NOTRE-DAME DE LA SALETTE
Il 19 settembre si celebra la festa di Notre-Dame de La Salette, Madonna venerata in uno dei santuari più noti della Francia, situato nella zona di Grenoble. Si tratta di un edificio di culto posto a 1800 metri di altezza ed è certamente uno dei più alti in Europa. L’origine della costruzione è legata all’apparizione della Vergine a Massimino Giraud e a Melania Calvat nel 1846.

La Madonna si manifestò piangendo e diede ai due pastorelli un messaggio di preghiera, conversione e penitenza, messaggio che in parte viene ripreso come richiesta di aiuto del fedele a Maria sul verso delle immaginette devozionali.

Nel corso del tempo, tuttavia, le preghiere dei santini tendono ad essere di tipo più generico, senza particolari riferimenti alle lacrime di Maria, tema ricorrente invece nelle immagini più antiche.
Attorno alla metà del XIX secolo, si contano diverse apparizioni della Vergine un po’ in tutta Europa e specie in Francia dove tuttavia diventano predominanti quelle di Lourdes. Tali apparizioni, e la relativa costruzione del complesso degli edifici di culto, daranno luogo ad una ricchissima iconografia popolare: l’enorme quantità di materiale devozionale prodotto farà sì che la si identifichi come il culto della Vergine in Francia per antonomasia.

Nel caso della Madonna della Salette, è possibile trovare un numero abbastanza alto di immagini devozionali ma sicuramente neppure lontanamente paragonabile a quello di Lourdes che ormai è uno dei santuari più conosciuti al mondo.
Le immagini della Salette più comuni sono quelle che raffigurano l’apparizione di Maria ai due pastorelli in un ambiente alpino. In particolare in una, stampata a Metz presso Dembour e Gangel nella seconda metà del XIX secolo, dunque a pochi anni di distanza dall’apparizione, la Vergine è raffigurata con un serto di rose in testa, con una collana di rose sul petto e sollevata da terra sempre su un tappeto di rose. Il dettaglio dei fiori tenderà nel tempo a diventare meno marcato fino a scomparire del tutto in più casi.

La stamperia di Metz è sicuramente una delle più conosciute della Francia e segue in parte le vicende del più noto centro di produzione di stampe popolari d’Oltralpe cioè Epinal.
Un numero abbastanza alto di immagini, più recenti rispetto a quella appena ricordata, ritraggono la Vergine secondo l’ispirazione di un gruppo scultoreo riprodotto anche su molte statuette devozionali e derivante direttamente da quanto conservato nel Santuario.
Altre immagini riportano, oltre a Maria, anche la scena di un pellegrinaggio che si muove lungo sentieri posti sulla montagna, verso il complesso monumentale del Santuario in alto al centro. Attorno alla chiesa vera e propria, si vedono numerosi edifici, probabilmente destinati ai pellegrini.
È comune che nelle immagini di Madonne e Santi venerati, compaia anche il luogo di culto, ma è abbastanza insolita la raffigurazione di una processione, fra l’altro di così ampio respiro, come questa. Penso si tratti della riproduzione di un dipinto presente in tale edificio. Immagini di questo tipo si possono incontrare nella zona della Provenza, su alcuni ex-voto offerti da comunità intere per essere state salvate da violente epidemie o da eventi bellici di particolare rilievo. Nel caso delle immaginette della Madonna della Salette manca ogni riferimento a fatti specifici e solo una verifica sul posto permetterebbe di conoscere perché la scena della processione ricorra così di frequente e sostituisca in pratica ogni altro tipo di raffigurazione del Santuario.

Sicuramente il culto nei confronti di Notre-Dame de la Salette appare ai giorni nostri più circoscritto all’area locale, o per lo meno all’ambito francese, ma è stato sicuramente assai popolare nel corso del XIX secolo, tant’è vero che nella Filotea del Riva, testo dalle innumerevoli ristampe e dalle migliaia e migliaia di copie vendute, compare una novena da farsi prima della festa della Vergine invocata proprio con questo appellativo.

Ho voluto presentare la devozione alla Madonna della Salette su questa rivista anche per un altro motivo: Don Ceresa, fondatore del Centro di Documentazione Storica e Popolare Mariana, mi disse un giorno di essere particolarmente legato alla Vergine invocata con questo appellativo e che conosceva bene tale Santuario.

Questo era anche il motivo per cui nel salone dedicato all’Ausiliatrice trovava posto una statua riproducente il gruppo della Vergine e dei due pastorelli della Salette, fatto che, a prima vista, poteva suonare una stonatura, come qualcosa di slegato al tema della sala. Ma oggi sappiamo che non è così.
                                                                                                            Laura Borello


IMMAGINI: 1 Immagine fotografica, applicata su cartoncino raffigurante il pellegrinaggio al Santuario (XIX secolo). / 2 Immagine cromolitografata raffigurante la scena dell’apparizione ed il Santuario (XX secolo). / 3 Immagine stampata in offset con l’apparizione ai due pastorelli (XX secolo).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-8
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