P.G.R.
PER GRAZIA RICEVUTA
Quando
2 anni fa leditore Malagrinò mi disse che voleva
creare una rivista specializzata sugli ex-voto e chiese la mia
collaborazione accettai molto volentieri, sia perché avevo
già avuto modo di lavorare con lui, sia perché
se ne sarebbe occupata in prima persona Anna Maria Tripputi,
ossia una ricercatrice di Arti e tradizioni popolari dellUniversità
di Bari che iniziò, come me, a studiare gli ex-voto più
di ventanni fa quando non era di moda e si era considerate
per lo meno figure eccentriche, con una forte «vena di
pazzia»: su questultimo punto si può concordare
poiché accedere a questo materiale, talora, comporta sforzi
improbi, non solo fra polvere e ragnatele, ma fra chiavi che
non si trovano e difficoltà burocratiche. Non a caso,
Angelo Turchini negli anni
Ottanta,
in un testo sugli ex-voto della diocesi di Rimini, riporta anche
il diario di bordo del gruppo a caccia di ex-voto,
diario che rimane un pezzo molto divertente, soprattutto per
chi studia questi segni religiosi.
Ad aprile, con un ritardo di pochi mesi sulla data di uscita
prevista, ha visto la luce il primo numero di quella che mi riesce
difficile definire una rivista, data la veste elegante e la nitidezza
dei colori. In effetti sarebbe più giusto parlare del
primo volume di saggi inediti sulla tematica degli ex-voto. Il
battesimo ufficiale comunque si è tenuto alla fine del
mese nel Santuario Pontificio di Pompei dove, per loccasione,
è stata anche presentata nella biblioteca una mostra bibliografica
sugli ex-voto aperta fino al 25 di maggio.
La rivista presenta saggi provenienti dallItalia, dallAustria,
dal Sud America e dallAmerica Centrale: il taglio internazionale
sarà proprio uno degli elementi che caratterizzerà
anche i prossimi numeri (la rivista dovrebbe avere cadenza semestrale).
Gli articoli affrontano aspetti e tematiche molto diverse fra
loro: il saggio austriaco su Maria Zell di Erika Thümmel
fa vedere come lex-voto possa essere tutelato ed al tempo
stesso divenire strumento di catechesi intelligente, con un approccio
che dovrebbe essere imitato in Italia. Larticolo sui milagros,
offerte votive dellAmerica latina, di Martha Egan pone
il rapporto fra ex-voto e documentazione archeologica, tematica
affrontata per lItalia da
Rodolfo
Striccoli per quanto riguarda larea pugliese.
Un rapporto con larte contemporanea è documentato
in America centrale attraverso larticolo di Kate Wagle.
Un altro legame con il mondo contemporaneo, più strettamente
legato allambito religioso, è quello relativo agli
ex-voto fotografici: linteresse per questa forma artistica
è cresciuto molto negli ultimi anni e gli ex-voto offrono
uno spaccato di storia della fotografia a partire dalla fine
dellOttocento: questaspetto viene indagato da Vincenti
M. Spera.
Il tema delle offerte votive
oggettuali è affrontato da Anna Maria Tripputi per quanto
riguarda i gioielli ed il loro significato simbolico e magico,
tema quanto mai vasto e coinvolgente, oggetto negli ultimi anni
di alcune mostre tenutesi nel sud dItalia e da Elisabetta
Gulli in relazione ai cuori votivi (la studiosa, infatti, ha
una ricca collezione di materiale, e non solo votivo, su questo
tema).
Particolare larticolo di Maria Pia Pagani riguardo alle
statue votive di Nil, stilita russo, in quanto ci aiuta a comprendere
il mondo dei romiti e dei pellegrinaggi dellAntica Russia,
terra che non rimase estranea alla pratica cristiana dellex-voto.
Si analizzano poi alcune collezioni
di dipinti votivi: larticolo di Gianfranco Cipriani propone
lanalisi di quelli
della Madonna della Quercia di Viterbo (si riproduce, fra laltro,
una delle più antiche tavolette votive conosciute, risalente
allultimo decennio del Quattrocento), mentre P. Angelo
Quero descrive gli ex-voto conservati nel Santuario della Madonna
di Bonaria a Cagliari.
La tematica relativa alla documentazione
pertinente gli ex-voto viene affrontata dalla sottoscritta: si
riprendono, riassumendoli in modo drastico, i dati che furono
oggetto della tesi della mia seconda laurea sulle 8896 relazioni
di grazia riportate sul bollettino del Santuario della Consolata
di Torino: lanalisi di queste relazioni permette infatti
di capovolgere in molti casi quanto è stato finora scritto
sugli ex-voto soprattutto per quanto riguarda le analisi statistiche
dei sociologi. Si rileva anche come lattuale trasformazione
della galleria dei quadri votivi non sia stato un intervento
positivo a livello architettonico e come abbia portato ad una
disaffezione verso un luogo amato a livello non solo popolare.
Laura Borello
IMMAGINI:
1 G Santuario
della Consolata in Torino: Ex-voto relativo alla guerra del 1912.
2 F Ex-voto
del XX secolo che si riferisce, probabilmente, ad un fatto di
emigrazione.
3 H Ex-voto
raffigurante lo scoppio della polveriera di Torino, avvenuto
il 26 aprile 1852. Il numero delle vittime fu limitato anche
per intervento di Paolo Sacchi che donò un ex-voto alla
Consolata, perché ritenne di aver scongiurato una sciagura
ben più grave, per intercessione della Madonna.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-7
VISITA Nr. 