LE FESTE DEL MESE DI MARZO
A livello popolare,
marzo viene identificato con il mese di San Giuseppe; anche le
immagini devozionali, oggi praticamente scomparse, che propongono
il calendario spirituale in base al quale durante ogni mese il
fedele esercita una particolare devozione, lo dedicano allo sposo
della Vergine.
Credo, tuttavia, che le ricorrenze più importanti di marzo
siano da considerare in un quadro unitario, in quanto si può
osservare come linsieme punti a focalizzare lattenzione
e a far riflettere il fedele sul Mistero dellIncarnazione:
a dicembre, la Chiesa celebra la nascita di Gesù e la
Santa famiglia, tr
e
mesi dopo, il momento che precede la nascita, quando si annuncia
limminente redenzione nella storia umana e si pone laccento
sulla famiglia che si è appena costituita.
La festa di San Giuseppe cade
il 19 marzo, una volta giorno non lavorativo, lAnnunciazione
invece si celebra la settimana successiva, il 25 di marzo. A
rimarcare il quadro familiare e la genealogia di Gesù
è da sottolineare che nello stesso mese si ricordava anche
San Gioachino, padre della Vergine: oggi molti calendari non
segnalano più la sua festa (a dire il vero tanti non citano
neppure i santi in generale) ed altri la uniscono a quella di
SantAnna (26 luglio), tuttavia, in passato, cerano
testi che raffiguravano le feste del mese di marzo riproponendo
accostati San Giuseppe come padre putativo di Gesù, lAnnunciazione
e San Gioachino, padre della Madonna.
Marzo viene anche identificato
anche con la figura di San Giacomo maggiore. Nel credo apostolorum
(si tratta di unantica pratica devozionale che identifica
ogni frase del credo con un Apostolo) la frase che gli viene
assegnata è concepito dallo Spirito Santo, nato
dalla Vergine Maria: ancora una volta si guida la riflessione
del fedele verso il Mistero dellIncarnazione.
Due sono, dunque, a mio avviso, i punti centrali del mese di
marzo che la Chiesa vuole richiamare a livello spirituale, da
un lato il Mistero dellIncarnazione che vede protagonista
la Madre e dallaltro la figura paterna e, tutto sommato,
nella tradizione popolare, a marzo, San Giuseppe la fa, o meglio,
la faceva da padrone. Oggi, infatti, nessuna delle due feste
è particolarmente sentita o celebrata con rilievo, anche
perché il legame San Gioachino, San Giuseppe e Maria non
è dimmediata e facile comprensione.
Certamente
nel mondo contemporaneo la figura di San Giuseppe viene legata
di più al primo maggio, festa dei lavoratori e liconografia
prevalente, in questo caso diventa quella di Giuseppe che lavora
nella bottega da falegname. Va anche detto che la festa del primo
maggio appartiene molto di più alla sfera laica rispetto
a quella religiosa: la sacralizzazione della giornata tramite
la figura di San Giuseppe propria del XX secolo, non ha ottenuto
il successo sperato ed anzi ritengo abbia in parte contribuito
ad offuscare la festa del 19 marzo.
Vorrei anche ricordare che
se la nascita di Gesù, al di là di quanto uno creda
a livello personale, si configura nellambito della storia
delle religioni come un evento prodigioso annunciato da segnali
cosmici particolari come la cometa, anche quella della Vergine
si caratterizza come eccezionale in quanto viene concepita da
una donna anziana e considerata sterile, tanto che, stando ai
testi apocrifi, le offerte di Gioachino al Tempio erano state
rifiutate proprio perché un uomo infecondo, non in grado
di accrescere il Popolo di Dio, non poteva stare fra coloro che
erano fecondi. La famiglia come nucleo umano finalizzato alla
procreazione, secondo unottica, purtroppo, in parte estranea
alla mentalità contemporanea, era invece assai comune
in passato.
