LA GRANDEZZA DI MARIA
SCOPERTA E PROCLAMATA NEI SECOLI
Attualità e significato dei
dogmi mariani:
Nelliconografia mariana il dogma
della perpetua verginità di Maria la aeipárthenos,
la semprevergine (concilio di Costantinopoli II,
553 d.C.) viene rappresentato simbolicamente da tre stelle
che ornano il mantello della Beata Vergine. Le tre stelle indicano
la virginitas ante partum, la virginitas in partu e la virginitas
post partum. Georg Söll, un grande storico dei dogmi mariani,
afferma al riguardo: Il fatto che la Madre di Dio non cessò
mai di essere vergine fu una realtà non soltanto per i
fedeli del tempo di Basilio, ma anche per quelli dei secoli successivi.
Lex Maria Virgine del Simbolo della Chiesa universale venne
inteso nel senso più ampio ed elevato a criterio di ortodossia.1
La maternità verginale assicura che Gesù è
un dono esclusivo di Dio Trinità allumanità
in Maria. Un ignoto autore del secolo VII, al quale viene dato
il nome di Eusebio Gallicano, instaura un originale paragone
tra Maria e la Chiesa, entrambe vergini e madri: Poco fa
ti meravigliavi per luomo nato dalla verginità.
Ammira ora una novità non inferiore: un uomo che rinasce.
Se ti piace, facciamo un confronto tra queste due madri [...].
Per mezzo di Maria è nato colui che era fin dal principio;
per mezzo della Chiesa è rinato colui che in principio
era perito; quella generò in favore dei popoli, questa
genera i popoli; quella, come sappiamo, ha partorito una sola
volta un figlio rimanendo vergine, questa continuamente partorisce
per mezzo dello sposo vergine. Quindi ciò che tu ritenevi
un prodigio unico nei secoli, riconoscilo ormai come una funzione
abituale.2
La vita divina nata nel seno di Maria si diffonde nellumanità
intera attraverso lazione sacramentale della Chiesa. La
Chiesa, come Maria, è la madre che continuamente, mediante
il battesimo e gli altri sacramenti, fa rinascere lumanità
alla comunione con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.
LImmacolata
Concezione, come possibilità di santità cristiana
Il dogma dellImmacolata
Concezione, proclamato dal beato Pio IX l8 dicembre del
1854, propone come verità di fede divina rivelata la
dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo
istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio
di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo,
salvatore del genere umano, è stata preservata immune
da ogni macchia di peccato originale.3
Il peccato, retaggio di ogni nato da donna, si arresta davanti
a Maria. Se Gesù Cristo è il tutto santo perché
la sua umanità viene interamente santificata dalla sua
persona divina, Maria è la tutta santa in virtù
della grazia proveniente dal Padre, dalla carità dello
Spirito e dai meriti del suo divin Figlio. Se Gesù è
il redentore, Maria è la sua prima redenta. La redenzione
di Maria non fu per liberazione dal peccato, ma per preservazione.
Essa cioè non fu per nulla segnata dal peccato, ma ne
fu preservata, per singolare privilegio divino. In Maria non
ci fu liberazione, ma preservazione. Secondo la geniale intuizione
del dottore dellImmacolata, il beato Duns Scoto, Gesù
Cristo ha esercitato in lei latto di mediazione più
eccelso, preservandola dal peccato originale.
Diceva il Santo Padre Giovanni Paolo II in una sua catechesi
mariana: A Maria, prima redenta da Cristo, che ha avuto
il privilegio di non essere sottoposta neppure per un istante
al potere del male e
del
peccato, guardano i cristiani, come al perfetto modello ed allicona
di quella santità, che sono chiamati a raggiungere, con
laiuto della grazia del Signore, nella loro vita.4
Maria Immacolata ricorda a tutti i battezzati la perfezione della
santità. La tutta santa è stata e continua a essere
nella Chiesa la guida sicura che conduce alle alte vette della
perfezione evangelica.
LAssunta,
come realizzazione compiuta della nuova umanità
Quasi sintesi del meraviglioso
mistero di Maria, il 1° novembre del 1950, Pio XII proclama
solennemente il dogma dellAssunzione di Maria, con queste
parole: Laugusta Madre di Dio, arcanamente unita
a Gesù Cristo fin da tutta leternità con
uno stesso decreto di predestinazione, immacolata nella sua concezione,
vergine illibata nella sua divina maternità, generosa
socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo
sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo
coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata
dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già
il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria
del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo,
Re immortale dei secoli.5
Mentre per tutta lumanità la risurrezione dei corpi
avverrà alla fine dei tempi, per Maria, invece, tale evento
si è realizzato già alla fine della sua vita terrena.
