L'ANNUNCIAZIONE
La festa dell’Annunciazione cade, di solito, il 25 marzo. Quest’anno, a causa della Pasqua, la festa dell’Annunciazione si celebra l’8 aprile. Comunque, l’Annunziata è sempre stata considerata come la Madonna di Marzo. Per questo su alcuni “buoni punto” catechistici francesi dell’inizio del XX secolo, si identifica espressamente l’Annunziata con la Madonna di Marzo. Negli edifici sacri la scena dell’angelo che si inginocchia davanti a Maria è abbastanza comune e sovente si trova dipinta ad affresco in alto, ai lati dell’altar maggiore, quasi a segnare come l’accaduto si collochi a metà fra cielo e terra, uniti dal Crocifisso posto di norma sopra al tabernacolo. È un’immagine che ricorre con una certa frequenza nei messali dal secolo
XVII al XIX, anche quando vi sono soltanto tre o cinque immagini calcografiche ed è ovviamente presente nelle raffigurazioni dei 15 misteri del Rosario.

È proprio questa, a mio avviso, la chiave di lettura delle immagini devozionali dell’Annunciazione. A livello popolare è raro trovare la scena dell’angelo inginocchiato davanti alla Vergine a meno che non sia inserita nell’ambito di una particolare devozione riconosciuta a livello ecclesiastico, come appunto è il caso del Rosario, oppure nelle immagini che supportano l’insegnamento catechistico (carte da gioco religiose, giochi dell’oca e cartelloni catechistici).

Sembra quasi che questa devozione sia stata particolarmente favorita a livello ecclesiastico ed abbia tuttavia ottenuto nei secoli meno “successo” rispetto ad altre quali l’Immacolata, l’Assunta o anche Maria Bambina (il cui culto sembra aver goduto di particolare fortuna dal XVIII secolo sia in Piemonte che in Lombardia) che pure risultano festività più recenti rispetto a quella dell’Annunciazione. A riprova di quanto affermato si può rilevare che nei numerosi testi agiografici o relativi alle feste del popolo cristiano del XVIII e del XIX secolo si insiste molto sull’antichità di questa festa; si citano più volte, come testimoni, i Padri della Chiesa ed i loro scritti e si accentuano i riferimenti a vari Concili, primo fra tutti, quello di Nicea. In alcuni testi si rileva addirittura che, malgrado il “malaugurato scisma”, anche l’Inghilterra riconosce l’importanza di questa festa. Certamente, nelle immagini popolari si riscontra una minore attenzione alla colomba, simbolo dello Spirito Santo, rispetto alla pittura colta, dove, in più di un caso, si trasforma in un fascio di luce che porta il Bambino nel grembo di Maria.

Una devozione ancor oggi abbastanza viva (almeno all’interno delle chiese), che ha prodotto in passato un’iconografia popolare caratteristica, è quella della litanie lauretane. Va rilevato come in queste litanie non si insista particolarmente sull’Annunciazione. D’altronde la recita delle litanie, a livello comunitario, di solito, segue quella del Rosario. In più di un titolo possiamo trovare un riferimento a questo mistero cristiano, ma la scena “tradizionale” non è presente.

Nel testo più conosciuto e comune del XVIII secolo, edito da Cath. Klauber (secondo il Benezit, Cath. è da leggersi come cattolico, e non Caterina anche se, stando ad altri studi, sembra esistere una Caterina attiva ad Asburgo ed in Francia nel XVIII secolo. In ogni caso i Klauber risultano fin dal XVI secolo con una continuità che va fino ai primi decenni del XIX secolo), imitato ben presto dai Remondini di Bassano, ed interpretato da più autori nel XIX e nel XX secolo, mentre troviamo la rappresentazione dello zodiaco sul capo della Vergine Immacolata e riferimenti in altri punti ai segni zodiacali, i cenni all’Annunciazione sono per lo meno poco evidenti.

Gli unici elementi legati a questo evento sono costituiti da un’accentuata presenza della colomba come simbolo dello Spirito Santo, che in un caso giunge a Maria solo dopo essere stata riflessa in uno specchio; ed i passi tratti dalla Bibbia che riguardano le profezie dell’Antico Testamento.
Non mi pare del resto che si conoscano particolari processioni in onore dell’Annunziata, eccetto forse in alcune chiese a Lei dedicate. A onor del vero, va sottolineato che tale festività cade in un periodo liturgico quasi sempre dominato dalla Quaresima e dalla preparazione della Pasqua cristiana.
Le immagini dell’Annunziata presenti sui santini, se non fanno parte della “serie” del Rosario, in generale sono riprese da quadri conservati in Toscana.

Attraggono particolarmente il Beato Angelico, Simone Martini ed il Lorenzetti i cui dipinti sono ampiamente riproposti sulle immaginette devozionali e non solo in questo caso.
Un’ultima nota: i testi dell’Ottocento fanno notare come l’importanza dell’Annunciazione sia stata particolarmente sottolineata da Urbano II (1088-1099), infatti questo papa stabilì che al mattino, a mezzogiorno e alla sera, le campane delle chiese suonassero tre volte per ricordare ai fedeli la recita dell’Angelus in onore di Maria, tradizione che permane ancora, malgrado la ricorrente disputa sul suono delle campane. L’Ave Maria, inoltre, è a tutt’oggi la preghiera più diffusa fra i cristiani unitamente al Padre nostro. Forse, proprio perché così comune, non si riteneva necessario riproporre immaginette che facessero meditare su tale mistero.
                                                                                                  
       Laura Borello



Sulle litanie di Klauber, cfr. La Madonna nei santini, Piombino, 1997, ed il testo di L. Borello, Devozione pubblica e privata, Torino, 1984.
IMMAGINI: 1 Cartolina religiosa. XX secolo (1900). Pubblicata dalla litografia Doyen di Torino. È siglata da V. Vulten. Fa parte di una serie numerata di cartoline che riproducono il testo delle principali preghiere cattoliche. Collezione privata.
2-3 Serie di immaginette con l’Ave Maria spiegata ai fanciulli. XX secolo. Stampa in offset. Sono state pubblicate da S.A.L.E.R. (Herder) Roma, Montecitorio 118. I disegni sono di Ida Boatta Morpurgo. Un’altra serie di immaginette spiega il Padre Nostro. Collezione privata
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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-3
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