IL PELLEGRINAGGIO E
I RICORDI DEVOTI
Ciò che si prende e ciò
che si lascia nei Santuari
Fra
gli oggetti ricordo più comuni che il pellegrino trova
nei Santuari vi sono le medagliette che, benedette e donate alle
persone care, hanno un significato protettivo al pari delle immagini
in metallo, dotate di calamita, da porre sul cruscotto della
macchina. Talvolta, in commistione fra sacro e profano. Il punto
massimo di questa mescolanza lho osservato in un portachiavi
degli anni sessanta, recante come ciondolo un pallone al cui
interno era inserita limmagine della Vergine.
Le medaglie hanno un significato protettivo più accentuato,
almeno allapparenza, rispetto alle immaginette devozionali
che, in ogni caso, continuano ad essere uno dei ricordi preferiti
insieme ai rosari.
Lesempio più curioso che ho avuto modo di osservare
è quello di un kit del devoto composto da
immaginetta devozionale, medaglietta e scapolare.
Lo scapolare, in passato era un oggetto devozionale assai diffuso,
e a livello protettivo equivale alla medaglietta: oggi forse
per ragioni igieniche sembra assai più diffusa questultima
a discapito del primo. La medaglietta devozionale era un dono
classico del Battesimo o della Prima Comunione (se di materiale
pregiato): oltre ad essere un oggetto devozionale
si configura anche come gioiello prevalentemente, ma non esclusivamente
femminile. Nei Santuari sono venduti gioielli ed
ornamenti per labbigliamento femminile quali spille e braccialetti
su cui è raffigurata limmagine sacra o il luogo
di culto. Sono quasi sempre gioielli poveri dove
allinizio del XX secolo prevaleva lalluminio ed ora
la plastica variamente colorata, non dimentichiamo che il colore
è sempre stato un elemento importante nella tradizione
popolare.
Oltre a questi tipi di ornamenti le moderne tecniche di stampa
hanno favorito la diffusione delle magliette (t-shirt) recanti
le immagini del luogo di culto visitato e, talora lanno,
nel caso di una particolare ricorrenza, o anche di foulard, di
scialli e di fazzoletti. Come lindustria del turismo insegna.
Per altri accessori dellabbigliamento è interessante
notare la presenza diffusa dei ventagli: tale tradizione è
documentata fin dal XIX secolo. Esistono addirittura ventagli
pubblicitari relativi a luoghi di culto, fra questi ne ricordo
uno dellAigua de la Verge de Montserrat risalente
alla prima metà del XX secolo.
Le statue
Innumerevoli sono poi le statue
di ogni dimensione e materiale. Luso della pasta di sale
oggi è scomparsa dalloggettistica sacra, mentre
gode di unampia fortuna a livello profano nellambito
del bricolage. Ho trovato statuette di San Francesco, di SantAntonio
e di San Pancrazio e, riferendoci alla devozione mariana, quelle
della Madonna di Caravaggio e della Vergine di Oropa. Tutte le
statue di sale che ho finora incontrato sono riferibili a Santuari
distanti dal mare e il sale (che tiene lontano le streghe ed
il male) ha un valore simbolico interessante. Sarebbe da verificare
se i Santuari dove si trovava la produzione di queste statue
fossero lungo le vie del sale, commercio assai importante in
passato, oggetto anche di numerose azioni di contrabbando talora
documentate nei Santuari da ex-voto.1 Inoltre alcune di queste
figurine di sale sono contenute in piccole noci di legno: sono
contenitori sfruttati sia nel campo sacro come in
quello profano e sembrano ricondurre allartigianato lombardo.
Naturalmente a livello antropologico e religioso la noce ha un
valore simbolico specie se si tiene conto che si tratta di un
frutto di alberi tradizionalmente legati alle streghe, mentre
il sale le tiene lontano.
Altre statue sono contenute nelle conchiglie: queste hanno un
valore simbolico accentuato in quanto riportano allacqua
e al concetto di fertilità: la presenza delle conchiglie
si riscontra con una certa frequenza nelle ceroplastiche del
XVIII e del XIX secolo e, allapparenza, possono sembrare
fuori luogo a meno di tener conto proprio del loro valore simbolico
e del fatto che sovente tali statue erano usate quali doni di
nozze.
Oggetti
per la scrivania
Nellambito dellindustria
del ricordo, troviamo categorie particolari di oggetti come quella
che investe la scrittura. Verso la fine del XIX e gli inizi del
XX secolo, avevano una certa diffusione i calamai fusi in leghe
metalliche abbastanza simili al peltro che recavano statuette
di Madonne e riproduzioni di Santuari accanto alla vaschetta
per linchiostro. Sempre negli stessi anni erano comuni
penne con una parte in celluloide su cui era incollata una decalcomania
con unimmagine venerata: lo stesso tipo di penne è
usata anche in ambito profano, ovviamente con altri tipi di immagini
(in prevalenza monumenti celebri).
