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AVVENIMENTI MARIANI: Madonna di Valdibrana
| 1360
TRA I ROVI E LE SPINE: L'EFFIGIE
DELLA MADONNA
Lungo le strade
delle contrade rurali pistoiesi è frequente imbattersi,
come avviene in altri paesini della penisola italiana, in Margini
o Tabernacoli, al cui interno vi sono raffigurate immagini sacre,
la maggior parte delle quali aventi per soggetto Maria con in
braccio il bambino.
Anche Valdibrana,
piccolo paese situato in una vallata alle pendici dellAppennino
e distante pochi chilometri da Pistoia, venera unantica
effigie della Madonna, risalente al XIII secolo; sebbene laffresco
sia lontano dallarmoniosa bellezza di un Raffaello, limmagine
è sempre stata oggetto di venerazione, perché fu
scoperta in seguito allapparizione di Maria Santissima,
avvenuta dodici anni dopo lepidemia del 1348 che colpì
anche il territorio pistoiese, decimando la popolazione locale.
Nel 1360 Maria,
figlia di Biancone da Lippe, attendeva al gregge affidatole dal
padre, quando sul far della sera si accorse di
aver
smarrito due pecorelle; dopo una vana ricerca, temendo di tornare
a casa senza di quelle, sfinita dalla fatica, si adagiò
sopra un ciglio e fu colta dal sonno. Addormentatasi le apparve
una Signora vestita di bianco, che le disse con voce soave: «Alzati,
prendi le tue pecorelle e torna tranquilla a casa; vieni a visitarmi
spesso: io ho qui la mia dimora».
Ritornata di
buon mattino a casa, raccontò laccaduto al padre,
che decise di recarsi insieme alla figlia sul luogo dove aveva
visto la Signora; tuttavia, dopo zelanti ricerche non trovarono
che un vecchio muro diroccato, su cui restavano tracce di pittura
e, non prestando la dovuta attenzione allesiguo particolare,
pensarono di fare ritorno alla loro magione.
La notte seguente
però la Signora apparve di nuovo alla fanciulla, rimproverandola
perché non era andata a visitarla; le intimò anche
di riferire al Parroco di San Romano che nel ciglio, su cui ella
si era riposata, si trovava una sua effigie, che doveva essere
liberata dai rovi e dalle spine, nonché dalla terra che
la ricopriva, nascondendola dallo sguardo umano.
Poiché
anche Biancone ebbe la stessa visione, entrambi ritennero giusto
informare il Parroco della vicenda. La pastorella decise di precederli
sul luogo e quando il padre e il Parroco arrivarono la videro
inginocchiata a parlare. Poiché non videro nessuno, le
chiesero con chi parlasse; la fanciulla rispose che stava dialogando
con una Signora che teneva in braccio un bambino; compresero
che si trattava della Vergine Maria.
Il padre allora
tagliò i pruni e gli sterpi e, dopo aver scavato, riportò
alla luce un antico dipinto, su cui era raffigurata la Madonna
con in braccio il Figlio, alla destra San Sebastiano e alla sinistra
San Rocco; accanto a
questa
effigie rinvenne anche una croce di legno.
Nel Segreto
di Maria San
Luigi da Montfort ­invita a contemplare la bellezza dellicona
della Vergine: «Maria è la meravigliosa eco di Dio.
Quando si grida Maria!, essa risponde Dio!»
(SM 21).
Questa è
la sensazione che si genera nellanimo del fedele alla vista
dellimmagine della Madonna di Valdibrana, che forse per
volontà divina è riuscita a vincere le barriere
del tempo e a conservarsi pressoché intatta (nel 1650
si scoprì sul dipinto la seguente iscrizione: «Valerio
Virgilio Ciappini dipinse limmagine il 22 Luglio 1263»),
perché potesse generare nei credenti un profondo sentimento
di unione con Dio, che infiamma ulteriormente il cuore, allorché
nella cappellina del Santuario, custode dei numerosi ex-voto
dei fedeli, tocchiamo con mano il sasso su cui Nostra Signora
apparve alla giovane pastorella.
Difatti, in
seguito alla miracolosa apparizione e alla fama del prodigioso
ritrovamento, accorsero fedeli da ogni parte, cosicché
in questa valle cominciarono ad echeggiare i canti dei pellegrini,
che sempre più numerosi si innalzavano in onore della
Madre di Dio. Nel 1363 Biancone insieme ad altre tre famiglie
del luogo decise di costruire un Oratorio ed erigere un altare
davanti alla sacra effigie, rimasta nel punto esatto in cui era
stata scoperta; sorse così la prima chiesetta campestre
che, rivelatasi insufficiente ad accogliere i molti pellegrini,
subì nel corso del tempo vari lavori.
Il più
importante fu quello realizzato nel 1650, che ingrandì
notevolmente lOratorio; oltre a quello eseguito nel 1770,
degno di nota è anche loperato ultimato nel 1905,
grazie alla cooperazione di 53 popoli della diocesi, nonché
allaiuto del Parroco Silvio Maffucci e dellallora
vescovo di Pistoia S. E. Mons. Marcello Mazzanti, che portò
allodierna costituzione del Santuario.1
San Bernardo
nellOmelia 11 super Missus est ha scritto:
«Nei pericoli, nelle afflizioni, nelle incertezze pensa
a Maria, invoca Maria. Che ella non si allontani dalla tua bocca,
né dal tuo cuore; e per ottenere laiuto della sua
preghiera, non lasciare mai lesempio della sua vita. Se
la segui, non ti puoi perdere; se la invochi non puoi disperare;
se pensi a lei, non ti puoi ingannare.
Se lei ti protegge
non cadi...» e infatti coloro che invocano la Madonna di
Valdibrana con lo slancio del cuore ricevono il suo soccorso.
Secondo la tradizione, mentre si scavavano i fondamenti dellOratorio,
un povero cieco che passava di lì, sentito che in quel
luogo era stata ritrovata la veneranda immagine, si prostrò
a terra e dopo aver pregato ardentemente Maria, recuperò
immediatamente la vista.
Questo fu il
primo di una lunga serie di miracoli che tuttora continuano a
verificarsi in questo santo luogo, allorché i devoti della
Vergine Maria, ricorrono con sentita fede a Lei, madre generosa
che non smette mai di testimoniare il suo grande amore per i
figli afflitti.
Roberta Franchi
1 Ave Regina concepita senza peccato. Maria Santissima di Valdibrana.
Per ricordare il VI centenario dellerezione del Santuario
della Madonna di Valdibrana 1363-1963.
IMMAGINI:
1 Facciata ed interno
del Santuario di Valdibrana, eretto in più tempi a partire
dal 1650.
2
Immagine
della Vergine dipinta nel 1263 da un certo Valerio Virgilio Ciappini.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2008 - 4
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