Don Bosco ci ha donato Maria
come maestra, guida, modello a cui guardare per vivere con coerenza
la nostra vita cristiana e la missione che Dio ci ha lasciato
in consegna. Maria è per noi testimonianza dellamore
proveniente del Padre. Egli lha colmata di grazia, le ha
affidato la missione di concepire Gesù e di donarlo al
mondo. In un tempo in cui scarseggiano i segni di speranza o
riesce difficile riconoscerli, guardando a lei, possiamo
alimentare
atteggiamenti che ci pongono dalla parte della vita e della speranza.
Ne richiamo alcuni:
Ascolto.
Maria è donna in ascolto.
La parola di Dio giunge a lei come il seme nella terra buona.
E porta frutto.
Lesperienza dellascolto viene dal silenzio, condizione
perché lannuncio possa essere percepito e la vita
trasfigurata. Langelo rivolge a noi pure il saluto: pieno/piena
di grazia, ossia amato/a da Dio. La grazia è radice della
gioia, dellamore che diventa sollecitudine per gli altri.
Lascolto della Parola è inseparabile dallascolto
delle persone e della realtà. Si tratta di un unico movimento
che porta a scoprire cosa Dio vuole oggi da me, cosa chiede alla
comunità ecclesiale di cui faccio parte, in questo tempo
particolare della storia. Siamo chiamati ad essere il grande
orecchio che ascolta: la Parola di Dio e la parola degli uomini
e delle donne di oggi, delle giovani e dei giovani, ossia le
loro storie di vita per risvegliare in tutti la speranza che
non delude. La nostra esistenza di cristiani adulti nella fede
dovrebbe offrire loro questa testimonianza: tu sei amato/a da
Dio, la tua vita è preziosa ai suoi occhi.
Incontro.
Nellascolto si realizza
lincontro: con Dio, con noi stessi, con gli altri. Per
lascolto della Parola tutto in Maria tende dalla periferia
verso il centro del suo essere abitato dallo Spirito e tutto
diventa spazio per gli altri, specialmente per chi è nel
bisogno.
Ognuno di noi e tutti insieme dobbiamo essere presenza premurosa
in grado di ricevere e di donare, di creare comunione, intessere
dialogo, suscitare vita. Lincontro vero diviene così
benedizione.
Maria la riceve nellincontro con Elisabetta, che la riconosce
Madre del Signore. Ciascuno di noi, se ospita nel cuore la Parola,
è portatore di benedizione là dove si trova: in
famiglia, in comunità nei luoghi di lavoro e di missione.
Dobbiamo essere benedizione particolarmente per i giovani: ne
hanno bisogno per crescere come persone ed essere in grado di
donarla a loro volta.
Non ignoriamo le difficoltà del cammino. Come la strada
per Ain Karim, anche la nostra non è pianeggiante. Conosciamo
per esperienza le fatiche del dialogo. Sappiamo però che
Maria ha percorso questo cammino ed è pronta ad aiutarci.
Uno scrittore di fede musulmana si è detto convinto che
la Vergine può costituire un punto di incontro anche tra
cristiani e islamici, che il dialogo può ricominciare
a partire da lei.
Canto.
Nellincontro ad Ain Karim
sgorga il canto del Magnificat: lo sguardo di Dio sul mondo diventa
lo sguardo stesso di Maria. Come Lei anche noi siamo chiamati
a cantare il Magnificat. Non tanto proclamandolo a parole, ma
assumendone la prospettiva.
La vita di famiglia, di gruppo, di comunità può
essere letta e vissuta a partire da questo nuovo orizzonte. Se
il cuore è abitato dalla speranza, è più
facile scorgere i germogli del mondo nuovo presenti nei nostri
ambienti. La maggiore sensibilità per i problemi della
gente,
limpegno di solidarietà per gli altri sono un sicuro
segno di speranza. La capacità di farci samaritani nei
confronti di chi è stato lasciato ai bordi della strada
è adesione alla prospettiva di Dio che sta dalla parte
di chi è nel bisogno, dei poveri per donare loro dignità
e gioia.
Dono.
Lascolto della realtà
è anche un vedere: ciò che cè per
riconoscerlo; ciò che manca per provvedere. A Cana Maria
coglie ciò che manca perché la festa continui.
E risponde con sollecitudine provocando Gesù ad anticipare
la sua ora con il miracolo della trasformazione dellacqua
in vino. Maria è madre premurosa, schierata dalla parte
della vita. La genera, la promuove intervenendo in anticipo sui
bisogni.
Nella Strenna di questanno il Rettor Maggiore indica gli
impegni della Famiglia salesiana per collaborare a una cultura
della vita. Tra gli altri, quello di promuovere con speranza
la dignità e qualità di ogni vita, soprattutto
la più debole, povera e indifesa.
Vogliamo accogliere
queste indicazioni lasciandoci guidare dallamore di Dio
per la vita. Ci accompagna Maria: alla sua scuola troviamo il
coraggio di educare, affrontando le sfide inedite del nostro
tempo, soprattutto quelle relative alla bioetica, alla famiglia,
alle relazioni tra persone e popoli, alla pace.
Suor Antonia
Colombo
Madre
Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
IMMAGINI:
1 Stemma di Maria Ausiliatrice
/ Basilica Maria A. Torino-Valdocco
2 Alla scuola di Maria
troviamo il coraggio per educare, affrontando le sfide
del nostro tempo.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 5
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