Negli ultimi anni alle penne si sono sostituite le biro e la
plastica è diventato il materiale preponderante: si rileva
ancora una volta che sono oggetti che trovano lesatto parallelo
in ambito profano nellindustria del ricordo a basso costo.
La plastica ha anche sostituito il metallo nel caso dei tagliacarte
e di altri piccoli oggetti di cartoleria.
Ancora per la scrivania è possibile trovare dei press-papier
di vetro, le così dette bolle che magari girate
lasciano cadere sui Santuari fiocchi bianchi che imitano la neve:
tali bolle, inizialmente di vetro, oggi sono ampiamente sostituite
dalla plastica. Un altro tipo di ferma carte, più economico,
era costituito da una palla di vetro piatta alla base, dove era
incollata unimmagine venerata che si poteva osservare dalla
parte convessa, ingrandita anche se non di molto.
I giochi
religiosi
Un altro settore in cui è
presente lindustria del ricordo sacro è quello relativo
ai giochi religiosi: in particolare mazzi di carte, dove accanto
ai classici segni troviamo immagini di santi, giochi di carta
sul tipo di quelli delloca, ovviamente con elementi tratti
dai Vangeli o dalla Storia sacra.
Troviamo anche piccole armoniche da bocca o fischietti in terracotta:
le valenze legate alla festa o tipiche della tradizione popolare,
specie nel Centro e nel Sud Italia, creano qualche difficoltà
nellinserire questi oggetti solo ed esclusivamente nellambito
del gioco.
I prodotti
farmacologici
Nei Santuari si vendono sovente
prodotti alimentari o farmaceutici che nel mondo contemporaneo
rientrano pienamente nella categoria dei prodotti salutistici
o comunque biologici. In realtà liquori, tisane
ed amari di vario tipo acquistabili nei Santuari hanno una tradizione
ben più antica che riporta al tema della cura del corpo
in parallelo a quella dellanima.2
Non a caso tra i prodotti più comuni troviamo quelli appena
ricordati: infatti specie in passato si riteneva che avessero
alcune proprietà terapeutiche trasmesse per tradizione
orale
allinterno delle abbazie fra i monaci. Su molte etichette
di amari è raffigurata facilmente la figura di monaci
con una lunga barba indice di saggezza che recano in mano un
cesto con erbe sicuramente officinali.
Lo stesso dicasi per altri prodotti come il cioccolato che in
passato si riteneva fosse molto utile nella convalescenza degli
ammalati e rientrava nellambito di quei prodotti coloniali
oggetto di commercio missionario.
E così accanto ai Santuari è possibile trovare
farmacie e negozi che vendono prodotti alimentari con una gamma
di prodotti sempre più ampi che tendono a slegarsi dalle
categorie più propriamente evangeliche (quali ad esempio
il vino) ma insistono con frequenza sugli aspetti tipici e naturali,
alimentando in misura consistente il luogo comune che nei Santuari
si mangia bene e che si vive ancora meglio.
Forse ciò ha contribuito allapertura di quelle forme
che potremmo definire tipiche del turismo religioso che in alcuni
casi han suscitato non poche polemiche fra i gestori laici di
questo settore, i quali hanno tacciato alcune iniziative come
concorrenza sleale a causa del basso prezzo praticato
nelle strutture religiose.
Certamente gli ultimi aspetti cui si è fatto cenno testimoniano
come ancor oggi sacro e profano si trovino spesso accomunati.
Laura Borello
1 Una prima analisi di questo fenomeno si può trovare
nel catalogo della mostra tenutasi ad Aosta Cum grano salis,
Aosta, Musumeci 1998. Sugli ex-voto relativi al contrabbando
del sale cfr. Laura Borello La rappresentazione del lavoro negli
ex-voto in SM Annali di San Michele - Museo degli usi e costumi
della gente trentina - San Michele allAdige n. 8, 1995
pp. 11-18.
2 Ho trattato ampiamente questo argomento in Laura Borello
Sacro e profano nella pubblicità, Firenze, Alinea editore,
1999.
IMMAGINI:
1 Statua
in legno riproducente la figura di San Giuseppe. Oggi il legno
o la più semplice plastica hanno sostituito la pasta di
sale nella modellazione delle statue, un tempo assai utilizzato.
2 Statuina in metalli in stile moderno
3
Etichetta cromolitografata per il 'liquore degli angeli'
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2004-8
VISITA Nr.
