LE ACQUE, IL MARE E
CIO' CHE LO POPOLA Il
mare è solo una delle numerose raffigurazioni dellacqua
presente nei santini dalle forti connotazioni simboliche: in
molte immagini è difficile distinguere tra mare, lago
e fiume. Del resto mare, nella Bibbia, sovente indica solo una
vasta estensione dacqua (cf il lago di Tiberiade).
Lacqua, un valore simbolico
Alcune simbologie relative alle acque del fiume o di sorgente
trovano precisi riscontri in quella propria del mare e che le
piogge alimentino mari e fiumi creando un unico ciclo vitale
è un tema ben presente nelle Sacre Scritture.
Lacqua in genere, dolce o salata che sia, ha dunque un
valore simbolico anche nei santini. Il fiume si presta meglio
a raffigurare il torrente di grazia che esce dal
cuore di Cristo o della Vergine (Madre delle Grazie) o tende
ad assumere la forma di sette fiumi (i sacramenti) che nascono
dalla vita che porta a Cristo, i flutti in tempesta indicano
le difficoltà della vita.
Le acque sono indicate come proprietà di Dio e così
il mare e tutto ciò che contiene(quinto giorno
della creazione). A proposito del legame che unisce un po
tutte le rappresentazioni acquatiche delle immaginette
ad un unico universo simbolico propongo un esempio caratteristico.
È relativamente comune, specie nel XIX secolo, uniconografia
in cui langelo custode accompagna un bambino in abito da
pellegrino attraverso un ponte su un abisso, spesso al fondo
del baratro scorrono acque burrascose: è il tema dellabisso
primordiale, del caos che rischia in ogni momento di avere il
sopravvento sulluomo ed il passaggio del ponte indica il
superamento di tale situazione che permette di accedere al monte
su cui è la luce. Ciò per il cristiano ha valore
spirituale; è il passaggio dalle tenebre alla luce, il
cammino della vita che porta alla Gerusalemme celeste. Il pellegrinaggio
della vita avviene per mari e per monti attraverso flutti e rovi,
ma abbandonarsi alla Croce o alla Madonna Ianua Coeli fa giungere
in porto ed ascendere al monte del Signore (Michea
4,2).
I torrenti impetuosi hanno lo stesso valore della burrasca marina,
soggetto frequente sui santini. Limmagine dellimbarcazione
in preda alle onde del mare con fulmini che squarciano il cielo,
presente in vari passi biblici e dalla tradizione patristica
ben consolidata, ritorna di continuo e deriva iconograficamente
da incisioni profane e da altre forme devozionali.
Sui santini è raffigurata anche larca di Noè.
Si incontra, ad esempio, su alcune immaginette natalizie: Gesù
Bambino allinterno di unarca diventa larcobaleno
che unisce il Vecchio ed il Nuovo Testamento. Larcobaleno,
simbolo positivo, si incontra nel racconto del diluvio universale
nel momento in cui lira di Dio è placata e ritorna
il sereno. Ritroveremo larca sormontata da un arcobaleno
quale raffigurazione della litania Arca dellAlleanza in
modo particolarmente accentuato nel XX secolo.
Tale accostamento è presente in più scrittori cristiani.
Più volte SantAlfonso de Liguori afferma che
larca di Noè ha salvato solo pochi animali mentre
Maria, arca assai più potente poiché madre di Cristo,
salva ogni peccatore che ricorre a Lei.
Il tema ittico
Il tema delle fiere ritorna anche allappellativo Stella
Matutina dove la stella Maria sovrasta il mare non
sempre in tempesta: la Vergine porta alla luce di Cristo cacciando
le fiere nelle tane alle prime luci dellalba e ricacciando
nelle tenebre i mostri dellaria e si crea una sovrapposizione
iconografica con la litania Refugium peccatorum.
Le raffigurazioni della Maris Stella comportano talora linserzione
di mostri marini dai puntuali riferimenti biblici soprattutto
nelle citazioni del leviatano.
Certamente
gli abitanti marini per eccellenza non sono i mostri ma i pesci,
tuttavia si raffigurano poco sulle immaginette (e più
di frequente in quelle moderne): ciò sembra in contraddizione
con il fatto che è uno dei simboli più diffusi
nel Cristianesimo delle origini. Nei santini, specie antichi,
è più comune la figura evangelica del pescatore.
In particolare, fra il Seicento ed il Settecento, diventa comune
uniconografia in cui Gesù fanciullo pesca i cuori
o i fedeli.
Su alcuni santini sono presenti le conchiglie, in particolare
il nautilus, quale oggetto di oreficeria. Su un immaginetta
natalizia, in cui i Magi offrono i tradizionali doni a Gesù
Bambino, la mirra, indice della sofferenza che comporterà
la Passione, è racchiusa in un nautilus.
Unaltra conchiglia frequente è il pecten jacobeus
riferibile in particolare alliconografia di San Giacomo
maggiore e di San Rocco il cui abito coincide tradizionalmente
con quello del pellegrino. Tale conchiglia simbolicamente non
è tanto il contenitore per bere ma piuttosto quello dellacqua
che salva: il pellegrino la raccoglie dal costato di Cristo o
dalle fonti sacre dei santuari e per mezzo dellacqua
viva raggiunge Cristo.
Laura Borello IMMAGINI: 1
Immaginetta
con Gesù Bambino /
2 Figurina
pubblicitaria della ditta Brázays Franzbranntwein,
stampata a Budapest, raffigurante la preghiera sul mare in memoria
dei caduti. XX secolo. RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2003-7 VISITA Nr. 
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