cui versavano, volle istituire una festa in onore della Vergine
Maria sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani, da
celebrarsi proprio il 24 maggio, giorno in cui egli aveva fatto
ritorno a Roma, dopo la lunga prigionia. Tra gli affreschi che
decorano la cupola maggiore, lultimo gruppo che chiude
lanello, raffigura Pio VII con la Bolla di istituzione
della festa di Maria Auxilium Christianorum.
E siccome Don Bosco comprese
bene che per la Chiesa i tempi difficili, come era
solito definirli, non erano finiti, volle diffondere la devozione
a Maria con il titolo di Aiuto dei Cristiani. Un
altro Pontefice, dopo Pio VII, si è recato a Savona, il
18 maggio 2008: Benedetto XVI, che ha così sintetizzato
il significato di quegli avvenimenti, raffigurati nella Basilica
di Maria Ausiliatrice: Lesempio di serena fermezza
dato dal Papa Pio VII ci invita a conservare inalterata la fiducia
in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa
momenti difficili, non la abbandona mai.
La vicenda vissuta dal grande
Pontefice ci invita a confidare nella materna intercessione di
Maria Santissima.