Per cui il suo corpo è ora gloriosamente vivente in cielo
accanto allumanità gloriosa del suo Figlio Gesù
Cristo. Precisa al riguardo il Santo Padre Giovanni Paolo II:
La condizione escatologica di Cristo e quella di Maria
non vanno certo poste sullo stesso piano. Maria, nuova Eva, ha
ricevuto da Cristo, nuovo Adamo, la pienezza di grazia e di gloria
celeste, essendo stata risuscitata mediante lo Spirito Santo
dal potere sovrano del Figlio.6
Il dogma dellAssunzione non è certo una verità
scoperta nel secolo scorso. La fede in Maria assunta
in corpo e anima alla gloria del cielo, appartiene alla coscienza
di fede della Chiesa sia in Oriente sia in Occidente sin dalle
origini. Pio XII, con la proclamazione solenne di Maria Assunta,
ha inteso annunciare solennemente a tutto il mondo la nobiltà
e la dignità del corpo umano, mortificato, umiliato, avvilito
e profanato in mille modi durante la seconda guerra mondiale
da poco conclusa. Di fronte ai lager di Dachau e di Auschwitz,
dove si era consumata la violazione più dissacrante del
corpo umano, il mistero dellAssunzione proclama il
destino soprannaturale e la dignità eccelsa di ogni corpo
umano, chiamato dal Signore a diventare strumento di santità
e a partecipare alla sua gloria.7
Maria, riscoperta
dellumanità perduta
Il dogma dellAssunzione
di Maria, come ogni altro dogma mariano, può esercitare
un benefico influsso anche nella formazione cristiana della
personalità
del credente. Infatti, i suoi doni di grazia, i suoi privilegi,
possono essere considerati come delle qualità altamente
paradigmatiche per la maturazione psicologica e religiosa di
ogni persona umana e cristiana.
LImmacolata Concezione, ad esempio, rappresenta lumanità
come immagine di Dio non deformata dal peccato. In essa la creazione
è stata riplasmata. Il valore psicodinamico di questo
dogma mariano è la possibilità per il credente
di ricostruire in sé e nei suoi rapporti col divino lunità
della Concezione Immacolata delle origini.
La Maternità divina indica che lobbedienza a Dio
diventa capacità di partecipare alla concezione e alla
generazione del Figlio di Dio in noi stessi. In tal modo il cristiano
compie la volontà del Padre, che non ha altra volontà
che quella di generare il suo unico Figlio. Per Maria, così
come per ogni cristiano, la libertà è fecondità.
La Verginità di Maria, oltre al dato biologico, indica
lapertura assoluta dellamore umano allamore
divino. Questo orientamento incondizionato a Dio non è
sterile ma sommamente fecondo. Per cui la Vergine è anche
la Madre. Maria rappresenta così la suprema unificazione
degli opposti: Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio.8
LAssunzione rivela infine il destino ultimo e positivo
dellumanità e il culmine dellevoluzione spirituale
di ogni persona umana. Leccezionale importanza psicodinamica
di questa realtà consiste nel prospettare allumanità
la realizzazione concreta della possibilità di un compimento
supremo delle proprie potenzialità positive insieme al
superamento definitivo di ogni divisione e contrapposizione di
ogni ordine e tipo, che lacerano e angosciano ogni persona umana
sulla terra.
Il dogma mariano, anche umanamente parlando, non solo non produce
regressione o personalità immature, ma può essere
uno strumento efficace di sviluppo della personalità umana
e della stessa comunità ecclesiale.
Angelo Amato
SDB
1 G.
Söll, Storia dei dogmi mariani, LAS, Roma 1981, p. 186.
2 Eusebio Gallicano, Homilia XXIII de Pascha, 2: TMPM vol.
3 p. 645.
3 Denz. n. 2803.
4 Catechesi del mercoledì 5 giugno 1996, n. 4.
5 Denz. n. 3902.
6 Catechesi del mercoledì 9 giugno 1996, n. 4.
7 Ib. n. 5.
8 Dante, Par., XXXIII, 1.
IMMAGINI:
1 Madonna di Vladimir, Scuola
di Palech, 1868 /
2 Masolino-Masaccio:
Madonna col Bambino e sant'Anna, 1424 - galleria degli Uffizi,
Firenze /
3 Andrea del Sarto, L'Assunzione
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2002-9
VISITA Nr. 