I RICORDI DI CAPELLI
In occidente, il mese
di novembre è dedicato ai defunti. Nella tradizione cattolica,
tale ricordo si articola specificatamente in due giornate, una
in cui si fa memoria dei defunti ed unaltra invece dei
santi (cioè di tutti coloro che si trovano alla presenza
di Dio senza essere necessariamente ricordati nei calendari).
In questo mese, inoltre, aveva molto rilievo la devozione alle
anime purganti che serviva ad evidenziare quel rapporto fra vivi
e morti esistente nella Chiesa e che trova la sua manifestazione
più comune nella celebrazione di Messe a favore dei propri
cari, scomparsi di recente o da molto tempo.
Legato al tema della morte ed alla commemorazione dei defunti
troviamo un alto numero di immagini simboliche, frequenti soprattutto
nel passato. Fra tutti i ricordi assumono un valore particolare
i capelli: ancor oggi, in talune regioni, cè chi
ne taglia una ciocca dal cadavere di una persona che gli è
stata particolarmente cara. È risaputo, del resto, che
i capelli e le unghie sono le uniche parti del corpo che non
cambiano aspetto con la morte.
Vi sono tuttavia quadri ed oggetti che vengono confezionati utilizzando
proprio i capelli.
In passato, infatti, esisteva un fiorente commercio in questo
settore: sovente le giovani dei villaggi vendevano i propri capelli
per potersi comprare abiti o scialli. Molti finivano, dopo opportuni
trattamenti in stabilimenti specializzati, nella confezione di
parrucche ma altri, ed in quantità abbastanza consistente,
servivano come fili (ad esempio per fissare le paillettes dei
ricami) o per confezionare particolari ornamenti: bottoni, collane,
spille, cinture ed anche rosari. Altri capelli erano poi usati
per realizzare quadri da appendere alle pareti. Esistono cataloghi
specifici di questi oggetti, specie di ditte francesi che contengono
anche le istruzioni su come realizzarli.
Un settore abbastanza particolare è costituito da quelli
che vengono indicati come oggetti in memoriam ossia
ricordi legati alla morte. Si tratta di immagini formate da capelli
analoghe a quelle che siamo abituati a vedere sui santini o in
un cimitero.
Fra i temi e gli elementi che ricorrono con maggior frequenza
troviamo la lapide ed il salice piangente: le figure umane in
lacrime compaiono solo su alcuni esemplari poiché richiedevano
sicuramente una più alta capacità tecnica di realizzazione.
Numerosi anche i fiori che non hanno tuttavia sempre tipologie
botaniche ben definite ma sono piuttosto il frutto di fantasia.
Negli esemplari più belli si usano capelli dalle differenti
colorazioni e si possono anche realizzare sfumature con luso
di materiali pittorici. Particolarmente importante risulta lo
sfondo che può essere costituito da legno rivestito di
stoffa ma anche vetro su cui sono state incollate carte di sfondo
o ancora placche di smalto o avorio: anche questa varietà
di sfondi permette di capire come si tratti di oggetti tecnicamente
assai elaborati. I capelli poi possono essere usati come fili
in una particolarissima tipologia di ricami oppure possono essere
incollati, talora dopo essere stati ridotti in polvere, in modo
da formare elaborati disegni.
Oltre a questo tipo di immagini funerarie che ripropongono
tipiche scene ottocentesche,
vi è poi una serie di quadri di capelli che potremmo definire
stilizzati, o a livello astratto, dove in realtà vengono
inserite una o più ciocche di capelli in modo più
o meno artistico su uno sfondo di cartoncino che può recare
indicazioni relative al possessore di questi capelli. Anche in
questo caso esistono specifici modelli documentati in aree geografiche
diverse che vanno da Parigi a Firenze.
Tali ricordi funerari erano posti generalmente nelle camere da
letto ed erano indice di ununione fra vivi e morti forse
molto più visibile che nel mondo odierno: oggi, del resto,
la morte tende ad essere un fatto del singolo senza la partecipazione
corale della comunità come invece accadeva in passato.
Luso dei capelli come materiale per un settore specifico
dellornamento, oggi appare come una stravaganza ed una
tradizione inquietante: mi ricordo qualche anno fa un articolo
di giornale che tacciava di inaudita barbarie il fatto che con
i capelli di alcuni Ebrei durante la seconda guerra mondiale
fosse stato fatto un tappeto, come se la gravità del fatto
consistesse nelluso dei capelli e non nella persecuzione
contro gli Ebrei: era sicuramente un tipo di articolo che dimostra
come spesso si affrontino argomenti molto complessi con estrema
banalità e superficialità senza conoscere gli usi
e i costumi del passato.
Daltronde i capelli sono sempre stati considerati un ornamento
del viso e perché non possono essere usati per creare
a loro volta ornamenti, tanto più che crescono di continuo?
Laura
Borello
Bibliografia: Andrée
Chanlot, Les ouvrages en cheveux - Leurs secrets, 1986 Paris.
IMMAGINE: Pagina di un almbum
con disegni eseguiti da Charleux con i capelli
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-10
VISITA Nr.
