Per raccontare
la vita di Maria, la ragazza che, dando alla luce Gesù,
ha cambiato il mondo e la sua storia, il regista torinese Guido
Chiesa ha realizzato il film Io sono con te. In qualche
passaggio, la pellicola si ispira anche ai Vangeli apocrifi:
Maria, infatti, è presentata come figlia di pastori e
promessa in sposa a Giuseppe, vedovo e padre di due figli che
abita nel vicino villaggio di Nazareth. Maria è stata
educata allamore e al rispetto verso i più piccoli.
Quando lascia la sua famiglia per unirsi a quella del marito,
lei si rende conto delle storture del mondo patriarcale che la
circonda e con serena determinazione, comincia a metterle in
discussione.
Un punto
di vista originale
Io sono
con te tratteggia la figura di Maria e del contesto in
cui lei visse con tratti assai diversi da quelli ai quali ci
ha abituato gran parte del cinema religioso, a cominciare dallambientazione.
«La Galilea di duemila anni fa spiega Chiesa
ha ben poco in comune con la società in cui viviamo. La
Sacra Famiglia non è assimilabile a una moderna famiglia
composta da padre, madre e figlio. Allora vigeva un contesto
patriarcale
e tribale dimpronta maschile e, per certi aspetti, maschilista».
Anche la scelta di immaginare Giuseppe come vedovo, padre di
due figli, non è stata casuale. «Le fonti alle quali
mi sono ispirato sono innanzi tutto i Vangeli di Matteo e di
Luca continua il regista ma esiste una tradizione
popolare, che è presente in parte anche nei Vangeli apocrifi,
che immagina Giuseppe vedovo e padre. Io lho utilizzata
da un punto di vista narrativo, per evitare lennesima polemica
sui fratelli e le sorelle di Gesù».
Lelemento
che più colpisce è latteggiamento di Maria
nei confronti di Gesù. Sottolinea il regista: «Il
film Io sono con te è essenzialmente il racconto
della maternità di Maria dal concepimento alladolescenza
di Gesù. È il ritratto di una madre e della relazione
con il proprio figlio, sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe,
il patriarca che si fa da parte e rinuncia al primato
maschile. Una storia universale osservata attraverso una prospettiva
squisitamente femminile».
Un esempio
per tutte le madri
Realizzare
Io sono con te, scritto in collaborazione con la
moglie Nicoletta Micheli, ha aiutato Chiesa a riscoprire la fede.
«Troppo spesso ricorda la religione è
vissuta come un mix di magia e folclore. Io, che prima di girare
il film non ero credente, sono convinto che la religione sia
qualcosa di concreto che, come il Verbo, si fa carne per entrare
nella vita delle persone. Per questo ho attinto molto più
dal Vangelo di Luca, che presenta Gesù come un bambino
qualunque, che dagli apocrifi, che fanno del Figlio di Dio una
sorta di Harry Potter che fa volare uccelli dargilla».
A duemila anni di distanza, Maria rappresenta ancora un modello
di mamma quanto mai attuale. «La sua forza educativa si
basa su amore, fiducia e rispetto osserva Chiesa
e pare destinata a produrre frutti migliori rispetto a chi impone
regole e obbedienza a ogni costo».
Un modello educativo ideale anche secondo la neuroscienza, per
la quale lamore preserva il sistema neuronale dellindividuo.
«Non avrei fatto questo film se non mi fossi reso conto
delle ferite della mia infanzia conclude il regista. Anchio
avrei desiderato una mamma come Maria».
Carlo
Tagliani
redazione.rivista@ausiliatrice.net
IMMAGINI:
1 Poster del Film di
Guido Chiesa
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2011 - 01
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