Tutto ciò invece è
messo ben in evidenza, ad esempio, nel testo della Legenda Aurea
di Jacopo da Varazze (XIII secolo), testo che racconta la vita
dei Santi in un quadro liturgico ben preciso ed è alla
base di numerosi racconti popolari e di molti elementi ripresi
a livello iconografico negli affreschi e confluiti a vario livello
nella tradizione popolare e colta.
Le leggende di Gioachino
e Giuseppe
Nella Legenda Aurea, si parla
di Gioachino solo quando si ricorda la festa della Natività
della Vergine che si celebra lotto settembre con lottava
stabilita da papa Innocenzo IV. Si racconta che Gioachino, cacciato
dal Tempio, non osa tornare alla sua tribù e si reca,
umiliato, fra i pastori sui monti. Qui un angelo lo consola dicendogli
che le sue preghiere sono state esaudite e la sua umiliazione
avrà ben presto fine con la nascita di Maria e lo invita
a tornare a casa dalla moglie Anna che, preoccupata, lo
aspetta
e come segno della verità annunciata gli segnala che incontrerà
la sua sposa a Gerusalemme, presso la Porta Aurea.
Così avviene e la bambina
che nasce viene offerta al Signore e vivrà nel Tempio
fino a quando, secondo la Legge, raggiunge letà
da marito.
Nello stesso racconto, Jacopo da Varazze ricorda anche il modo
prodigioso in cui i sacerdoti, consigliati dallo Spirito divino,
scelsero lo sposo di Maria: convocati gli uomini della stirpe
di David atti al matrimonio, fu consegnata ad ognuno una verga,
quella che restituita ai sacerdoti fosse fiorita e su cui si
sarebbe posato lo Spirito Santo in forma di colomba, avrebbe
indicato il prescelto.
Lunico che non la riconsegna
è Giuseppe che si ritiene troppo vecchio per Maria, tuttavia
invitato a ridarla indietro questa fiorisce e così, attuando
la profezia di Isaia, risulta lo sposo adatto alla Vergine: «Ma
spunterà un ramoscello di Jesse e un virgulto dalla sua
radice fiorirà! E si poserà su di esso lo spirito
del Signore: spirito di sapienza e di intelligenza. Spirito di
consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del
Signore» (Isaia 11,1-2).
Dai racconti appena ricordati
emerge anche il fatto che la nascita prodigiosa di Maria e quella
di Gesù hanno avuto bisogno di spiegazioni: gli stessi
interessati non potevano comprendere senza lintervento
soprannaturale ed in questo caso gli angeli hanno avuto il ruolo
di intermediari; mediatori che guidano Giuseppe e Maria a compiere
la volontà divina e in un certo senso uniscono quasi fisicamente
cielo e terra.
È ancora da osservare un dato: lAnnunciazione cade
allinizio della primavera, stagione da sempre indicata
come rinascita della natura, e la Redenzione dellumanità
non poteva che attuarsi in un periodo in cui solitamente la terra
è feconda e può così dare nuovi frutti.
Laura
Borello
IMMAGINI:
1 Immaginetta
devozionale raffigurante San Giuseppe con il Bambino in braccio.
Siderografia francese applicata su un pizzo meccanico, acquerellata
a mano (XIX secolo). San Giuseppe ha in mano un giglio, trasposizione
iconografica della verga ricordata nel racconto riportato nel
testo.
2 Immaginetta che segnala lappartenenza
alla Congregazione degli operai di San Giuseppe anche se nellimmagine
attorno al Santo recante un giglio in mano sono inginocchiati
dei fanciulli (cromolitografia del XX secolo).
3
Immaginetta devozionale raffigurante la scena dellAnnunciazione.
La scena è incorniciata da erbe e fiori secchi che, stando
alle scritte, provengono dalla Terrasanta. Si tratta di particolari
immaginette-reliquie note appunto come fiori di Terrasanta (cromolitografia
ritagliata del XX secolo).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2004-3
VISITA Nr. 