FIORI E FIORETTI
Il
mese di maggio, come ben tutti i cattolici sanno, è identificato
nel calendario spirituale e ancor più in tutta la tradizione
religiosa popolare, come il mese della Vergine.
In questo mese, ancor oggi,
le processioni in onore della Madonna diventano più frequenti
ed è abbastanza comune che gli altari dedicati a Maria
siano ornati con più attenzione di fiori freschi, magari
offerti dai fedeli in uno slancio di devozione immediata o perché
frutto di una tradizione assimilata in famiglia.
La presenza ed il dono dei fiori freschi in realtà si
collega ad una tradizione antica ed è strettamente legata
al valore simbolico che questi assumono.
Il mazzo di fiori che si offre
alla Vergine ha una valenza spirituale che trascende quel valore
di ornamento che si può osservare nella chiesa stessa
o davanti a unicona sacra.
Nelle immagini della devozione popolare, specie nelle immaginette
e nelle stampe, ma anche in diversi libri di preghiere, il mazzo
di fiori viene identificato con linsieme delle buone azioni
che si possono offrire al Signore per mezzo di Sua Madre e questi
sono gli unici veri fiori a Loro graditi e anche gli unici che
possono avere senso nella vita del cristiano.
Il fiore in questo caso diviene segno di virtù prima ancora
che di amore.
Dal mazzo di virtù da
contrapporre al peccato, ai fioretti, ossia a delle piccole rinunce
in onore di Maria, il passo è breve.
Il termine fioretto, che si lega immediatamente come assonanza
al termine fiore, era assai comune nella letteratura catechistica
del passato e tale pratica diventerà uno degli strumenti
più comuni delleducazione religiosa fra Otto e Novecento.
Nel periodo della Quaresima si invitavano i bambini a fare delle
rinunce, a scriverle su un pezzo di carta e a deporle in un cesto
(come quello che solitamente ricorre sulle immagini per i fiori)
davanti ad unimmagine della Vergine.
Si trattava di una pratica abbastanza frequente non solo durante
le lezioni di catechismo ma anche nelle scuole elementari soprattutto
cattoliche.
Lo stesso strumento educativo
veniva utilizzato con forme leggermente diverse anche nel periodo
di preparazione al Natale: infatti se Natale è la festa
della gioia e della famiglia per eccellenza non va dimenticato
che è anche il momento dellIncarnazione ed è
il preludio della Crocifissione.
I mazzi di fiori che di solito risultano più frequenti
nelliconografia di questo tipo sono composti da rose e
gigli con qualche ciuffo di non-ti-scordar-di-me.
La loro composizione, di per
sé, si potrebbe quasi definire monotona, in quanto non
è sicuramente presente quella varietà di specie
floreale che invece si è già avuto modo di osservare
sulle immagini devozionali in altra occasione. Il valore simbolico
di amore, purezza e ricordo risultano evidenti in quanto fanno
parte del patrimonio della cultura popolare (dove popolo ha unaccezione
molto vicina a «comune»).
Ancor oggi questi tre fiori hanno concentrato a lungo, per non
dire in misura eccessiva, lattenzione degli studiosi della
religiosità popolare ma anche della cultura laica,
dove assumono un analogo significato simbolico, ovviamente, per
questultima, senza il
trascendente valore spirituale.
Oltre al mazzo di fiori che, come abbiamo visto indica il mazzo
delle virtù, troviamo tutta una serie di immagini che
potremmo definire idilliache in cui uno o più bambini
depongono fiori davanti ad un pilone votivo. I bambini di solito
indossano abiti festivi anche quando si vorrebbe identificarli
con dei contadinelli.
Queste immagini che a noi
possono suonare un po stucchevoli, in realtà sottolineano
una pratica molto diffusa nelle campagne soprattutto nel passato,
ossia la recita del Rosario durante il mese mariano allaperto,
davanti a dei piloni od edicole votive, numerosissime su tutto
il territorio della penisola ed oggetto di particolare devozione
a livello locale (non a caso molti santuari sono nati dallinglobamento
dei piloni votivi e si possono definire, in un certo senso, delle
edicole che hanno fatto fortuna).
Del resto cè tutto
un gruppo di immagini devozionali dellOttocento che riproducono
scene pastorali o paesaggi dalle note poco realistiche che trova
confronti in una coeva produzione letteraria non religiosa.
Nelle immagini che riguardano le edicole votive ciò che
colpisce è il ricchissimo addobbo floreale che ha ben
poco di reale: la statua della Vergine o il Crocifisso emergono
quasi dalla vegetazione. I bambini o il singolo bambino abbraccia
licona sacra.
La tematica della natura sacra e del significato simbolico del
paesaggio costituisce una delle sezioni della mostra che attualmente
è aperta ad Alessandria al museo del Cera
una volta di cui si avrà modo di parlare più
in dettaglio in un prossimo articolo.
Laura Borello
IMMAGINI: 1 Immaginetta di meditazione raffigurante un mazzo
di fiori dipinto, ritagliato ed incollato su carta di riso recante
una nota manoscritta che spiega come le virtù siano i
fiori del cielo. Anche il pizzo punzonato a matrice reca elementi
vegetali fra cui spiccano le spighe di grano. Probabilmente prodotta
in Francia nel XIX secolo.
2 Immaginetta di meditazione.
Cromolitografia recante la raffigurazione di una statua del Sacro
Cuore Immacolato della Vergine fra gigli, rose e non-ti-scordar-di-me.
Edita in Italia, probabilmente in Emilia Romagna.
3 Immaginetta-preghiera.
Cromolitografia raffigurante i bambini che offrono mazzi di fiori
a Gesù Bambino mostrato loro dalla Madre. Una scritta
evidenzia che si tratta di un ricordo del mese mariano. Sul verso,
oltre ad una preghiera che richiama espressamente le rose di
Gerico, sono indicate una serie di pratiche di virtù.
Edita a Roma dal cav. Marini nel XX secolo, forse su licenza
di Bertarelli di Milano.
RIVISTA
MARIA AUSILIATRICE 2002-5
VISITA Nr. 